Verso una economia etica. Un nuovo modello per migliorare la qualità della vita
Il modello di sviluppo a cui ci ispiriamo raggruppa anche i principi dell’economia circolare e sostenibile e che trova, nell’accezione “etica”, un supplemento di qualità. L’economia circolare si fonda essenzialmente su tre principi. Eliminati spreco ed inquinamento sin dalla progettazione. Ogni prodotto di consumo deve trovare una collocazione finale nell’ambiente senza deturparlo, diventando compostabile, cioè un nutriente accettato dalla natura e per la natura. La sua durata deve essere più lunga e non seguire i tempi imposti dalla produzione a qualche anno dall’utilizzo in modo da costringere ad acquistarne uno nuovo. Sostituire la durabilità programmata con la riparabilità, come avveniva negli anni ’50 in pieno boom economico. Uno dei vantaggi, oltre quelli di carattere economico-sociale è la riduzione sia dei rifiuti prodotti sia delle emissioni di gas serra. L’economia circolare produce molti vantaggi. Oltre quello ambientale, si consideri l’enorme risparmio relativo ai materiali occorrenti per confezionare i prodotti, ma soprattutto questo modello di economia produrrebbe, entro il 2030, 700.000 nuovi posti di lavoro in Europa, (fonte:Commissione del Parlamento Europeo). I nuovi settori occupazionali includerebbero le riparazioni, la possibilità di riciclare i prodotti usati e non ultimi l’innovazione tecnologica per la loro produzione e tutto il settore dell’indotto legato alla logistica:organizzazione, trasporto, comunicazione, marketing.
L’economia sostenibile inserisce un altro importante aspetto, l’equità e l’inclusione sociale, che garantiscono sicurezza sui posti di lavoro, pari dignità tra i lavoratori sia nei compensi sia nel trattamento, eliminazione dello sfruttamento, soprattutto di quello minorile e della forza lavoro che attinge dai migranti ed accesso alle opportunità uguali per tutti senza distinzioni etniche, religiose, politiche, sessuali.
Questi modelli economici, già esistenti in Italia ma a macchia di leopardo, non possono diffondersi nell’immediato poiché occorre un cambiamento culturale e sociale del nostro modo di intendere la produzione ed il consumo usa e getta utile solo al profitto. Il profitto, è il principale elemento ostativo. Affinché quanto scriviamo possa tradursi in realtà, occorre una pedagogia per una dimensione del consumo legata a valori etici, per un profitto non predatorio ma solidale, senza che le aziende però perdano in questa trasformazione. Contestualmente servono leggi di supporto che garantiscano lo sviluppo di centri dedicati alle riparazioni, solo per citarne alcuni ma anche una premialità per le aziende, virtuose, perché seguono questi modelli produttivi. Queste forme di sviluppo aiuterebbero maggiormente le piccole-medie imprese regionali, compreso il mondo artigianale ed agricolo, a non perdere l’impari battaglia contro la grande distribuzione. Questa visione è alquanto utopistica ma noi vogliamo realizzarla in piccolo in ambito regionale. La nostra filosofia:andare oltre le parole e provarci. Se non dovesse funzionare almeno abbiamo creato un precedente che sarà utile per altri che vorranno tentare, magari con maggiore fortuna.
Cosa vogliamo fare. Dare vita ad un circuito che comprenda piccole e medie realtà regionali nei settori agricolo, artigianale, produzione di servizi e prodotti che mediante una piattaforma on line possano vendere, prodotti e servizi, a prezzi calmierati e che offrano la possibilità ai consumatori di verificare la produzione ed i luoghi di produzione sin dall’origine. Tradotto significa che chi vorrà potrà recarsi sul luogo di produzione per verificare se la componente “etica” dichiarata da ogni produttore corrisponda o no al vero. Chi farà parte del circuito dovrà destinare, su base volontaria, una quota dal prezzo di vendita di prodotti e servizi, per scopi benefici che saranno gestiti dal Giornale del Mediterraneo attraverso la tracciabilità fiscale insieme ad altre garanzie che successivamente descriveremo. La quota da destinare per scopi benefici sarà dichiarata prima e per ogni prodotto o servizio. Non solo vendita ma anche la possibilità di baratto tra produttori, per esempio in agricoltura:ti do mandarini in cambio dei tuoi pomodori oppure prodotti barattati con servizi.
Diffusione del metodo etico. Contestualmente alla nascita della piattaforma, organizzeremo dibattiti itineranti con la presenza di esperti del settore affinché questa forma di consumo possa attecchire anche nella nostra regione.
Tonino Pitarresi

