Melenchon sostiene “Unione Popolare” «State costruendo il vero futuro per l’Italia»

Roma – In piazza dei Consoli, nel quartiere romano del Quadraro, Jean-Luc Melenchon leader de “La France Insoumise” e di “Nouvelle Union populaire écologique et sociale” ha partecipato all’assemblea pubblica organizzata da “Unione Popolare”.

«L’Italia ha una fortuna ad avere Unione popolare, se voi non ci foste non ci sarebbe nessuno per resistere, voi state costruendo il vero futuro per l’Italia» ha dichiarato Melenchon e, a proposito di Luigi de Magistris, ha detto che «è un buon leader che non ha paura. Tutti questi partiti corrotti che trovano sempre la maniera per accordarsi pur di sopravvivere se ne devono andare. È necessario cambiare. A chi vota destra dico, chi vi darà un salario minimo se non “Unione popolare” di Luigi de Magistris?».

«Rispetto tutti gli avversari politici – ha dichiarato de Magistris a margine dell’assemblea – ma la sinistra non è un abito che ti puoi mettere da un giorno all’altro. Siccome si pensa che la sinistra non sia rappresentata in parlamento, cercano di riposizionarsi in campagna elettorale. Ma contano i fatti. Non so come Conte possa dire che chi è di sinistra deve votare per lui. Nel 2019 chiuse il porto di Napoli alle ong. Questo si chiama riposizionamento elettorale».

«Sono molto contento che Melenchon abbia scelto di sostenere chi si batte contro il draghismo, per i diritti sociali e l’ambiente – ha aggiunto de Magistris – Melenchon è un uomo di sinistra radicale, e noi da sempre siamo per pacifismo giustizia sociale ed economica».

Se oggi il voto di operai e dei lavoratori in generale è sempre più indirizzato verso la destra, è perché la sinistra italiana, «ha pensato che correndo dietro al centrosinistra avrebbero avuto il consenso del popolo. Non è stata in grado di rinnovare il suo pensiero. Se ne è disinteressata a favore della borghesia» ha dichiarato Melenchon e la soluzione è quella di andare «porta a porta, a discutere con le persone» riprendendo quanto affermò Enrico Berlinguer il 7 giugno 1984, nell’ultimo discorso prima della sua morte quando affermò «Lavorate tutti, casa per casa, azienda per azienda, strada per strada, dialogando con i cittadini, con la fiducia per le battaglie che abbiamo fatto, per le proposte che presentiamo, per quello che siamo stati e siamo, è possibile conquistare nuovi e più vasti consensi alle nostre liste, alla nostra causa, che è la causa della pace, della libertà, del lavoro, del progresso della nostra civiltà!».