Verso lo sciopero del 16 dicembre nel settore edile

Ceraulo, Fillea: “Grande fermento e condivisione delle ragioni dello sciopero. I lavoratori dei cantieri principali della città e delle aziende in piazza con noi”.

Palermo – “Il settore edile è pronto a scendere in piazza per lo sciopero generale del 16 dicembre. I lavoratori edili condividono con noi le ragioni dello sciopero su lavoro, fisco e pensioni, prevediamo un’adesione massiccia, la fame di lavoro al Sud è enorme. A Palermo il cantiere più grande della città, l’anello ferroviario, giovedì si ferma per l’intera giornata, i lavoratori saranno tutti con noi a piazza Massimo”. A dichiararlo il segretario generale della Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo durante il direttivo della Fillea che si è svolto presso la Camera del Lavoro di Palermo alla presenza del segretario nazionale Fillea Graziano Gorla.

All’ordine del giorno lo sciopero generale del 16 dicembre e la manifestazione a Palermo in piazza Verdi, ore 9,30. “Ci aspettiamo nel nostro settore una grande partecipazione, il fermento è alto, è il feed back registrato in questi giorni alle assemblee nei posti di lavoro – aggiunge Ceraulo – Anche i lavoratori della Italcementi di Isola delle Femmine, delle aziende sequestrate e confiscate, i lavoratori del Coime saranno in piazza. A testimoniare che gli edili hanno a cuore questi temi, soprattutto il tema delle pensioni, della giusta retribuzione, di un fisco equo. E c’è la forte preoccupazione nel settore che si perda l’occasione del Pnrr. E’ per questo che rinnoviamo il nostro appello agli enti locali. Se Regione, Comune di Palermo e Città metropolitana non riescono a utilizzare le risorse messe in campo per i Piani urbani integrati, per la qualità dell’abitare e per la rigenerazione dei beni confiscati, si perde un’occasione storica per Palermo e la Sicilia. Palermo detiene la maggior parte degli immobili confiscati alla mafia, non possiamo disperdere le risorse in arrivo che possono creare buona occupazione e occupazione di qualità. Rivolgiamo alle istituzioni il nostro appello: saranno Regione, Comune e Città metropolitana gli artefici per creare le condizioni per un futuro di sviluppo e di nuova occupazione. In questo momento, se non si presentano i progetti, le risorse sono attaccate a un filo”.