Per ricomporre le fratture tra stile musicale e lontananze etniche

Palermo – All’oratorio di Santa Cita la performance vocale-strumentale degli Amada Esquina.

L’Hanno infatti chiamata ” musiche dalle frontiere ” la loro interpretazione di sonorita’ ispaniche rinascimentali fino ai ritmi contemporanei latino-americani.

Con questi presupposti avrebbero potuto trovare buona accoglienza nel festival delle “ letterature migranti ” poiché’ al suono con gli antichi strumenti (Tiorba, bongo cubano, viola ecc.) Gli Esquina associano i testi parlati o intonati di Borges, Matamoros, Fernandez, Piazzolla, Granda, Cobian e altri.

Proprio gli “ angoli ” della musica il loro stile, dove si conserva la memoria di “ frontiera ”dalla polifonia del Siglo de Oro fino alla canzone d’autore latino-americana, un lungo filo rosso che unisce musiche e voci più’ ad una Antropologia della Lontananza ( come scrivono i supporter della stagione concertistica MusicaMente ) che a una raccolta di armonie.

In effetti gli Esquina esprimono un progetto culturale che cerca quel filo di canto ovvero quel tratto comune di poesia per la musica che possa ricomporre le fratture dello stile che attengono la storia della musica.

“E nella storia musicale tra mondo mediterraneo e mondo latino sono tante le assonanze, talune ” esportate ” col canto gregoriano o con le ” lamintanze ” dei Milonga cristiane , ma soprattutto i canti degli schiavi Zigani, Mori o africani, altre importate dagli strumenti caraibici o i flauti andini.

Tra il 500′ e il 700′ furono gli hidalgos spagnoli a preferire una vulgata che unisse i poemi della classicita’ al fatale incontro con i Barbaroi, gli indigeni, e tutto appariva falsato da una cultura colonialista che poco aveva in comune con suoni e ritmi di quel nuovo continente.

Poi furono gli stessi ” colonizzati “, taluni capi indios , che trasferirono nella cultura latino-cristiana le loro soggettivita’, ed oggi spetta a gruppi come gli Esquina restituire integralmente quelle sensazioni originarie”

Maximiliano Banos, Giuseppe Petrella ,Rosita Ippolito, Gioacchino De Padova, Luciana Elizondo e Leonardo Moreno ieri sera sono stati protagonisti di un difficile recupero vocale-sonoro che solo l’associazione MusicaMente poteva far conoscere al pubblico palermitano benché’ già’ abituato alle sonorità’ mediterranee.

Claudio Paterna

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