Palermo – “Abbiamo appreso in queste ore che la Regione Siciliana procederà a ricomprare 21 immobili. Si tratta di una parte degli immobili che, quasi vent’anni fa, furono oggetto di una durissima battaglia parlamentare che portai avanti in totale solitudine.”

Lo dichiara Cateno De Luca, ricordando quanto accaduto nel 2007 all’Assemblea Regionale Siciliana.
“Quella vicenda – prosegue De Luca – rappresenta una delle pagine più gravi della gestione del patrimonio pubblico regionale. Io fui l’unico a denunciare la svendita di quei beni, arrivando a una protesta clamorosa e plateale, quando mi denudai nella sala stampa dell’ARS pur di rompere il silenzio imposto attorno a quella operazione. E ci riuscii, con il famoso spogliarello che avrei ben volentieri evitato.
Come ho raccontato anche nel mio libro ‘Non tutto è successo’, gli scontri con il governo dell’epoca furono durissimi.
Il 3 dicembre 2007 venni addirittura rimosso dalla Commissione Bilancio perché ostacolavo, con migliaia di emendamenti e interventi fiume, scelte finanziarie che ritenevo dannose per i siciliani.
Due giorni dopo, il 5 dicembre, senza possibilità di parlare con la stampa per via di precisi ordini di Palazzo, fui costretto a un gesto estremo per attirare l’attenzione su quanto stava accadendo. E ci riuscii: indossai la coppola per denunciare l’atto politico mafioso, il Pinocchio per le menzogne istituzionali, la Bibbia per l’esortazione alla conversione e la bandiera siciliana per evidenziare il tradimento della nostra amata terra di Sicilia.
Oggi, a distanza di quasi vent’anni, la Regione si ritrova a dover ricomprare quegli stessi immobili. Questo significa una sola cosa: centinaia di milioni di euro dei siciliani sono stati polverizzati per interessi politici e logiche lobbistiche.
Quella che allora veniva raccontata come una scelta strategica si è rivelata per quello che era: un’operazione sbagliata, che ha creato un buco di bilancio di oltre 800 milioni di euro.
Rivendico con orgoglio quel gesto, che in tanti hanno provato a ridicolizzare. Io, davanti agli interessi dei siciliani, non ho paura di niente e di nessuno.
Lo ribadisco con forza: sono stato l’unico a denunciare quella vicenda. L’unico. Oggi i fatti mi danno ragione. Chi continua a utilizzare quella foto per ridicolizzarmi è un indegno, un ascaro, un traditore della nostra amata Sicilia. Io vado avanti a testa alta.”

