Nuovi itinerari religiosi tra la Sicilia e il sud America:nel nome di San Benedetto il Moro, compatrono di Palermo, un legame forte anche nel periodo natalizio, con le comunità’ cristiane del Sudamerica

Palermo – Intervista a Giuseppe Dragotta promotore della tavola ecumenica di Santa Maria di Gesu’!

Ogni anno ne sentiamo parlare in settembre quando si svolge il pellegrinaggio alla sua tomba , al santuario di Santa Maria di Gesu’, ma San Benedetto il Moro, chiamato così dai suoi contemporanei del XVI sec. per la pelle scura ereditata dai genitori schiavi di origine abissina, e’ un santo universale , festeggiato in vari momenti dell’anno liturgico oltreche’ compatrono di Palermo dove egli mori’ pur provenendo da San Fratello in provincia di Messina.

Dall’Argentina, dal Brasile, dal Venezuela ,dal Cile o dal Perù’ arrivano ogni anno Pellegrini per visitare il suo sepolcro ed e’ merito dei padri francescani del convento ma anche dai devoti speciali come l’architetto Giuseppe Dragotta che il culto palermitano sia divenuto universale per l’impegno nella diffusione dello stesso.

Abbiamo chiesto all’arch.Dragotta,gia’ segretario del Reis presso l’assessorato regionale ai beni culturali, cosa lo abbia spinto a realizzare la Tavola “ecumenica” che collega il culto del Santo a tante comunità’ sudamericane:

-Anzitutto la fede nel Santo che coltivavo quale abitante della parte sud-orientale della città’; Poi soprattutto l’aver studiato la diffusione del suo culto tra le comunità’ cristiane creole, dalla pelle scura ,del Sudamerica,fenomeno di grande attualità’ ecumenica poiché’ esso ispira anche le comunità’ cristiane-africane della nostra città’.

-Come e’ stata realizzata la “Tavola”?

E’ un grande pannello posto nell’area del convento, in prossimità’ dell’accesso al cimitero. Abbiamo collocato tutte le targhe commemorative delle comunità’ sudamericane in pellegrinaggio. Anche per le Vie dei Tesori vi e’ stato un buon afflusso di pubblico per visitare il convento e l’itinerario di preghiera del Santo.

-Durante un recente convegno della Fondazione Buttitta lei si è’ espresso in termini antropologici sostenendo che Palermo deve la sua universalità’ anche a San Benedetto il Moro?

Col prof.Buttitta esiste una lunga amicizia e collaborazione. Si in effetti stiamo cercando di collegare il culto dei Santi Neri a una dimensione antropologica universale e certamente la storia sacra di Palermo offre diversi esempi analoghi.

C’è’ un progetto ambizioso e straordinario dietro questa ricerca e devozione: un raduno annuale dei devoti da tutto il mondo che spinga a trasformare la Tavola in luogo di “scambio” culturale-religioso senza confini di razza o religione!

Il prof.Perricone, anch’esso antropologo, ne ha tracciato grandi linee in un recente convegno al museo internazionale delle marionette, e non c’e’ solo san Benedetto ma anche santa Cristina,San Calogero,Santa Ninfa e San Teodoro. In pratica il recupero di tutti i culti diffusi tra il III e il X sec. d.c. nell’area bizantina di cui la sicilia fu protagonista.Ma il discroso si allarga ancora di piu’.

Claudio Paterna