Fabrizio Fazio, artigiano del tamburo entra ufficialmente nel Registro delle eredità immateriali della Regione siciliana

Fabrizio Fazio è il titolare della bottega “La Capra canta” che a Gangi costruisce tamburi artigianali

Gangi (Palermo) – Fabrizio Fazio, classe 1987, artigiano di Gangi e artista del tamburo, entra ufficialmente a far parte del Reis, il Registro delle eredità immateriali della Regione siciliana in considerazione della tradizione da lui ripresa delle tammorre. Fazio è un abile tammurinaro, erede di un antico sapere che utilizza le tecniche e i materiali del passato come pelli di capra, latta e legno lavorato. Dalla concia delle pelli di capra alla costruzione delle strutture in legno, Fabrizio Fazio costruisce strumenti unici, ognuno differente dall’altro, ognuno in grado di emettere un suono diverso. Oggi i suoi tamburi sono conosciuti in tutto il mondo, segno dell’artigianalità e frutto di opere uniche. Una tradizione di cui si rischiava la cancellazione, ma che Fazio, definito l’artigiano del tamburo, ha valorizzato impiegando materiali come la pelle di capra, i setacci di legno e la latta temperata che danno agli strumenti un suono inconfondibile. A Gangi possiede una piccola bottega, nel cuore del centro storico, dal nome evocativo “la Capra Canta”. In questo luogo musiche dai ritmi unici e originali, raccontano un’arte custodita perché ogni tamburo tira fuori un’anima, una voce e una vibrazione dalle ritmiche indescrivibili. Ciò che affascina i visitatori che arrivano qui a Gangi è anche la maestria di Fazio, che oltre a costruire ogni singolo tamburo, lo fa suonare facendo scorrere veloci le dita segnando cerchi immaginari nella pelle sottilissima che fa da cassa.

Fabrizio_Fazio nel suo laboratorio_bottega

Il sostegno dell’amministrazione comunale

Il comune di Gangi ha supportato la sua candidatura per l’iscrizione al Registro delle eredità immateriali della Sicilia, con una delibera del 15 ottobre 2021, e in particolare nel “libro dei tesori umani viventi” e nel “libro dei mestieri, saperi e tecniche”.  Il sostegno alla candidatura è arrivato anche dal club per l’Unesco di Acireale con la motivazione: “L’unicità della Maestria – si legge nella nota inviata al comune dal presidente Nellina Ardizzone – è il frutto sostanziale di una vita intera e di una passione nutrita”. “Nel campo degli artigiani – spiega il sindaco di Gangi Francesco Migliazzo – Fazio è una delle eccellenze e dei valori aggiunti della nostra comunità. Ammirato ed apprezzato a livello internazionale per la sua arte, capace di raccontare la storia del nostro borgo e delle Madonie, con la sua arte fa rivivire una tradizione antichissima”. La preziosa e ristretta produzione di Fabrizio Fazio riguarda varie tipologie di tamburo: dal tamburello alla tammorra, dal tamburo imperiale a quello medievale con la cassa di legno. “Ciò che affascina e che incanta qualsiasi spettatore è che l’artigiano Fabrizio Fazio, oltre a costruire ogni singolo tamburo, lo fa suonare sapientamente – racconta il vicesindaco e assessore alla Cultura di Gangi Maria Barreca -. L’attività rara ed unica che svolge Fabrizio nel costruire con passione e sapienza i suoi tamburi, dà la possibilità di unire la tradizione al futuro. Un’artigianalità che va ammirata, valorizzata e anche riconosciuta, perché oltre ad essere un valore aggiunto nel territorio locale, è soprattutto una testimonianza per le generazioni future”.

Costruzione del tamburo

Il Registro delle eredità immateriali

Secondo la convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale (The Convention for Safeguarding of the Intagible Cultural Heritage), approvata dall’UNESCO il 17 ottobre 2003, le eredità immateriali sono “l’insieme delle pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e tecniche – nella forma di strumenti, oggetti, artefatti e luoghi ad essi associati – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui, riconoscono come parte del loro patrimonio culturale”. Le eredità immateriali si trasmettono oralmente di generazione in generazione e sono costantemente “ricreate” dalle comunità e dai gruppi in funzione dell’interazione tra il loro ambiente e la loro storia: “tradizioni orali ed espressioni, compreso il linguaggio come veicolo del patrimonio culturale immateriale, le arti dello spettacolo, le pratiche sociali e rituali, gli eventi festivi, le conoscenze e pratiche concernenti la natura e l’universo, i saperi legati all’artigianato tradizionale”. La loro tutela esprime un senso di continuità storica e costituisce un elemento essenziale dell’identità culturale di un territorio e della sua comunità.

Il manufatto finito