Un tour delle ville di Bagheria sotto il segno di Guttuso

Bagheria (Pa) – Visitare La mostra dedicata al grande pittore figurativo siciliano (ultimi giorni,fino al 19 febbraio al centro Raffaello) e’ un occasione per rivisitare anche le ville tardo barocche di Bagheria nel segno dei colori vivi della natura da lui interpretati.

Certo sono soltanto venti opere esposte, sapientemente collocate da Rossella Lo Bianco curatrice, tra il tripudio dei corpi femminili, le nature morte, la grafica, le sue acquaforti e “acquatine” ma e’ il paesaggio che colpisce sempre: ” L’artista -dice Rossella Lo Bianco- ” riesce attraverso i giochi di luce e alle sue particolari scelte tonali di rossi, di verdi e di gialli a diventare cronista della realta. ‘”

E’ un tributo che rendiamo al grande artista siciliano, conosciuto in tutto il mondo, attraverso una passeggiata ideale che ci porta tra le nove ville più’ famose del circondario di Bagheria, ma anche ad Aspra, monte Catalfano, i giardini nelle cave di tufò, Santa Flavia, l’area archeologica di Solunto, Porticello.

Guttuso le ritrasse quasi tutte tra gli anni trenta e sessanta del secolo scorso, tra grandi pale di fichidindia, paesaggi soleggiati, strade polverose e pietre calcaree rilucenti.

Ed ecco subito Villa Cattolica con la pinacoteca a lui dedicata e il sepolcro eterno in porfido dell’artista che guarda verso il mare di Aspra!

Mare grande, sconfinato dei pescatori della borgata ritratti tante volte con le loro barche a remi:Villa De Cordova e il baglio d’Aspra (oggi sede comunale) sullo sfondo anch’essi e le svettanti torri dell’acqua che emergono tra i giardini scavati nel tufo. Poi c’e’ Villa Ramacca con la sua imponenza che da’ un tocco di classicità’ al paesaggio verso monte Catalfano .E poi lo sguardo corre alle rovine archeologiche sul monte” alla strada tortuosa che le raggiunge, al tempietto solitario ritratto in tutti i colori delle stagioni da Leto, Lo Jacono e lo stesso Renato!

Ma il paesaggio s’adombra nelle sagome del litorale di Porticello e della tonnara di Solanto come i corpi femminili sinuosi che il maestro ritrasse senza fine, e poi gli ampi saloni di Villa Filangeri, la chiesetta annessa dove Dacia Maraini ambienta il suo romanzo storico. L’occhio spazia ora verso sud dove si apre la conca di Bagheria: Villa San Marco dei padri Gesuiti, Villa Cuto’, Corso Butera…fino alla matrice e alla stessa Villa Butera. Quanti ricordi di fanciullezza del pittore, quante storie prestate a film e novelle di sapore verista!

Guttuso poi immagina la passeggiata domenicale, prestata ai teatri di scena filmici, nel corso principale tra bancarelle, negozi e strilloni che fanno quasi da “barriera” alla vista di Villa Palagonia, solitaria, misteriosa, ingannevole alla vista dei paesani. Ma loro non sembrano curarsene mentre con occhio sfuggente guardano verso le ville dei signori Valguarnera, Alliata o Paternò’ a un tiro di schioppo sulla destra del Corso!…

Poi alta si erge nel suo colonnato neoclassico la Villa Villarosa che Guttuso ha più’ volte incorniciato tra le alture e le cave del paesaggio eleuterino. Li’ suo padre agrimensore era ’ intento a misurare pozzi e terrazzamenti …tra venticelli di ponente che spargevano le carte preziose e gli appunti con fatica raccolti!

Claudio Paterna