I Quaderni di San Giorgio: rinasce il progetto editoriale della Fondazione Giorgio Cini

Venezia – La Fondazione riavvia le pubblicazioni della storica serie di volumi che raccolgono ricerche e contributi di studiosi, di diverse discipline e di livello internazionale, sui temi più importanti del nostro tempo.

«I Quaderni di San Giorgio rappresentano una delle iniziative editoriali più significative della storia della Fondazione Giorgio Cini: dal primo volume uscito nel 1955, all’ultimo del 1984, si contano trentotto titoli pubblicati.

Nel corso di questi settant’anni la serie editoriale è stata, ed è ancora, oggetto di una straordinaria attenzione, sia da un punto di vista culturale che collezionistico. Le più autorevoli istituzioni del mondo ne conservano copie nelle loro biblioteche, le Università e i ricercatori hanno raccolto tutti i volumi per poter continuare a rileggere i grandi pensatori della seconda metà del Novecento che si sono incontrati sull’Isola di San Giorgio Maggiore.

I Quaderni sono riusciti a condensare e a divulgare l’impegno della Fondazione sui temi internazionali di grande attualità, in ambito culturale e scientifico, tutti affrontati con una esplicita impronta interdisciplinare. Un contributo di altissimo livello che la Fondazione da sempre ha offerto alla società civile e alle istituzioni.

Dopo quarant’anni dall’ultima pubblicazione, l’iniziativa editoriale ora riprende vita. In particolare, raccoglierà e divulgherà i risultati dei Simposi che la Fondazione si impegna a organizzare su temi urgenti e di respiro globale. La nuova serie, per le edizioni Olschki, viene inaugurata infatti con un Quaderno dedicato a Global Health in the Age of AI, curato da Luciano Floridi, filosofo, docente e direttore del Digital Ethics Center dell’Università di Yale.

Gianfelice Rocca, Presidente della Fondazione Giorgio Cini: «La rinascita dei Quaderni non è un omaggio al passato e alla tradizione editoriale della Fondazione, ma la riaffermazione di un modello culturale che ha scritto una pagina di storia: aprire spazi di dialogo su temi fondamentali, dall’intelligenza artificiale alla salute, dalle democrazie alle pandemie, dalla longevità alle trasformazioni sociali. L’importanza dei Quaderni di San Giorgio non risiede solo nei contenuti pubblicati ma anche nello spirito che li ha generati: quello di un luogo che, da Venezia, si è posto come laboratorio internazionale di cultura, luogo di idee che la Fondazione Giorgio Cini vuole condividere con il mondo».

Daniele Franco, Direttore Scientifico della Fondazione: «Come nel 1955, i Quaderni di San Giorgio tornano a essere strumenti di studio e diffusione di idee, testimoniando la volontà della Fondazione di continuare a svolgere un ruolo attivo e incisivo nel panorama culturale contemporaneo. La loro importanza, oggi come allora, risiede nella capacità di coniugare rigore e apertura, memoria e attualità, locale e globale, ponendosi come punto di riferimento per lo studio e la comprensione delle sfide che la civiltà si trova ad affrontare. Sono i temi che vedono impegnata la Fondazione con un lavoro trasversale e transdisciplinare, coinvolgendo i suoi Istituti e Centri Studi e la rete internazionale di istituzioni e università».

I Quaderni, una lunga storia

L’esordio nel 1955 avviene con il volume Il valore del fine nel mondo, curato da Francesco Carnelutti, uno tra i più grandi giuristi italiani del Novecento e direttore del Centro di Cultura e Civiltà della Fondazione: con i contributi di Pietro Rondoni, Giuseppe Bozzetti e Luigi Fantappiè, segna subito l’originalità del progetto.

A pochi anni dalla fine del conflitto mondiale e agli albori della guerra fredda, la pubblicazione affronta questioni filosofiche, matematiche, giuridiche e biologiche per un tema che Carnelutti così presentava: «La causa non riceve luce e significato se non dal fine. Non crediamo di esserci sbagliati pensando che uno studio come quello che tende a scoprire il valore del fine nel mondo possa aprire alla speranza l’anima dei lettori». L’esordio stimola un ampio dibattito nazionale, suscitando un immediato interesse da parte della stampa, del mondo accademico e di personalità della cultura.

Quel primo volume non nasce come esito di un convegno, ma il dibattito che suscita spinge la Fondazione a organizzare un incontro di approfondimento con un gruppo di intellettuali italiani. Da qui prenderà forma il Quaderno, Causalità e finalità del 1959.

