Piccolissimi appunti di Diritto Costituzionale

Bagheria (Pa) – L’articolo 11 della Costituzione italiana è uno dei principi fondamentali dello Stato italiano: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

In relazione all’articolo 11 della Costituzione Italiana dobbiamo considerare anche l’articolo 2, che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo e l’articolo 3, che riconosce l’uguaglianza formale e sostanziale tra tutti i cittadini. Certamente a questo punto dobbiamo leggere e approfondire anche tutti gli articoli che vanno dal 13 della Costituzione Italiana al 54, in merito ai rapporti civili e quindi ai diritti e alle libertà dei cittadini.

L’articolo 11 della Costituzione Italiana assume una certa importanza nell’attuale momento storico poiché questo articolo, del gennaio 1948 ( cioè dopo pochi anni della fine della seconda guerra mondiale) stabilisce non solo il principio del ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli ma anche il principio della collaborazione tra i popoli che assicuri a livello mondiale anche la pace e la giustizia.

Dalla sua lettura viene fuori anche l’impegno della Italia a far parte e a favorire le organizzazioni internazionali ( O.N.U. e altre) a favore della pace.

La guerra viene riconosciuta solo come strumento di difesa e quindi solo in caso di attacco nei confronti dello Stato Italiano sono ammesse le armi. Di conseguenza eventi di guerra come l’invasione da parte della Russia della ’Ucraina, lo sterminio di Gaza, l’attacco all’Iran, non possono essere condivisi ma condannati.

Nel punto in cui l’articolo 11 sostiene: “….Consente in condizioni di parità con gli altri stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo….” si legge il programma del 1948 per un futuro europeista.

La storia dopo la seconda guerra mondiale ci insegna quando l’Italia con alcuni stati europei condivise il progetto della C.E.C.A. e dell’Euroatom che poi portò alla C.E.E. e all’attuale Unione Europea, composta di ben 27 stati europei.

Ebbene, questa rivoluzione di Pace, Collaborazione e Unione Internazionale è il frutto di accordi e trattati internazionali firmati in condizione di parità, dove tutti gli stati firmatari hanno rinunciato ad una parte della propria sovranità per realizzare quella che è il progetto Europa.

Oggi l’Unione Europea non solo è un’unione politica ed economica ma è anche uno strumento di Pace per una buona parte degli stati che compongono l’Europa. Tra l’altro il trattato di Schengen firmato da alcuni stati europei e i trattati che riguardano l’adesione all’euro sono chiaramente degli strumenti di collaborazione tra gli stati europei per la pace.

Ma, oltre l’organizzazione dell’Unione Europea esiste a livello mondiale anche l’O.n.u.. Anche l’O.n.u. è uno strumento di collaborazione mondiale per la pace e lo dimostrano concretamente gli interventi diplomatici in tutto il mondo per la pace, così come la presenza in luoghi di crisi dei caschi blu rappresenta uno strumento per mitigare momenti di guerra e per aiutare i civili indifesi.

Oltre l’Onu è presente nello scenario internazionale l’U.n.i.c.e.f., anche essa una organizzazione per la pace e soprattutto a favore dei minori.

Purtroppo, in alcuni territori di guerra e di povertà alimentare le prime vittime sono proprio i bambini : Le carneficine di Gaza e dell’Ucraina sono due prove che nelle guerre o nei momenti di carestia proprio i minori sono i più indifesi e nessun rispetto ricevono.

Altra organizzazione internazionale importante è la F.a.o., anche questa organizzazione si occupa dei più deboli e di conseguenza della fame nel mondo.

Senza dubbio l’atteggiamento di alcuni stati belligeranti sta pregiudicando il diritto internazionale, i trattati internazionali, il buon senso, la legge e l’ordine internazionale.

Il fenomeno della globalizzazione coinvolge tutti gli stati a non chiudersi e ad aprirsi sempre di più in rapporti internazionali di carattere non solo politico ma anche economico, dove però spesso o quasi sempre le multinazionali la fanno da padroni diventando autori di focolai di conflitti e di guerre per il solo profitto dove la persona non conta nulla.

Per questo da cittadini dobbiamo essere uniti a promuovere la Unione Europea, l’O.N.U. e tutte quelle organizzazioni internazionali, che possano veramente tutelare i diritti delle persone sopra tutto dei bambini e dei più deboli, affinchè non sprofondiamo in un altro medioevo dove prevale solo la legge del più forte.

Aurelio D’Amico

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