“Paolo Borsellino. Per amore della verità” di Piero Melati

Trent’anni in cerca della verità. Trent’anni nel nome di un’idea di giustizia da rivendicare con fermezza. Queste parole potrebbero riassumere la battaglia portata avanti dalla moglie di Paolo Borsellino, Agnese, e dai figli Lucia, Manfredi e Fiammetta per fare luce su uno degli avvenimenti più bui della nostra storia recente. Dopo la strage di via D’Amelio, infatti, al dolore per la perdita del magistrato e della sua scorta si è aggiunto l’ignobile capitolo del depistaggio nelle indagini sugli esecutori materiali del crimine, al quale ha fatto seguito un iter processuale lungo e tortuoso. Anni di lacune e omissioni, bugie e negligenze. Eppure, i figli di Paolo Borsellino hanno affrontato questo difficile percorso con dignità e determinazione, rimanendo spesso lontani dai riflettori e prendendo le distanze dalle celebrazioni che si sono succedute nel corso dei decenni. Nelle pagine di “Paolo Borsellino. Per amore della verità” del giornalista Piero Melati (Sperling & Kupfer, pp.208, euro 17,90) c’è la storia di una famiglia e del suo impegno per l’affermazione del diritto alla verità, ma c’è anche un ritratto corale del giudice.

Il libro cuce ricordi e punti di vista diversi, con l’aiuto di molte testimonianze, con contributi inediti di Lucia, Manfredi e Fiammetta, offrendo una prospettiva nuova e raccontando – attraverso la voce dei protagonisti – una delle pagine più vergognose e tragiche della storia giudiziaria italiana. Esortando a raccogliere un’eredità preziosa, a partecipare attivamente alla ricerca della verità e all’ affermazione della giustizia. Perché la storia di Paolo Borsellino e della sua famiglia è anche la nostra storia.

Piero Melati ha seguito per il quotidiano L’Ora il Maxiprocesso di Palermo, per poi scrivere sulle pagine di Repubblica e il Venerdì. Ha pubblicato con Francesco Vitale Vivi da morire (Bompiani, 2015), Giorni di mafia (Laterza, 2017), La notte della civetta (Zolfo, 2020).