Messina – “In relazione alle notizie apparse sulla stampa, si impone una ricostruzione puntuale dei fatti, perché alcune rappresentazioni risultano non solo imprecise, ma fuorvianti.” Lo dichiara Luigi Genovese, Presidente del Consiglio di Amministrazione di AST S.p.A.
“Non è accoglibile la critica rivolta all’attuale governance. Il Consiglio di Amministrazione sta dando esecuzione a un Piano di Risanamento definito, discusso e approvato nel corso del 2024 in tutte le sedi aziendali, sindacali e istituzionali, e successivamente recepito anche in sede parlamentare.”
“È quindi evidente che tale Piano, prevedendo una significativa riduzione della produzione chilometrica, comporti effetti sull’organizzazione e sui livelli occupazionali, noti fin dalla fase di approvazione.”
“L’attuale C.d.A. di AST è chiamato, quindi, a dare esecuzione ad una volontà definita ed asseverata anche ai sensi della legislazione nazionale rappresentata dal TUSP (Testo Unico Società Partecipate).”
“Non solo. È opportuno dire anche che nel corso del 2025 chi mi ha preceduto alla guida del C.d.A. di AST ha giustamente avviato e condotto in diverse sedi di confronto, la fase esecutiva delle linee d’azione definite nel Piano di Risanamento, coinvolgendo anche le OO.SS. che in più occasioni hanno avuto modo di confrontarsi sia con la Governance di AST che nelle Commissioni Parlamentari II e IV dell’ARS, alla presenza di rappresentanti del Governo e dei vertici della stessa Azienda.”
Nolo a caldo
“Sulla questione dei noli a caldo bisogna fare una doverosa precisazione – continua Genovese -. AST è il soggetto titolare di oltre 12 milioni di chilometri come da contratto di affidamento in house sottoscritto con la Regione Siciliana e vigente dal 1° luglio 2025.”
“Nessun ricorso al subappalto o all’affidamento a terzi è mai stato fatto. Anche qui sono costretto a ricostruire fatti ampiamente noti a tutti. Anche a chi utilizza strumentalmente questi temi. Il Piano di Risanamento assumeva l’ipotesi che entro il termine del 2025, sarebbero stati immessi in servizio n. 80 autobus usati e n. 60 autobus nuovi di fabbrica per un totale di 140 macchine. Questa ipotesi di rinnovo dell’autoparco – anch’essa risalente al novembre 2024 – non è stata realizzata nei tempi stimati nel Piano e dunque, attualmente, il parco macchine dell’azienda non ha potuto realizzare l’obiettivo strategico di Piano. Nel corso del 2025, peraltro, AST ha subìto la fuoriuscita dal servizio di circa 70 autobus di categoria ambientale Euro 3, che non possono più circolare a causa del subentro di vincoli di legge sulla cui causa di esclusione sono in corso accertamenti. Il combinato verificarsi di tali due circostanze non previste nelle ipotesi di fondo del Piano di Risanamento, ha reso necessario l’incremento del ricorso al nolo – operativo da ottobre 2024 – per far fronte alle esigenze operative a garanzia della regolarità dell’esercizio, nonché per scongiurare l’irrogazione di sanzioni da parte dell’Assessorato competente.”
“Non v’è dubbio che il ricorso al nolo è un appesantimento dei costi di produzione, tuttavia, considerate le dotazioni di mezzi di cui AST oggi dispone è l’unico modo che consente l’adempimento degli obblighi contrattuali con la Regione Siciliana. La buona notizia è che in questi giorni si completerà l’iter per l’acquisto di 50 autobus usati con i quali – un anno dopo rispetto alle previsioni di Piano – potremo ridurre radicalmente il ricorso al nolo.”
“Infine, merita una spiegazione anche la questione del concorso per l’assunzione del personale e delle asserite e inesistenti promozioni. La vita di AST S.p.A. è stata limitata da circa vent’anni a questa parte da un divieto legislativo di procedere a nuove assunzioni ed a progressioni di carriera. È del tutto evidente che in quel quadro normativo, il ricorso alla somministrazione fosse l’unico strumento per sostituire il personale che fuoriusciva in quiescenza ed è del tutto evidente che quest’ultimo sostanzialmente sostituito da soggetti con inquadramento inadeguato. Ad oggi, proprio per effetto dell’approvazione del Piano di Risanamento e del mutato quadro legislativo che consente ad AST sia l’assunzione del personale per la copertura del fabbisogno strutturale di risorse umane, che la regolare applicazione del CCNL per garantire le progressioni di carriera inibite per quasi vent’anni, il C.d.A. può, anzi deve, dare esecuzione ai dettami del Piano di Risanamento che assumono prima il dimezzamento e poi l’azzeramento del ricorso alla somministrazione non solo per realizzare economie sui costi del personale, ma anche e forse soprattutto per regolarizzare una condizione contrattuale precaria dei lavoratori impiegati in somministrazione per coprire un fabbisogno strutturale e non temporaneo”.
Presunte promozioni e manovre interne
“Non risulta alcuna operazione di promozione o manovra organizzativa che abbia inciso sulle casse aziendali nei termini descritti. Al contrario, AST presenta una carenza strutturale di personale (tra cui la vacatio del Direttore Generale, del Direttore amministrativo e Tecnico, nonché di tutto il manpower dirigenziale), tale da non consentire alcuna politica discrezionale di questo tipo.”
Presunti “tagli al personale”
“Non esistono ‘tagli discrezionali’ operati dall’attuale governance. Le azioni in corso derivano esclusivamente dall’esecuzione del Piano di Risanamento approvato nel 2024, su cui questa governance non ha inciso – afferma il presidente di Ast, Luigi Genovese – Si tratta di un percorso obbligato, finalizzato alla riduzione/azzeramento del lavoro interinale e alla sostenibilità economica dell’azienda. Rappresentarlo come una scelta autonoma è semplicemente non corretto”.
“La richiesta di quantificazione degli esuberi rappresenta un passaggio tecnico necessario per razionalizzare l’organizzazione, ridurre i costi e consentire il superamento del lavoro in somministrazione, in coerenza con il Piano – dichiara Genovese. Dall’analisi del fabbisogno è emersa la piena correttezza dei numeri previsti nel bando successivamente sospeso.”
“Il Consiglio di Amministrazione sta dando esecuzione a un Piano già approvato nelle sedi istituzionali” dichiara in conclusione il Presidente di Ast.

