Ars: importante atto di indirizzo nel 76mo anniversario della promulgazione dello Statuto regionale

Palermo – L’ARS pur attraversando uno dei momenti più’ critici della sua storia accoglie l’Atto di indirizzo della Commissione petizioni UE per far luce sulle discriminazioni scaturite dalla legge 18 che impone ai deputati e consiglieri la dichiarazione di appartenenza o meno ad associazioni riservate (e in particolare massoniche).

L’accoglimento del quesito UE proprio alla vigilia del 15 maggio, data storica in cui veniva promulgato lo Statuto regionale siciliano, suona come nuovo atto di indirizzo dell’ARS soprattutto per l’assenso dato dai vertici istituzionali del Parlamento regionale alla presentazione del libro del Gran Maestro della Massoneria storica italiana(GOI)Stefano Bisi , nella “Sala Gialla” dell’Ars, alla presenza dello stato maggiore della Massoneria siciliana!

Nel libro di Bisi ” Il Biennio nero della massoneria ” si parla infatti delle persecuzioni giudiziarie subite dai liberi Muratori italiani da parte del PM Cordova sulla base del semplice pregiudizio antimassonico:

Il Gran Maestro Stefano Bisi

Dicevamo dello stato di crisi e di vera impasse in cui si trova il Parlamento regionale siciliano incapace di varare il bilancio finanziario regionale e dilaniato dal contrasto evidente tra il presidente della Regione Musumeci, e il presidente dell’ARS Micciche’ , contrasto che rende sempre più’ lontano il Parlamento dagli stessi siciliani tanto da indurre taluni partiti a chiederne l’abolizione e trasformarlo in assemblea regionale ordinaria!

Eppure proprio in questi giorni sono stati alcuni deputati regionali , guidati da Eleonora Lo Curto e dallo stesso presidente dell’ARS, a dare modo alle stesse associazioni “riservate” (tra cui spicca il GOI col proprio Gran Maestro Bisi),perseguite dalla legge 18 a firma dell’on. Fava, a garantire spazio d’ascolto e agibilità’ politica nel Parlamento siciliano che ricordiamo essere uno dei più’ antichi d’Europa (fondato dai Normanni tra il 1096-1130 e abolito dai Borboni il 12 dicembre 1816).

Certo quanto concesso ai diritti delle minoranze discriminate in questo caso, non salva l’Ars dalla situazione di stallo in cui si trova soprattutto mentre si calpestano i diritti delle piccole nazioni, delle religioni minoritarie e delle disabilità’ funzionali. Eppure è’ un piccolo passo in avanti tenuto conto che l’Ars si muove in una prospettiva di Parlamento “regionale” e come tale difende i diritti delle minoranze che chiedono autonomia e non certamente il separatismo!

Claudio Paterna