Disabilità e “Dopo di noi”, Lombardo: «La Vardera smetta di fare Ponzio Pilato. Un parlamentare ha il dovere di verificare, non di spacciare stronzate»

Messina – «Ancora una volta Ismaele La Vardera dimostra di preferire la polemica social alla responsabilità istituzionale. Quando si parla di temi delicati come quelli che riguardano le persone con disabilità e il progetto del Dopo di Noi nella Città del Ragazzo non si può procedere per sentito dire o limitarsi a rilanciare segnalazioni senza prima verificare i fatti».

Lo dichiara il deputato regionale di Sud Chiama Nord Pippo Lombardo, intervenendo sulla vicenda sollevata dal parlamentare regionale.

«La Vardera prova a giustificarsi sostenendo di aver semplicemente raccolto una segnalazione di alcune associazioni. Ma questo non lo solleva dalle sue responsabilità. Un parlamentare non è un passacarte. È pagato per verificare, approfondire e comprendere le questioni prima di trasformarle in atti parlamentari».

Lombardo contesta anche il tentativo di scaricare la responsabilità sulle famiglie e sulle associazioni coinvolte.

«Fare come Ponzio Pilato e dire “me lo hanno segnalato loro” è troppo facile. Le associazioni e i genitori vivono quotidianamente le difficoltà sulla loro pelle e meritano rispetto, non di essere tirati in mezzo per giustificare interrogazioni costruite male o su informazioni non verificate».

Il deputato di Sud Chiama Nord sottolinea inoltre che su questi temi serve serietà e conoscenza dei fatti.

«Prima di parlare bisognerebbe studiare le carte e conoscere lo stato reale delle cose. Quando invece si interviene senza sapere neppure a che punto siano i progetti o quale sia la situazione effettiva, si rischia soltanto di alimentare confusione e allarmismi su una materia di estrema sensibilità come quella del Dopo di Noi».

Infine Lombardo affonda il colpo.

«La verità è che La Vardera continua a comportarsi da spacciatore di stronzate politiche, salvo poi provare a scaricare le responsabilità sugli altri quando qualcuno gli fa notare gli errori. In politica, soprattutto quando si rappresentano i cittadini nelle istituzioni, servono serietà e senso di responsabilità. Le famiglie che affrontano ogni giorno la realtà della disabilità meritano rispetto, non propaganda».

«Se qualcuno deve fare chiarezza e chiedere scusa – conclude Lombardo – non sono certo i genitori o le associazioni, ma chi ha il dovere istituzionale di verificare i fatti prima di parlare».

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