31 marzo 2026. Online un patrimonio di registrazioni musicali venete

Venezia – Una riflessione a più voci sugli archivi e una performance di cantadori dalla Valpolicella e dall’Emilia. Un progetto dell’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini.

«Signori, sentite il mio canto»: un archivio online con le registrazioni veronesi del Fondo Conati – Camellini.

«Più di mille registrazioni del nucleo veronese del Fondo Marcello Conati – Teresa Camellini sono integralmente accessibili online sul sito della Fondazione Giorgio Cini. Oltre alle musiche della tradizione orale veneta, raccolte nel corso di un lungo lavoro etnografico, è disponibile anche il catalogo della biblioteca appartenuta ai due ricercatori.

La presentazione al pubblico si tiene il 31 marzo 2026, alle ore 15.00, nella Sala Barbantini sull’Isola di San Giorgio Maggiore, con una tavola rotonda e una performance di cori.

«Signori, sentite il mio canto», questo il titolo dell’incontro, vede la partecipazione di Giovanni Giuriati e Costantino Vecchi (rispettivamente direttore e archivista dell’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati), Paola Barzan (Conservatorio A. Steffani di Castelfranco Veneto) e Teresa Camellini dell’Istituto Memoria & Durata, partner dell’iniziativa.

Gli studiosi faranno il punto sulle strategie, efficaci e sostenibili, per la catalogazione e la diffusione di queste fonti attraverso il web e per favorire la nascita di nuove pratiche performative.

All’incontro parteciperanno tre gruppi di cantori: L’Eco dei Cantadori di Valpolicella (Verona), i Solisti di Monchio delle Corti (Parma) e il Coro Canossa (Reggio Emilia) eseguiranno alcuni brani tratti dai repertori documentati da Marcello Conati.

Il contenuto sonoro delle registrazioni veronesi e da considerarsi di grande valore, risultato di una delle poche campagne di ricerca etnomusicologica realizzate in Veneto.

La messa in rete dei documenti sonori si inserisce all’interno di un più ampio percorso di valorizzazione e restituzione di queste musiche e canti, la cui memoria è ormai quasi del tutto svanita nei luoghi in cui sono stati registrati.

L’obiettivo è quello di favorirne la riscoperta da parte dei ricercatori, oltre che di un pubblico di appassionati di musica e di tradizioni popolari, ma anche di restituire questo patrimonio alle stesse comunità di provenienza.

A questo proposito, l’Istituto della Fondazione Giorgio Cini, in collaborazione con l’Istituto Memoria & Durata, fondato da Conati e Camellini, e con il patrocinio delle Regioni del Veneto e dell’Emilia-Romagna, ha organizzato negli ultimi anni diversi incontri pubblici nei luoghi toccati dalle ricerche. Sono state occasioni importanti per presentare il progetto, instaurare un dialogo e una riflessione con le comunità locali, in particolare nei comuni di Fumane (VR) e Vetto (RE).

Spiega Giovanni Giuriati, direttore dell’Istituto: «La valorizzazione degli archivi sonori e audiovisivi e, nello specifico, delle cosiddette “fonti orali”, costituisce oggi una delle questioni centrali all’interno del dibattito dell’etnomusicologia, dell’antropologia, della linguistica e della storia orale. Da più di un ventennio ormai, gli studiosi hanno riconosciuto il fondamentale impatto che l’apertura degli archivi audiovisivi potrebbe avere nel campo della ricerca ma anche, più in generale, nell’ambito dell’accesso libero e democratico al patrimonio culturale»

Il Fondo Conati – Camellini

Il Fondo è costituito da registrazioni di canti, musiche popolari e altre tipologie di fonti orali, tra cui filastrocche, proverbi e giochi infantili, effettuate su bobina dal musicologo Marcello Conati (1928-2018) in Veneto e in Emilia-Romagna fra il 1969 al 1990.

Marcello Conati, milanese di nascita e di formazione, diplomatosi in pianoforte, composizione e direzione d’orchestra, nel corso della sua carriera ha ricoperto il ruolo di maestro sostituto al Opernhaus di Zurigo, docente di arte scenica al Conservatorio di Parma, archivista presso l’Istituto di studi verdiani e direttore della Rivista italiana di Musicologia. Conati è noto ai più soprattutto per essere stato un fine studioso Verdiano; molto meno conosciuto, ma ugualmente significativo, è invece il suo contributo agli studi etnomusicologici.

Lo studioso infatti ha dedicato più di un ventennio alla musica di tradizione orale delle aree rurali della Val d’Enza e Val Cedra, fra le province di Parma e Reggio Emilia, territorio in cui ha vissuto a lungo, e della Valpolicella e Lessinia in provincia di Verona, terra di origine della sua famiglia.

Le sue pubblicazioni, oggi piuttosto difficili da reperire, sono entrate a far parte della biblioteca personale di Conati e di Teresa Camellini, sua compagna di vita e di ricerche. Donata da quest’ultima alla Fondazione Giorgio Cini, nel corso del 2025 è stata oggetto di catalogazione all’interno dell’OPAC del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN)».

Fondazione Giorgio Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia

Info:

Fondazione Giorgio Cini

Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati

Email: musica.comparata@cini.it

Telefono: +39 2710265

Web: www.cini.it

Ph. Fondo Conati – Camellini

Giuseppe Longo

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