Nei vent’anni successivi, fino al 1975, vengono pubblicati trentacinque volumi che spaziano dall’arte alla scienza, dalla religione al diritto, dal cinema alla città, dall’ambiente alla contestazione giovanile. Queste opere documentano il tentativo della Fondazione di confrontarsi con le questioni più urgenti del tempo, senza rinchiudersi in settori specialistici ma creando un dialogo tra discipline e prospettive differenti.

La formula si rivela vincente: i Quaderni di San Giorgio diventano strumenti di ricerca, oggetto di studio per accademici, studenti, artisti e intellettuali, capaci di entrare nelle biblioteche e di suscitare dibattiti pubblici. Il loro valore culturale si manifesta anche nella varietà dei contributi che uniscono voci di grande rilievo provenienti da mondi diversi, evidenziando come tradizione e innovazione, fede e scienza, umanesimo e tecnologia non siano inconciliabili.

Il rapporto con la casa editrice Sansoni, che accompagna la collana dalla sua nascita, soffre nel corso degli anni di alcune difficoltà legate ai costi di stampa e alle distribuzioni, acuite dall’alluvione di Firenze del 1966 che distrugge gran parte dei volumi depositati nei magazzini dell’editore.

Nonostante ciò, la produzione prosegue con regolarità fino ai primi anni Settanta, quando le difficoltà si fanno più forti. Nel 1975, con la pubblicazione del trentacinquesimo volume Da Canova alla Convenzione dell’Aja, la collaborazione con Sansoni si interrompe, chiudendo un ciclo ventennale che aveva profondamente segnato la vita culturale della Fondazione e di tutti coloro che l’avevano frequentata.

Già in quegli anni si pensa a una nuova veste editoriale per i Quaderni: un formato più agile, moderno, vicino al pubblico e capace di intercettare temi di vivo interesse generale. Nonostante i progetti, la nuova serie si concretizza solo negli anni Ottanta, con i volumi Tolstoj oggi (1980), Dostoevskij nella coscienza d’oggi (1981) e I linguaggi del sogno (1984). Si tratta di tentativi significativi, che confermano la vitalità della collana ma che non riescono a garantirne la continuità.

I Quaderni rappresentano una tappa fondamentale dell’attività e del senso profondo della Fondazione; contribuiscono a diffondere un metodo di lavoro fondato sull’interdisciplinarità e sul confronto aperto.

Il primo dei nuovi Quaderni: salute globale e intelligenza artificiale.

Global Health in the Age of AI, curato da Luciano Floridi, è frutto dell’omonimo Simposio internazionale che si è tenuto nel novembre 2024. Sarà il numero 39 dei Quaderni di San Giorgio.

Il volume, in lingua inglese, edito da Olschki, sarà disponibile a partire da metà aprile 2026 nelle principali reti librarie e online: contiene i testi conclusivi del Simposio, una sorta di analisi e diagnosi dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul sistema globale di salute e una mappa di linee guida per indirizzarne lo sviluppo in termini di equità, fiducia e trasparenza. Il Simposio ha visto la partecipazione di quaranta studiosi internazionali, tra i principali referenti del tema in ambito accademico.

Sottolinea Luciano Floridi: «Le analisi emerse durante il Simposio dimostrano che, senza uno sforzo coordinato e su più livelli, l’IA rischia di aggravare, anziché ridurre, le disuguaglianze sanitarie globali. Da qui l’idea di formulare delle raccomandazioni, che propongono un approccio sistemico, capace di coordinare le dimensioni tecnico-scientifiche, sociali, etiche e normative. Queste raccomandazioni sono il contenuto di questo 39mo Quaderno, esito del simposio ma allo stesso tempo punto di partenza per nuovi studi e soluzioni, una raccolta di coordinate da condividere per ipotizzare gli scenari futuri e quanto può essere realizzato già da oggi».

La ripresa di questa importante iniziativa editoriale rappresenta una nuova sfida per la Fondazione, perché riporta al centro la materialità dei processi culturali, fissa su carta i grandi dibattiti che animano l’Isola di San Giorgio, fa circolare le idee attraverso quello straordinario oggetto che è il libro. I Quaderni registrano le tracce di questi grandi appuntamenti che si tengono in Isola, resistono al tempo e spesso sorprendono le idee anticipatrici e profonde che si ritrovano: in un’epoca in cui domina una sorta di “effimero del web”. è una lezione preziosa che custodisce la Fondazione Giorgio Cini».

Fondazione Giorgio Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia

Info:

Fondazione Giorgio Cini, www.cini.it

Ph. Fondazione Giorgio Cini

Giuseppe Longo

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