Sara’ una Paqua di “pace” con l’incontro tra i simulacri di Gesu’ risorto e di Maria Annunziata

Comiso (Rg) – Sarà il suono festoso delle campane della basilica ad annunciare alla città, oggi, la gioia della Risurrezione. Già alle 7,30 Comiso vivrà il primo momento della Pasqua. E sarà differente rispetto a quella degli ultimi due anni quando, per motivi legati all’emergenza sanitaria, è stato necessario soprassedere alle manifestazioni esterne. Stavolta, invece, si cerca di riconquistare il passato, di catturare i primi spiragli di normalità. Alle 9 le bande musicali percorreranno le vie della città. Le sante messe della giornata, nella basilica dell’Annunziata, sono in programma alle 8,30, alle 11,30, alle 19 e alle 21. Ma il momento più atteso dai fedeli e dai devoti è quello delle 10 quando, dopo la santa messa, è in programma l’uscita dei simulacri di Gesù Risorto e di Maria Santissima Annunziata salutati dalla folla festante. In via Papa Giovanni XXIII, davanti l’ufficio postale, si terrà la prima “Pace” tra i due simulacri. Sarà lì che gli “angioletti” Andrea Indigeno e Antonio Criscione intoneranno il canto del Regina Coeli Laetare in latino, come vuole la tradizione.

Le altre “Pace” della giornata, nel corso della processione, sono in programma dinanzi: alla casa di riposo, alla chiesa dei Cappuccini, a San Leonardo, alla chiesa di San Giuseppe, alla chiesa del Sacro Cuore, alla chiesa di Sant’Antonio, alla chiesa dei Santi apostoli, alla chiesa Madre, al santuario dell’Immacolata, alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, in piazza Fonte Diana e, prima del rientro, all’Annunziata. Più nel dettaglio, dalle 13,30 alle 15 è prevista la sosta dei simulacri nella chiesa di San Leonardo, a mezzanotte l’ingresso dei simulacri in piazza Fonte Diana dove avrà luogo per due volte la “Pace” denominata dei “Gonfaloni e delle confraternite”. Quindi, il rientro in basilica e “Pace”. Ieri a mezzogiorno, intanto, è tornata a ripetersi la cerimonia della benedizione delle uova, sul sagrato della basilica. E’ stato l’arcidiacono parroco, il sacerdote Girolamo Alessi, a procedere in questo senso ricordando come le stesse siano il simbolo del dischiudersi della vita.