San Biagio, da oggi al via il triduo in onore del patrono

Il programma delle celebrazioni previste

Comiso (Rg) – Tutto pronto per la celebrazione della festa liturgica di San Biagio. E’ uno dei momenti più attesi per la città di Comiso che si stringe attorno al patrono. Un momento che i fedeli vogliono vivere con grande trasporto nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia. Ci sarà, comunque, l’opportunità di seguire le celebrazioni più importanti utilizzando le nuove tecnologie. Si comincia oggi, lunedì 31 gennaio, con la santa messa nella chiesa di San Biagio a partire dalle 18. Domani e mercoledì il triduo che anticipa la solennità liturgica continua. Sono le due sante messe in programma in questi giorni. In particolare, la mattina alle 9 e il pomeriggio alle 18. Il giorno della festa, giovedì 3 febbraio, ci saranno invece ben otto funzioni religiose. Questi gli orari in cui si terranno le sante messe in programma: alle 7,30; alle 9; alle 10,30; alle 12; alle 15,30; alle 17; alle 18,30; alle 20. Al termine di ogni celebrazione seguirà la benedizione della gola. Avendo guarito miracolosamente un bimbo cui si era conficcata una lisca in gola, San Biagio è invocato come protettore per i mali di quella parte del corpo. A questo risale il rito della “benedizione della gola”, compiuto con due candele incrociate. La chiesa di San Biagio sarà aperta dalle 7 alle 21,30. E’ possibile entrare solo da via San Biagio e, per le limitazioni anticontagio, sono ammesse solo 130 persone per ogni celebrazione, come comunica il rettore, il sacerdote Innocenzo Mascali. Da sottolineare il sostegno ricevuto dall’iniziativa religiosa, per quanto riguarda la comunicazione esterna, da Confcommercio provinciale Ragusa con il presidente Gianluca Manenti e da Confcommercio sezionale Comiso con il presidente Orazio Nannaro. “Avvicinandosi il momento della festa – affermano entrambi – diventa sempre più palpabile l’attenzione nei confronti del patrono di Comiso da parte di tutta la cittadinanza. E’ la manifestazione di una identità, di una tradizione, che affonda le radici nei secoli scorsi e che ancora oggi si mantiene viva e che, per questo motivo, merita di essere posta in risalto”.