Firenze – Museo Novecento. Baselitz Avanti! – Grande successo della mostra a una settimana dall’inaugurazione.
«Museo Novecento. A una settimana dall’inaugurazione, la mostra dedicata a Georg Baselitz al Museo Novecento registra un grande successo, confermandosi tra gli appuntamenti più rilevanti della stagione culturale. Per la prima volta in Italia, un progetto espositivo di ampio respiro mette al centro un aspetto cruciale ma ancora poco esplorato della pratica dell’artista tedesco: la grafica, intesa come campo di sperimentazione radicale e linguaggio autonomo.

La mostra assume inoltre un valore particolarmente significativo per il legame profondo che unisce Baselitz a Firenze, città con cui l’artista intrattiene da decenni un rapporto intenso e personale, oggi rinnovato attraverso questo importante ritorno.
Il Museo Novecento presenta Baselitz. Avanti!, un’ampia mostra dedicata a Georg Baselitz, tra i protagonisti assoluti dell’arte contemporanea, realizzata in collaborazione con lo studio dell’artista. Dal 25 marzo al 13 settembre 2026, il museo ospita per la prima volta in Italia un progetto di grande respiro che pone al centro una dimensione fondamentale, ma meno indagata, della sua pratica: la grafica.
L’esposizione segna un ritorno particolarmente significativo dell’artista a Firenze, città con cui intrattiene da decenni un rapporto intenso e personale. Curata da Sergio Risaliti in collaborazione con Daniel Blau, riunisce oltre centosettanta opere tra lavori su carta, dipinti e sculture, costruendo un percorso articolato che attraversa più di sessant’anni di attività e restituisce una lettura approfondita della sua ricerca. Il progetto si configura così come un omaggio a uno dei più importanti artisti viventi, concentrandosi al contempo su un nucleo centrale e spesso trascurato del suo lavoro: la produzione grafica.
“Con la mostra ‘Baselitz. Avanti!’, il Museo Novecento accoglie le opere di un gigante dell’arte mondiale, celebrando non solo la sua straordinaria carriera, ma anche il legame che lo unisce alla nostra città” ha detto l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini. “È motivo di grande orgoglio ospitare un progetto di tale portata, che per la prima volta in Italia accende i riflettori sulla produzione incisoria di Baselitz, mettendola in dialogo con la sua pittura e la sua scultura. Invitiamo i cittadini e i visitatori a lasciarsi provocare da questa energia sovversiva, che demolisce la tradizione figurativa per restituircela rigenerata e vibrante e a visitare questa mostra che lascerà il segno in ognuno di noi”.
“Con la mostra Baselitz. AVANTI! il Museo Novecento compie una scelta precisa: non limitarsi a celebrare un grande maestro, ma entrare nel cuore più operativo e meno scontato della sua ricerca.” Ha detto Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento “Il luogo in cui l’immagine viene messa alla prova, verificata, spinta oltre i propri limiti. La copiosa messe di opere realizzate con le diverse tecniche incisorie, circa 150 opere esposte, distribuite sui tre piani del Museo, testimonia di un’attività che non può essere definita collaterale, strumentale, tantomeno ancillare. La mostra restituisce questa complessità, attraversando oltre sessant’anni di lavoro in cui ogni immagine è il risultato di un conflitto: tra costruzione e distruzione, tra controllo e impulso, tra memoria e invenzione. Il celebre capovolgimento delle figure, lungi dall’essere un espediente formale, è un atto di pensiero che obbliga a riconsiderare il nostro modo di vedere e, più in profondità, di interpretare il mondo. È un gesto che destabilizza lo sguardo per aprire nuove possibilità. In un tempo in cui le immagini rischiano di diventare sempre più prevedibili e levigate, il lavoro di Baselitz conserva una forza rara: quella di mantenere viva l’urgenza, l’attrito, perfino l’inquietudine. Nulla è decorativo, nulla è conciliato. Ogni opera è un campo di energia in cui il linguaggio si rigenera attraverso la sua stessa crisi. Questa mostra è anche un ritorno. Firenze, con la sua storia e le sue immagini, è stata per Baselitz un luogo decisivo. Oggi quel dialogo si rinnova, non come omaggio, ma come confronto aperto. AVANTI! non è solo un titolo: è una dichiarazione di metodo e di vita. Significa continuare, nonostante tutto, a mettere in discussione ciò che sembra acquisito e con questo monito il Museo Novecento è pronto ancora una volta ad andare avanti”.
