Roma – Dal 2 maggio la mostra “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. Fino al 13 settembre 2026 al Museo di Roma a Palazzo Braschi.
“Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. Nel decennale della scomparsa, una mostra dedicata al percorso umano e artistico di un maestro del cinema italiano.
Commento di Marco Risi
«Un giorno, sarà stato il 2012 o 2013, mi arriva una telefonata di Ettore Scola, che stava per cominciare un film su Federico Fellini: Che strano chiamarsi Federico era il titolo. Mi dice che, a una certa età, pare ci siano degli obblighi assicurativi: se un regista ha avuto qualche problema di salute e non è più un ragazzino, deve mettere in conto che gli possa succedere qualcosa, anche morire; per cui ci dovrebbe essere qualcun altro che, su sua scelta, sia in grado di portare a termine il film.
“Ma che ti deve succedere, Ettore?”
“Eh, non si sa mai e comunque, anche se non mi succede niente, devo indicare il nome di qualcuno che mi piacerebbe finisse il film al posto mio… Ti andrebbe?”
“Ma che scherzi, Ettore? Sarebbe un onore… veramente.”
Era veramente un onore, e poi un film che parlava di Fellini. Sono andato a trovarlo a Cinecittà, al Teatro 5, quello appunto del “Faro”. Speravo di trovarlo malconcio, o comunque in affanno, in modo da prenderne il posto, invece niente: una roccia, tranquillo. Con il direttore della fotografia Luciano Tovoli parlavano e se la prendevano comoda. Si stava simulando la redazione del “Marc’Aurelio”, quindi gli inizi di tutt’e due. Che bello essere in quel teatro, comunque, e respirare quell’aria. Stavo “scoleggiando”, come diceva mio padre, rimproverandomi quando mi sentiva ridere in un certo modo o assumere un atteggiamento serioso. “Non scoleggiare” mi diceva, forse perché sapeva del mio affetto per Ettore al quale rimproverava l’“impegno politico”; io, invece, tutto quell’“impegno” non lo vedevo e comunque, anche se c’era, non mi pesava. Mi sembrava che tutta l’attenzione fosse sugli esseri umani e sulle loro vicende.
Mi piaceva Ettore e gli volevo bene, lui diceva che ero il figlio maschio che non aveva avuto, ma poi ho scoperto che lo diceva anche ad altri. Insieme abbiamo fatto parte della giuria del Premio Amidei alla migliore sceneggiatura dell’anno. Un giorno, uscendo da casa D’Amico, dove si teneva la riunione finale, gli ho chiesto quale, fra i suoi, fosse il suo film preferito e sono stato molto contento della risposta: Brutti, sporchi e cattivi, che, fra l’altro, aveva fatto anche un po’ incazzare quelli del Partito.
A proposito di “impegno”!
Mi manca Ettore, come mi mancano tutti quelli là che, per fortuna, ho conosciuto. Quando lo abbracciavo, ne inspiravo a pieni polmoni l’acqua di colonia. Oggi nessuno più mette l’acqua di colonia! E si vede». (Marco Risi).
Museo di Roma – Sale primo piano. Piazza San Pantaleo, 10 – Piazza Navona, 2, Roma
Info:
Mostra: “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. 2 maggio (apertura al pubblico) – 13 settembre 2026.
Orari: Dal martedì alla domenica ore 10:00-19:00. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Chiuso il lunedì.
Biglietteria:
Biglietto “solo Mostra”
€ 11,00 biglietto “solo Mostra” intero;
€ 9,00 biglietto “solo Mostra” ridotto;
€ 4,00 biglietto “solo Mostra” speciale scuola ad alunno (ingresso gratuito ad un docente accompagnatore ogni 10 alunni);
€ 22,00 biglietto “solo Mostra” speciale Famiglie (2 adulti più figli al di sotto dei 18 anni);
€ 11,00 biglietto “solo Mostra” speciale Famiglie (1 adulto più figli al di sotto dei 18 anni);
Biglietto “cumulativo” Museo di Roma + Mostra
€ 19,00 biglietto “cumulativo” intero per i non residenti a Roma;
€ 13,00 biglietto “cumulativo” ridotto per i non residenti a Roma;
Ingresso con biglietto gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
Web: www.museodiroma.it
Mostra: “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. Dal 2 maggio al Museo di Roma a Palazzo Braschi: https://www.gdmed.it/2026/05/01/mostra-ettore-scola-non-ci-siamo-mai-lasciati-dal-2-maggio-al-museo-di-roma-a-palazzo-braschi/
Ph.
Nella redazione del “Marc’Aurelio” con Todini, Carlo Veo e Fabiano Fabiani. Roma, 1950.

“Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati” Foto Credit Marino Festuccia_Copertina
Giuseppe Longo

