Il Mediterraneo e la Fotografia Documentaria:a Palazzo Sant’Elia il VI Festival delle immagini narranti!

Palermo – Sono otto i fotografi professionisti che la Fondazione Palazzo Sant’Elia ospita per la VI edizione del premio internazionale.

Il 9 dicembre nella sala Martorana di Palazzo Comitini gli stessi hanno partecipato al dibattito “Mediterraneo mare di Diritti” con il sindaco di Palermo e il direttore della rivista “Confronti”,Claudio Paravati.

Gli stessi ospiti si ritroveranno l’11 dicembre alla “Cavallerizza” di Palazzo Sant’Elia per il dibattito” Donne cristiane e mussulmane nei processi di risoluzione delle controversie internazionali ”; una kermesse di eventi con workshop, concerti, presentazione di libri che fanno da cornice alle opere fotografiche di Afshin Ismaili, Alessandro Grassani ,Alessia Romenzi, Enrica Sesini, Alessia Paduano, Gio’ Vacirca, Olmo Calvo e Roberto Rubino.

Ed ecco le loro opere che illustrano aspetti drammatici e di vita quotidiana tra le due sponde del Mare Nostrum.

Sottotitolato “ Marenostrum:le donne e i bambini principali vittime delle crisi umanitarie ” la mostra ha lo scopo di proseguire idealmente gli eventi che palazzo sant’elia ha messo in campo tutto il 2021, l’anno della pandemia, sul tema dei rapporti tra sicilia e la sponda nordafricana, toccando tutte le sette muse dell’arte.

Gli scatti raccontano oltre i drammi la straordinaria bellezza dei paesaggi,le citta’ che sul mediterraneo si affacciano,i vicoli,le piazze,i mercati,i colori,i volti di uomini e donne immersi nel quotidiano.

Ora tocca alla fotografia, settore ancora una volta curato da Francesco Bellina, che si è’ fatto interprete di collegare la sensibilità artistica della Conca d’Oro con le grandi tematiche internazionali.

Si è’ parlato tra l’altro di “ come costruire un reportage fotografico ”, di “ prigioni libiche ”, di esperienze artistiche a Mazara del Vallo, città’ promotrice delle prime edizioni del festival tramite l’associazione “ I vicoli del mediterraneo ” , diretta da Roberto Rubino,e non è’ mancato mai l’afflato della Fondazione Orestiadi di Gibellina che con Palazzo Sant’Elia ha intrapreso un terreno comune sul tema della “ mediterraneita ’”!

Uno sguardo spesso impietoso quello del fotografo documentarista ma che accende le luci su realtà’ dimenticate. Ed ecco che alle riflessioni sulla città’ ancora segnata dai resti dei bombardamenti dell’ultima guerra, alle ultime propaggini del cortile Cascino, si aggiungono i drammi delle periferie urbane e dell’arrivo dei migranti che occupano le casupole abbandonate del centro storico e non solo.

Una citta’, Palermo,che ancora agli inizi del secolo scorso aveva collegamenti navali con tutte le capitali del mondo e le citta’ del mediterraneo,rotte ben documentate ancora negli spazi delle “Lavanderie Tirrenia” in via Arsenale,rotte che restarono attive in gran parte quando alla compagnia Florio si sostituirono alle societa’ di navigazione che ebbero il merito di collegare la Sicilia alle comunita’ italiane di Alessandria,Istambul,Salonicco,Tunisi,Tripoli,Algeri e Casablanca.

Poi lentamente questi collegamenti si spensero al tramonto delle vicende coloniali e nel secondo dopoguerra si ridimensionarono le stesse comunita’ d’oltremare!

La Fondazione Palazzo Sant’Elia si congeda per quest’anno dal suo pubblico con questo evento ancora una volta di buon livello.

Claudio Paterna