Comiso (Rg) – La Cena in onore di Maria Santissima Addolorata ha avvolto Comiso in un’atmosfera che è difficile raccontare senza lasciarsi attraversare dall’emozione. È una tradizione che non si limita a ripetersi: ogni anno sembra rinascere, respirare insieme alla comunità, intrecciando memoria, fede e un senso profondo di appartenenza.

Ieri, sin dal mattino, la città si è svegliata con un ritmo diverso. La celebrazione nella chiesa di San Biagio, i bambini che cantavano dalla scalinata, i profumi dei dolci della fiera, la musica del corpo bandistico “Kasmeneo”: tutto ha contribuito a creare quella magia che solo la festa dell’Addolorata sa generare. I tavoli che hanno esposto i doni raccolti per la cena, preparati con una cura quasi affettuosa, raccontano storie di famiglie, di mani che lavorano insieme, di una devozione che passa attraverso i gesti semplici e quotidiani.
Nel pomeriggio, la Cena gastronomica in via Mons. Rimmaudo è poi diventata un grande abbraccio collettivo. Quindi, la celebrazione eucaristica presieduta dal parroco, don Fabio Stracquadaini, ha dato voce alla gratitudine e alla speranza, mentre la benedizione delle mamme e la premiazione del premio Maria Russo hanno aggiunto un tocco di dolcezza e riconoscenza. Ogni volto, ogni sguardo, sembrava dire che questa festa non appartiene solo al calendario, ma al cuore della città. Le persone si fermano, osservano, partecipano: non è solo un rito, è un modo per sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Intanto Comiso si prepara ai prossimi appuntamenti del Settenario, che proseguiranno oggi e martedì. Lunedì 11 maggio, la celebrazione delle 19 sarà affidata a don Simone Vittorio Gatto, figura molto amata e stimata, rettore del seminario arcivescovile Pio XI di Reggio Calabria-Bova e delegato arcivescovile per il clero giovane, che guiderà la comunità in una riflessione profonda sul senso della devozione e della carità. Il Settenario sarà animato dall’associazione Mater Ekklesia e dai club service della città. Martedì 12 maggio, sempre con don Gatto, la raccolta dei doni per le famiglie bisognose ricorderà a tutti che la festa dell’Addolorata non è solo tradizione, ma anche responsabilità verso chi ha più bisogno. Il Settenario sarà animato dalla conferenza San Vincenzo de Paoli. Comiso, ancora una volta, ha dimostrato che la sua forza sta nella capacità di unire fede e umanità, memoria e futuro. La festa continua, e con essa continua il battito di una comunità che sa riconoscersi nei suoi gesti più autentici.

