Il valore della Costituzione, la più bella al mondo

Bagheria (Palermo) – Avevo 21 anni quanto per la prima volta lessi e studiai la Costituzione Italiana. Certo da giovane matricola universitaria qualche piccola difficoltà la trovai nella lettura e nel comprenderne il suoi valori fondamentali per tutti noi.

Aurelio D’Amico

Quel percorso studentesco era l’inizio della mia formazione e che mi accompagnò ad affrontare tante altre materie universitarie, e che fondavano i loro principi cardini, fin dalle prime pagine del libro, su alcuni valori costituzionali.

Il mio studio della Costituzione continuò anche dopo, quando ho iniziato ad insegnare nel scuole private e poi nella scuola pubblica e a trasmettere ai ragazzi oltre alle norme giuridiche i grandi valori umani e l’importanza di essere cittadini.

Era bello parlare ai ragazzi della Storia di una Italia che si era finalmente riscattata dalla dittatura e che aveva visto le donne, per la prima volta votare per una Italia Repubblicana e Democratica.

Era bello parlare ai ragazzi dei diritti inviolabili di noi cittadini.

Così come era bello spiegare che la uguaglianza non era solo una parola formata da undici lettere ma un impegno dello Stato Italiano che avrebbe dovuto rimuovere gli ostacoli per i più sfortunati affinchè potessero lavorare come tutti, entrare in un pubblico ufficio senza trovare ostacoli o addirittura che potessero andare a scuola considerati con affetto e solidarietà dei compagni cari “ bimbi speciali”.

Appassionarci sulle libertà e diritti dei cittadini, sulla famiglia, sul sindacato e sul diritto allo sciopero così sulla libertà di aprire una impresa.

Film, Giornali, incontri in auditorium sulla Costituzione mi motivavano e appassionavano e appassionavano anche i ragazzi, che respiravano l’ “ essere cittadini “ cittadini liberi, coscienti e responsabili.

Ogni anno costruivo e raccontavo sempre in modo diverso e sempre più arricchita di particolari la Costituzione, che dal 1948 è ancora oggi viva e vegeta.

Nominavo politici e partiti, guerre e trattati internazionali. Ricordano uomini e donne che hanno fatto la Storia della Nostra Costituzione: ogni anno era sempre diverso e bello raccontare questa bella legge fondamentale.

Oggi ho 66 anni e tra un altro anno dovrei andare in pensione, felice perché termino il mio decennale lavoro, ma la mia Costituzione quella che dal 1985 spiegavo, ogni anno, a centinaia di ragazzi mi mancherà. Non potrò più raccontarla ai ragazzi, non potrò parlare di quegli uomini e di quei fatti che l’anno posta in essere e di tutti quegli uomini e fatti che ogni anno aggiungevo al mio racconto e che lo arricchivano di nuovi particolari e curiosità.

La bellezza dei miei racconti sulla Costituzione era vedere in silenzio i ragazzi ascoltare quella fiaba fatta di norme, sempre le stesse ma sempre man mano più ricca di nuovi spunti e riflessioni e sempre più bella.

Da cittadino coltiverò sempre la mia passione di studio della Costituzione e spero di poter continuare a comunicare i valori della Costituzione più bella del mondo.

Professore Aurelio D’Amico Avvocato Cassazionista

Ph copertina_Palermo – Palazzo dei Normanni sede del Parlamento siciliano

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