Roma – Dal 2 maggio la mostra “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. Fino al 13 settembre 2026 al Museo di Roma a Palazzo Braschi.
“Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. Nel decennale della scomparsa, una mostra dedicata al percorso umano e artistico di un maestro del cinema italiano.
Commento di Silvia Scola – Curatrice della mostra
«Ogni volta che si comincia a fare un film, con altri autori, sceneggiatori e registi, è come partire per un lungo viaggio, che durerà mesi: sconosciuto ed emozionante, come prima di aver aperto un libro ancora da leggere.
Che faremo? Che diremo? Cosa racconteremo? E, soprattutto, a chi? E perché?
C’erano sempre molte domande e molti perché da sviscerare quando lavoravamo a un’idea per un film con mio padre, qualche tempo fa, con Age, con Scarpelli, sia Furio sia Giacomo, e con tutti i colleghi sceneggiatori con i quali è cominciata l’avventura collettiva della scrittura per il cinema.
Viaggi in ambienti lontani, tempi remoti o antri di anime oscure, in cui immergersi e documentarsi per settimane prima di mettersi a scrivere, in compagnia di un gruppetto di eterni adolescenti, perdigiorno innamorati della vita (spesso scampata ai tedeschi), dediti al cazzeggio e abitati dal bisogno costante di fare qualcosa di buono per il proprio Paese.
Che fosse disturbare il conducente, denunciare un guasto o regalare qualche dubbio in più allo spettatore, per incrinare le granitiche certezze offerte dai diversi tempi bui, e farlo possibilmente attraverso la risata.
Dei “voli charter” di vitelloni in gita, che miracolosamente, da quelle chiacchiere amene tiravano fuori pagine di letteratura piene di poesia e capolavori assoluti come La grande guerra, Il sorpasso, 8½, C’eravamo tanto amati. Miracoli, appunto, difficili da dimenticare.
Mio padre Ettore, a dire il vero, negli ultimi tempi non faceva che invocare il suo “diritto all’oblio”, di sé e della sua memoria, accompagnato spesso alla frase: “Eh, mi dispiace, ma sto aspettando che intercorra la morte”, quando voleva declinare un invito troppo in là nel tempo.
Niente: nonostante alla fine fosse molto amareggiato, soprattutto per lo stato del nostro Paese, il bisogno di ironizzare su tutto, anche su se stesso, non lo ha mai abbandonato. E ci auguriamo possa farlo anche adesso, nel vedere totalmente disattesi i suoi auspici, con questo nuovo grande evento su di lui: una mostra curata da Alessandro Nicosia e da me, coadiuvati da sua figlia Federica Nicosia e da mio figlio Marco Scola Di Mambro, il quale da dieci anni conserva e custodisce tutti gli oggetti personali e professionali del maestro, suo nonno.
Un’esposizione che, come vedrete, intende raccontare Ettore Scola nella sua poliedricità: l’uomo, l’artista, il disegnatore, lo sceneggiatore, il regista, il trevicano naturalizzato romano – figlio fedele alla sua città d’adozione per tutta la vita – facendolo come se sfogliassimo, sala per sala, tutti gli “album di viaggio” della sua vita» (Silvia Scola,Curatrice della mostra).

Museo di Roma – Sale primo piano. Piazza San Pantaleo, 10 – Piazza Navona, 2, Roma
Info:
Mostra: “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. 2 maggio (apertura al pubblico) – 13 settembre 2026.
Orari: Dal martedì alla domenica ore 10:00-19:00. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Chiuso il lunedì.
Biglietteria:
Biglietto “solo Mostra”
€ 11,00 biglietto “solo Mostra” intero;
€ 9,00 biglietto “solo Mostra” ridotto;
€ 4,00 biglietto “solo Mostra” speciale scuola ad alunno (ingresso gratuito ad un docente accompagnatore ogni 10 alunni);
€ 22,00 biglietto “solo Mostra” speciale Famiglie (2 adulti più figli al di sotto dei 18 anni);
€ 11,00 biglietto “solo Mostra” speciale Famiglie (1 adulto più figli al di sotto dei 18 anni);
Biglietto “cumulativo” Museo di Roma + Mostra
€ 19,00 biglietto “cumulativo” intero per i non residenti a Roma;
€ 13,00 biglietto “cumulativo” ridotto per i non residenti a Roma;
Ingresso con biglietto gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
Web: www.museodiroma.it
Ph.
Ettore Scola, sul set di Se permettete parliamo di donne. 1964
“Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati” Foto credit Marino Festuccia.
Giuseppe Longo