Nel lavoro di Georg Baselitz la grafica non rappresenta infatti un ambito secondario rispetto alla pittura o alla scultura, ma un terreno autonomo di sperimentazione in cui l’artista ha continuamente verificato, sviluppato e talvolta ridefinito le proprie immagini e i propri temi. Fin dagli anni Sessanta incisione, xilografia e linoleografia costituiscono per lui uno spazio di libertà e di rigore tecnico insieme, un luogo in cui l’immagine può essere scomposta, analizzata e ricostruita attraverso processi tanto lenti e complessi quanto “aggressivi” e “inediti”. Le prime sperimentazioni incisorie risalgono al 1964, quando Baselitz lavorò nel laboratorio di stampa del castello di Wolfsburg in Bassa Sassonia, esperienza che segnò l’inizio di un interesse destinato a diventare una componente permanente della sua pratica. In questo percorso Firenze ebbe un ruolo decisivo: durante il suo soggiorno in città negli anni Sessanta l’artista entrò in contatto diretto con la tradizione grafica rinascimentale e manierista, scoprendo le incisioni di maestri come Parmigianino e approfondendo tecniche calcografiche sviluppate già nel rinascimento. Da quel momento Baselitz non ha mai smesso di tornare allo studio di stampa, utilizzando la grafica come uno strumento privilegiato per riflettere sulle proprie immagini e sui propri processi creativi.
Nato nel 1938 a Deutschbaselitz, in Sassonia, Baselitz cresce nella Germania devastata dalla guerra e segnata dalle profonde fratture politiche e morali del dopoguerra. Questo contesto storico ha esercitato un’influenza duratura sulla sua visione artistica, contribuendo a formare uno sguardo inquieto e critico nei confronti della storia, dell’identità e delle immagini della tradizione. Fin dagli esordi l’artista rifiuta l’adesione a movimenti, gruppi o correnti, scegliendo una posizione autonoma rispetto alle tendenze dominanti dell’arte contemporanea. In un periodo in cui l’astrazione sembrava aver definitivamente soppiantato la figurazione, Baselitz intraprende una personale ricostruzione dell’immagine a partire dalle sue macerie, sviluppando un linguaggio figurativo potente e volutamente destabilizzante. Le sue opere mettono al centro il corpo umano, spesso rappresentato in forme frammentate, deformate o isolate dal contesto narrativo.
Uno dei gesti più noti e radicali introdotti dall’artista è il capovolgimento delle figure, che a partire dal 1969 diventa un principio strutturale del suo lavoro. Presentando le immagini “sottosopra”, Baselitz sottrae il soggetto alla lettura immediata e alla funzione descrittiva, obbligando lo spettatore a confrontarsi con l’opera in modo diverso e più consapevole. Il rovesciamento non è un semplice espediente provocatorio, ma un dispositivo concettuale attraverso il quale mette in discussione le convenzioni percettive e culturali della rappresentazione. L’immagine, privata del suo orientamento abituale, si trasforma in un campo in cui emergono con maggiore evidenza il gesto pittorico, la relazione tra colore e superficie, la struttura compositiva e la tensione tra figura e spazio.
Per la prima volta, il Museo Novecento dedica quasi tutti gli ambienti delle ex-Leopoldine a un’unica grande mostra monografica, consacrata a Georg Baselitz: il percorso espositivo si sviluppa sui tre piani del museo, attraversando diverse fasi della produzione dell’artista e restituendo una visione ampia della sua ricerca, oltre alla pluralità delle tecniche che la caratterizzano.
Fin dall’ingresso il pubblico è introdotto nel mondo figurativo di Baselitz attraverso una serie di grandi linoleografie realizzate tra la fine degli anni Settanta e gli anni Duemila, in cui compaiono alcuni dei motivi più ricorrenti della sua iconografia, tra cui il corpo umano isolato o in coppia, figure frammentate e soggetti legati alla dimensione dell’eros, potentissimo è l’uso del nero dei segni incisori che definiscono le figure».
Museo Novecento, Piazza di Santa Maria Novella, 10 – Firenze
Info:
Telefono: +39 055 286132
Email: info@musefirenze.it
Ph.
Orangenesser – Mangiatore d’arance, 1981-1984, linoleografia rielaborato, Collezione privata. © Georg Baselitz 2026. Foto: Jochen Littkemann.
Dresdner Frauen – Elke – Donne di Dresda – Elke, 1989-2023, bronzo patinato e dipinto a olio, Proprietà privata. © Georg Baselitz 2026. Foto: Manuel Nieberle.
Giuseppe Longo

