Mostra: “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. Al Museo di Roma a Palazzo Braschi

Roma – Dal 2 maggio la mostra “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. Fino al 13 settembre 2026 al Museo di Roma a Palazzo Braschi.

“Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. Nel decennale della scomparsa, una mostra dedicata al percorso umano e artistico di un maestro del cinema italiano.

Commento di Dacia Maraini

«Ho conosciuto Ettore e Gigliola negli anni settanta, quando il mondo artistico si considerava una comunità solidale e ci si incontrava fra pittori, cineasti, scrittori e musicisti o in casa di qualcuno o in qualche caffè o in una trattoria a buon mercato.

Abbiamo subito simpatizzato con Ettore e Gigliola, tanto è vero che, al primo Natale, mi hanno invitato ad andare a trovarli nella loro casa di Pescasseroli. È in questo modo che ho conosciuto il piccolo paese, pieno di fiori e di orgoglio montanaro, dove poi ho deciso di ritirarmi, appena posso, per scrivere in tranquillità. Casa Scola era grande e i proprietari amavano ospitare attori, sceneggiatori e altri artisti amici. Vicino di casa c’era Age, lo sceneggiatore italiano più popolare in quegli anni.

Ho trascorso due Natali a casa Scola, poi ho deciso di affittare una casa vicino a loro. Il proprietario era un napoletano molto ricco e molto osservante. In tutte le stanze erano appesi alle pareti quadri di santi. Dove dormivo io c’era un enorme ritratto di padre Pio, che regolarmente rivoltavo verso la parete, perché lo sguardo inquisitivo del religioso mi perseguitava e volevo stare in pace.

Ettore ci scherzava. Aveva un’ironia che lo rendeva un amico sempre intelligentemente e ironicamente presente. Gigliola era più seria e decisa. Lui aveva lo sguardo ampio e tollerante di un saggio cinese. Eppure, nel suo cuore si allungavano radici culturali di precisa riconoscibilità: condivideva con Marx l’idea della lotta di classe e la voglia di cambiare un mondo bellissimo, guastato da odi, prepotenze e guerre fratricide.

Aveva un’idea chiara di cosa potesse significare la parità dei diritti, la dignità dei lavoratori più umili, il riconoscimento delle novità sociali e dei possibili rimedi. Con Gigliola abbiamo poi messo su una scuola di scrittura e ho sempre ammirato la sua capacità di scoprire il talento altrui e la grande generosità nel metterlo in evidenza. Un giorno sono arrivati due inviti dal Marocco e precisamente da Tangeri, una città internazionale che ogni anno organizzava festival sia di letteratura sia di cinema. Uno era indirizzato a me, per presentare un mio libro tradotto in arabo, e uno a Ettore, per presentare il suo ultimo film. Così ci siamo trovati a viaggiare insieme. Ricordo che l’aereo ci ha portati prima a Madrid e rammento una piacevolissima visita al Prado. Siamo rimasti incantati dei grandi quadri della tradizione spagnola. Las Meninas, che io avevo già visto, mi si presentava però sempre nuovo e sorprendente, con quel movimento teatrale fra danza e conversazione familiare… Ma che ci faceva l’uomo sul fondo che scendeva le scale? È un quadro enigmatico, che sorprende e racconta sempre qualcosa di nuovo.

A Tangeri ci hanno accolto con molto calore. Il regista, naturalmente, prima di tutto. Il pubblico era entusiasta della sua presenza e sembrava conoscere e amare tutti i suoi film. Anch’io avevo visto e amato i suoi film, ma fra tutti il preferito era, ed è ancora, Una giornata particolare con un dolcissimo Mastroianni e una sobria e intelligente Sophia Loren.

Credo che rimarrà fra i classici più amati. In questo momento, poi, il film risulta particolarmente attuale, per l’attenzione con cui l’autore si sofferma su un tema delicato, preso di mira dal nuovo moralismo, e per il racconto così ben calibrato del fondo debordante e retorico del fascismo nel suo momento di gloria.

Il ricordo di Ettore mi è caro e sono contenta che oggi si celebri il decennale della sua morte.

Per fortuna, la sua memoria vive attraverso bellissimi film, che riescono tuttora a comunicare

qualcosa di profondo e di attuale» (Dacia Maraini).

Museo di Roma – Sale primo piano. Piazza San Pantaleo, 10 – Piazza Navona, 2, Roma

Info:

Mostra: “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. 2 maggio (apertura al pubblico) – 13 settembre 2026.

Orari: Dal martedì alla domenica ore 10:00-19:00. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Chiuso il lunedì.

Biglietteria:

Biglietto “solo Mostra”

€ 11,00 biglietto “solo Mostra” intero;

€ 9,00 biglietto “solo Mostra” ridotto;

€ 4,00 biglietto “solo Mostra” speciale scuola ad alunno (ingresso gratuito ad un docente accompagnatore ogni 10 alunni);

€ 22,00 biglietto “solo Mostra” speciale Famiglie (2 adulti più figli al di sotto dei 18 anni);

€ 11,00 biglietto “solo Mostra” speciale Famiglie (1 adulto più figli al di sotto dei 18 anni);

Biglietto “cumulativo” Museo di Roma + Mostra

€ 19,00 biglietto “cumulativo” intero per i non residenti a Roma;

€ 13,00 biglietto “cumulativo” ridotto per i non residenti a Roma;

Ingresso con biglietto gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.

Web: www.museodiroma.it

Mostra: “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. Dal 2 maggio al Museo di Roma a Palazzo Braschi: https://www.gdmed.it/2026/05/01/mostra-ettore-scola-non-ci-siamo-mai-lasciati-dal-2-maggio-al-museo-di-roma-a-palazzo-braschi/

Ph. Photo credit Marino Festuccia.

Giuseppe Longo

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