L’Architettura del Teatro Verde

Venezia – Dal 10 aprile il Teatro all’aperto, opera dell’architetto Luigi Vietti (1903-1998), torna accessibile al pubblico parzialmente restaurato: fino al 1 maggio sarà visitabile nel contesto di Homo Faber Event, dal 20 maggio con il programma di visite guidate della Fondazione Cini www.visitcini.com

«Il «Teatro Verde» o teatro all’aperto, ambientato nel parco e circondato dalla laguna, risolve felicemente il tema di fondere insieme la solennità della architettura teatrale classica antica e la grazia preromantica di quella agreste, elemento fondamentale nella vita teatrale dei secoli che vanno dal ‘500 al ‘700.

Fondato e costruito in cemento e in pietra, fasciato d’alberi d’alto fusto, rivestito di bossi e di zone a prato, esso si stende come un grandioso elemento decorativo del parco (che ha preso il posto degli orti raffigurati nelle antiche stampe), sul margine meridionale dell’isola. Venne edificato a partire dal 1952 (l’inaugurazione è del luglio 1954) su progetto dell’architetto Luigi Vietti ispirandosi ai teatri di verzura che ornavano le ville venete della Terraferma. Difficilissima, tecnicamente, la costruzione del grandioso palcoscenico che copre un’area di 1.400 metri quadri nel cui spazio sottostante sono allocati 12 camerini singoli, 8 locali, un adeguato numero di magazzini e ripostigli per attrezzature, apparecchiature elettroniche in grado di poter alimentare contemporaneamente 105 proiettori ad alto potenziale e altri servizi.

È una costruzione di alto interesse per l’ingegneria veneziana in quanto si è dovuto bonificare il terreno acquitrinoso e costruire una platea impermeabile, essendo il pavimento del sotto palcoscenico a un livello inferiore di m. 0,82 a quello medio delle acque della laguna; una impresa della cui validità soltanto chi sia pratico delle specifiche difficoltà costruttive a Venezia può rendersi pienamente conto.

Per la vastità e per la attrezzatura del suo palcoscenico, nonché per la capienza considerevole, il teatro si presta alla organizzazione di complessi spettacoli e può accogliere con comodità un pubblico numeroso. La cavea e la controcavea, tagliate a forma di settore circolare, si saldano al palcoscenico fiancheggiato da due alti parasceni, mediante il mezzo cerchio della orchestra. Alla cavea si accede dal dorso, disposto a giardino, per due scale che conducono all’alto corridoio donde partono le rampe per la controcavea e tre discese ai posti inferiori. Vi sono inoltre due accessi laterali dal basso. La fossa dell’orchestra può accogliere fino a 150 esecutori. Sui fianchi esterni dei parasceni ricorrono invece i servizi per il pubblico (guardaroba, bar, toilette). La disposizione della cavea e della controcavea complementari l’una all’altra è tale che a seconda della natura degli spettacoli potranno essere utilizzate una o tutte e due le zone.

Il parco che avvolge il Teatro è percorso da viali alberati che lo collegano alla parte monumentale dell’isola e ai due chiostri».

Fondazione Giorgio Cini onlus · Isola di S. Giorgio Maggiore – Venezia

Giuseppe Longo