Mostra: “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. Dal 2 maggio al Museo di Roma a Palazzo Braschi

Roma – Dal 2 maggio la mostra “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. Fino al 13 settembre 2026 al Museo di Roma a Palazzo Braschi.

“Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. Nel decennale della scomparsa, una mostra dedicata al percorso umano e artistico di un maestro del cinema italiano.

Commento diAlessandro Nicosia Curatore della mostra e Presidente di C.O.R.

«È per me una vera gioia e un grande onore aver organizzato e curato, insieme all’amica Silvia Scola, figlia e partner artistica di Ettore Scola, la mostra che, a dieci anni dalla sua scomparsa, celebra l’autore di film che hanno segnato la storia del cinema, come C’eravamo tanto amati, Brutti, sporchi e cattivi, Una giornata particolare, La terrazza, Ballando ballando, Concorrenza sleale e molti altri.

Ringrazio il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, il sovrintendente Claudio Parisi Presicce e il Museo di Roma – Palazzo Braschi per aver sostenuto la mostra che, non a caso, s’inaugura a Roma: è proprio nella capitale che Scola, nato in Irpinia, era cresciuto e, fin dagli anni quaranta, aveva formato il suo talento poliedrico di regista, sceneggiatore e disegnatore.

Ho avuto il privilegio di conoscere e incontrare numerose volte il grande Ettore, che è stato un visitatore assiduo delle tante esposizioni da me organizzate al Vittoriano. In occasione della mostra internazionale del 2020 per il centenario di Federico Fellini, ospitata in tutto il mondo, esponemmo anche alcuni disegni da lui realizzati per celebrare il collega e amico di una vita.

Ora la mostra Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati a Palazzo Braschi ripercorre la parabola artistica e la vita personale del regista, sottolineando l’importanza che ha avuto nella cultura e nella storia del nostro Paese.

Scola non è stato soltanto un gigante del cinema, acclamato nel mondo intero e per ben quattro volte finalista agli Oscar nella categoria miglior film straniero, ma ha raccontato i cambiamenti dell’Italia dal dopoguerra al Duemila, illustrando il boom economico, la contestazione, gli anni bui del terrorismo e la crisi delle ideologie sempre con uno sguardo carico di rispetto e umana indulgenza, sia pure percorso dall’ironia.

Definirlo maestro della commedia italiana sarebbe riduttivo: nelle piccole storie delle persone comuni, il regista ha documentato, con precisione antropologica, sano disincanto e uno sguardo sempre oscillante fra dramma, sorriso e impegno civile, le evoluzioni della grande Storia e il loro riverbero sulla vita della gente, con la complicità dei migliori attori che il cinema italiano abbia mai avuto.

Il progetto espositivo, basato su immagini, filmati, documenti inediti, oggetti, e realizzato con la collaborazione preziosa di Marco Scola Di Mambro, nipote del regista e custode scrupoloso dei suoi materiali, racconta innanzitutto l’uomo: dalle origini a Trevico, Avellino, all’arrivo a Roma, dall’apprendistato presso la mitica rivista satirica “Marc’Aurelio” alla prolifica carriera di sceneggiatore e al debutto nella regia, dai primi successi e premi al matrimonio con Gigliola Fantoni, che gli avrebbe dato le figlie Paola e Silvia – collaboratrici del padre sul set e autrici del bel documentario Ridendo e scherzando e del libro Chiamiamo il babbo. Una storia di famiglia –, fino alla morte, avvenuta a Roma nel 2016, al funerale laico a Villa Borghese e al tributo del cinema internazionale.

La mostra ripercorre quindi gli inizi di Scola come disegnatore umoristico al “Marc’Aurelio”, dove il futuro regista incontra personaggi decisivi nella sua formazione, come Steno, Federico Fellini, Metz e Marchesi, Ruggero Maccari. Racconta poi la sua lunga carriera di sceneggiatore e i film realizzati come regista.

Focus speciali sono dedicati alle figure che più hanno contato nella sua storia: Alberto Sordi, Federico Fellini, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Massimo Troisi e Armando Trovajoli, compositore delle musiche dei suoi film.

Ampio spazio è riservato all’impegno sociale che caratterizza molte sue commedie e una sezione speciale è dedicata a Roma, vista da Scola: la capitale, con il suo fascino e le sue contraddizioni, è protagonista dei film più popolari del regista, da Dramma della gelosia, tutti i particolari in cronaca a C’eravamo tanti amati, Brutti, sporchi e cattivi, La terrazza e Gente di Roma.

Non manca un omaggio alla serie Piazza Navona, che nel 1988 il maestro volle produrre, affidandone la direzione a registi emergenti.

Sono dieci anni che Ettore Scola non è più con noi, eppure la sua arte e il suo messaggio restano immortali. In un tempo in cui la memoria storica rischia di essere oscurata dall’immediatezza effimera della rete, mi piace pensare che questa mostra possa contribuire a mantenere viva, soprattutto presso le giovani generazioni, la figura di un gigante che dal nostro Paese ha saputo parlare al mondo intero» (Alessandro Nicosia, Curatore della mostra e Presidente di C.O.R.).

Museo di Roma – Sale primo piano. Piazza San Pantaleo, 10 – Piazza Navona, 2, Roma

Info:

Mostra: “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. 2 maggio (apertura al pubblico) – 13 settembre 2026.

Orari: Dal martedì alla domenica ore 10:00-19:00. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Chiuso il lunedì.

Biglietteria:

Biglietto “solo Mostra”

€ 11,00 biglietto “solo Mostra” intero;

€ 9,00 biglietto “solo Mostra” ridotto;

€ 4,00 biglietto “solo Mostra” speciale scuola ad alunno (ingresso gratuito ad un docente accompagnatore ogni 10 alunni);

€ 22,00 biglietto “solo Mostra” speciale Famiglie (2 adulti più figli al di sotto dei 18 anni);

€ 11,00 biglietto “solo Mostra” speciale Famiglie (1 adulto più figli al di sotto dei 18 anni);

Biglietto “cumulativo” Museo di Roma + Mostra

€ 19,00 biglietto “cumulativo” intero per i non residenti a Roma;

€ 13,00 biglietto “cumulativo” ridotto per i non residenti a Roma;

Ingresso con biglietto gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.

Web: www.museodiroma.it

Ph.

Ettore Scola con Federico Fellini al Teatro 5 di Cinecittà. Roma, 1986.

“Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati” Foto credit Marino Festuccia.

Giuseppe Longo

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