“Exit Tragedy. Pensare che volevamo la pace per l’Afghanistan”

Il libro di Maria Clara Mussa e Daniel Papagni

Messina – L’Afghanistan è il luogo dove noi occidentali volevamo portare la pace e il progresso, una striscia di terra desertica circondata dalle montagne  in mezzo al nulla, area geografica che nessuno è riuscito mai a conquistare. Sono tanti gli analisti, studiosi e giornalisti che per vari motivi hanno trattato da lontano l’argomento Afghanistan, ma in pochi hanno conosciuto veramente questa terra, hanno sentito il disagio della  finissima polvere desertica, che ti entra negli occhi, negli abiti e la trovi su tutto.   

Gli autori, la giornalista Maria Clara Mussa e il fotoreporter Daniel Papagni, sono una vera eccezione nel panorama giornalistico nazionale, hanno compiuto numerose missioni giornalistiche, sia embedded con i contingenti internazionali, sia unembedded, frequentando da vicino la popolazione afghana e condividendone le abitudini.

Il volume è un vero atto d’amore verso il popolo afghano, le donne e i bambini, inoltre da valore alle nostre Forze Armate, che nei quattro lustri di presenza nella regione di Herat, hanno dato il massimo per sostenere l’istruzione e far creare ordine e pace.

Maria Clara e Daniel, raccontano e documentano con bellissime foto, le  tappe che hanno accompagnato la missione, fino alla chiusura  e alla precipitosa fuga dall’Afghanistan da parte della NATO. L’abbandono unilaterale degli USA, che non ritenevano la missione più sostenibile, ha costretto gli alleati  a seguirli a malincuore, creando disordine pubblico, tragedie, fame e morte. La scelta USA ha cancellato quattro lustri di pace, tradito le donne e i bambini afghani e affamato il popolo, ma ha di fatto ha messo nei guai anche i Talebani, perché amministrare una nazione ricca di minerali, ma povera di tutto  e con tanti poveri, sarà una impresa impossibile.

Il volume è stato dedicato all’Afghanistan, a coloro che hanno sacrificato la propria vita e alla collega Maria Grazia Cutuli uccisa in un agguato il 19 novembre  del 2001. Quante interviste e racconti, fatte ai nostri militari in posti estremi come la Fob (Forward Operating Base) “Sterzing” nella valle del Muskai, sacrifici disumani per i nostri militari. Un capitolo è dedicato ai 53 Italiani caduti in Afghanistan, perché non sia dimenticato nessuno e perché il loro estremo sacrificio, resti sempre nei ricordi della nostra nazione. 

Incontri ravvicinati con personalità afghane e interviste; esperienze nelle Fob a contatto con le Forze speciali americane; testimonianze di donne afflitte dalle imposizioni, il tutto corredato da immagini forti e significative, come la prefazione di Andrea Angeli, peacekeeper ONU. Alla fine la testimonianza dell’ambasciatore Stefano Pontecorvo, che racconta il proprio impegno, contribuendo sino all’ultimo giorno dell’operazione “Aquila Omnia”, conclusasi nel mese di agosto 2021, con gli imbarchi dei collaboratori afghani sui voli verso l’Italia. La postfazione del generale Mario Arpino, chiude il volume.

Da giornalista con le stellette mi sento di ringraziare Maria Clara e Daniel, per il prezioso lavoro svolto, la grande quantità di articoli e foto proposte, che sono servite ad informare i lettori  del loro Magazine “Cybernaua” e di riflesso ad illuminare la memoria storica delle nostre Forze Armate. Il volume è prezioso per l’attenta analisi e testimonianza e merita di essere letto. Ho avuto il piacere di incontrare Maria Clara e Daniel, prima in Kosovo, poi in Libano e nel 2013 in Afghanistan. Mi ricordo che ero online a Radio West con il mio nikname “Zio Mimmo”, mentre loro attendevano e ascoltano la trasmissione, da quel giorno con un pizzico di piacevole goliardia, per loro sono diventato  “Zio Mimmo”.

Domenico Interdonato