Emergenza incendi nel territorio catanese, i sindacati dei vigili del fuoco lanciano l’allarme:  “personale insufficente”

Catania – Una nota congiunta per chiedere l’incremento delle unità dei Vigili del Fuoco in servizio al Comando provinciale di Catania, in considerazione delle emergenze che, di anno in anno, si ripropongono drammaticamente durante i mesi estivi.

A siglarla, sono Fabrizio Gualtieri, Antonio Contino, Massimo Parisi e Salvatore Di Dio, rispettivamente esponenti di FNS Cisl, CONAPO, UilPa VVF e Cgil, che intervengono per denunciare “la condizione insostenibile in cui opera il personale, non solo in estate”. 

“La provincia brucia – si legge nella nota –  e noi, ogni giorno, siamo chiamati a rispondere,  tra innumerevoli difficoltà, a chi compone il 112 in cerca di aiuto”. 

“Le nostre denunce ormai da troppo tempo cadono nel vuoto – lamentano – ma oggi la situazione è diventata davvero ingestibile, il personale è allo stremo dopo anni di lavoro e criticità che vanno ben oltre i mesi estivi”.

“Forse qualcuno non ricorda – proseguono – che i Vigili del Fuoco sono presenti sul territorio per ventiquattro ore e trecentosessantacinque giorni l’anno, con sedi di servizio dislocate su tutta la provincia etnea”.

“La carenza cronica di personale – precisano –  è stata sempre oggetto di vertenze nel nostro Comando:  tutte le soluzioni adottate in passato non sono più percorribili, la  provincia etnea è ad alto rischio”.

“Il numero complessivo di interventi annui – spiegano – è uno dei più alti di tutto il Paese e ci colloca in cima alle classifiche relative ai territori provinciali”.

“Ad oggi, i servizi sono stati garantiti – aggiungono – grazie all’abnegazione delle lavoratrici e dei lavoratori del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in forza nella provincia etnea:  numericamente, molto al di sotto e quasi dimezzato rispetto ai Comandi delle altre Città Metropolitane”.

“Il parco mezzi e le attrezzature di servizio assegnate al Comando – spiegano gli esponenti sindacali –  oltre ad essere datati, devono farsi carico di un ingente lavoro”.

“Una mole talmente elevata – aggiungono – da necessitare di una manutenzione continua, che non sempre è possibile assicurare : si corre costantemente il rischio di ritrovarsi con mezzi che non sono utili per la tipologia di intervento da effettuare, determinando così molti disagi nel garantire il soccorso su tutto il territorio provinciale”.

“Purtroppo le risorse messe in campo nei mesi estivi non riescono a sopperire alle esigenze che il soccorso ci impone – chiariscono – e  la squadra aggiuntiva prevista e messa in campo con la convenzione regionale Anti Incendi Boschivi  composta da personale in straordinario, non riesce a ottenere  il giusto riposo tra un turno e l’altro”.

“Una situazione – puntualizzano le sigle – che aumenta i rischi di infortunio e di insorgenza delle patologie legate allo stress da lavoro correlato,  così come previsto dalle normative in materia di salute e sicurezza sul lavoro, a partire dal Decreto legislativo 81 del 2008”.

“ E, come se non bastasse – aggiungono – abbiamo fatto e continuiamo a fare i conti con l’aumento dei contagi legati alle ultime varianti Covid 19 ,che di fatto assottigliano ulteriormente la presenza del personale in servizio”.

Le organizzazioni sindacali chiedono un intervento tempestivo alle istituzioni politiche catanesi e al prefetto Maria Carmela Librizzi, affinché la pianta organica del Comando dei Vigili del Fuoco di Catania – “inadeguata e sottodimensionata”, come si legge nella nota congiunta –  possa essere incrementata compatibilmente al numero di interventi effettuati ogni anno in virtù delle criticità, dell’estensione e della specificità del territorio, dei distaccamenti permanenti e volontari presenti.

Le sigle sindacali chiedono pertanto che vengano immediatamente colmate “le pesanti lacune” legate alle figure dei capi squadra e degli autisti, attualmente ai minimi storici.

“Il personale in forza al Comando – concludono –  è sottoposto a orari di lavoro straordinario ben superiori a quelli previsti e consentiti: di certo, non si tratta di una situazione che può essere protratta ancora a lungo”.