Asferico, concorso internazionale per la fotografia naturalistica:il museo geologico Gemmellaro tra i protagonisti

Le sale del Museo Gemmellaro di corso Tukóry hanno accolto nelle settimane scorse le foto vincitrici del premio internazionale ASFERICO dedicato appunto alla fotografia naturalistica.

Palermo – L’AFNI- SICILIA ( associazione fotografia nazionale naturalistica ) diretta da Enzo Giuffre’ ha partecipato alla selezione delle oltre 18 mila foto partecipanti al Premio di quest’anno, la cui prima edizione si è’ svolta nel 2007.

Per il museo Gemmellaro diretto da Carolina Patti un grande successo nell’ospitare al terzo piano non solo le fotografie vincitrici del premio internazionale, ma soprattutto la collezione di apparati fotografici e documentari di cui si sono avvalsi i naturalisti siciliani fin dall’Ottocento.

Una grande tradizione di studi dal Vaufrey al Gemmellaro,da Doderlein a Citro.

Furono questi stessi scienziati che denunciarono l’illecito mercato di trasferire quantita’ enormi di fossili di animali dalla Sicilia alla Francia e all’Inghilterra, soprattutto per quanto accadde alle grotte di San Ciro Maredolce che gia’ nel settecento il Mongitore denunciava. Quelle indagini verificarono che la Sicilia nell’era glaciale era il ponte di passaggio tra il continente africano e l’Europa di numerose specie animali gigantesche!

E’ esposto al museo un patrimonio materiale e scientifico che va di pari passo con l’attività’ divulgativa del Museo che oggi ha ampliato il primo piano con le collezioni geologiche e dei fossili, il secondo piano con le collezioni di scheletri di grandi vertebrati e invertebrati vissuti in Sicilia prima della comparsa dell’uomo!

Meta di tanti gruppi scolastici il museo Gemmellaro di Palermo, dotato di sale didattiche, completa le grandi collezioni geologiche , tra cui il Museo dell’Universita’ di Catania (dedicato all’Etna ), ma soprattutto e’ ricchissimo di notizie sui luoghi della Sicilia che eccellono per particolarità’ rocciose costituendone un unicum di geodiversita’.

Ricordiamo tra l’altro che oltre le tracce di dinosauri marini e terrestri, il Gemmellaro conserva lo scheletro intero di “ THEA ” la donna siciliana più’ antica, vissuta nel paoleolitico superiore nella grotta di San Teodoro in provincia di Messina, la stessa grotta dedicata al santo bizantino di cui si pensava fossero ivi le reliquie, meta a loro volta di pellegrinaggi nel corso dei secoli (Come recentemente accertato anche per le ossa di pachidermi conservate nella chiesa madre di Petralia Sottana, scambiate per ossa di giganti).

Presto il museo pubblicherà’ un catalogo dei luoghi geologici notevoli di Sicilia, delle aree vincolate(come Capo Bianco e Realmonte), e delle località’ naturalistiche dei Peloritani e degli Iblei, contribuendo alla fruizione di un patrimonio territoriale troppo spesso ignorato.

Claudio Paterna