Palermo capitale del Liberty mediterraneo

Palermo – Una mostra ai cantieri culturali della Zisa ripropone il ruolo della città’ come capofila di uno stile euromediterraneo!

Da Damiani Almeyda a Ernesto Basile la mostra “Poliedrica e Sublime” , presentata ai Cantieri culturali della Zisa da Lega Ambiente e da uno staff di architetti guidati dal prof.Sessa, e’ una traccia indelebile di stile che viene ricordato nel 130mo anniversario della Esposizione Nazionale del 1891.

In effetti dalle decorazioni ai mobili, dall’abbigliamento all’edilizia l’Art Noveau a Palermo incorona il gusto “ per la positivita’ e la gioia di un vivere urbano civile ”.

E’ uno stile che si diffonde in tutta Europa ma a Palermo e in Sicilia permane fin oltre gli anni venti del secolo scorso insieme a una serie di manifestazioni sportive e culturali che fanno del capoluogo una capitale della mondanità’ e dell’eccellenza.

Era un modo di promuovere la Sicilia sui mercati nazionali e internazionali -spiegano gli organizzatori nel manifesto con le finalita’ dell’evento- nell’era dell’illuminazione elettrica e dei fasti decorativi.Per merito di una borghesia illuminata rispetto a un passato agrario e latifondista,la Sicilia attraverso le principali citta’ si ricollegava alla realta’ europea!

Così’ – come scrivono ancora gli organizzatori della mostra- si passo’ da una prima fase di economia piuttosto artigianale, dove il progetto e la creazione costituivano un unicum, si passo’ presto alla produzione industrializzata che vide la nascita di numerose aziende, soprattutto nel campo edilizio, che diede spinta all’economia della città’ per diversi decenni ”.

Mai come allora la Sicilia si è’ trovata al centro di scambi commerciali, artistici e culturali con altri Paesi d’Europa e d’Oltreoceano , superando tutte le difficoltà’ che l’essere isola certamente poneva!

Oggi celebriamo i fasti della Belle Epoque insieme a quelli di famiglie industriose come i Florio, i Lanza Trabia, i Whitaker, I Ducrot, gli Ahrens, che hanno unito il sogno artistico a quello industriale non disdegnando la modernità’ con gare automobilistiche, concorsi ippici e tennistici, festival canori, fiere espositive, teatri d’avanspettacolo e cicli operistici…una lunga scia di iniziative che la città’ odierna stenta a ritrovare per l’incapacità di progettare il proprio domani tra L’Europa e il

Mediterraneo. Possiamo illuderci di trovare in nuovi investitori dei manager che valorizzino le nostre materie prime?

Claudio Paterna