Roma – Dal 2 maggio la mostra “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. Fino al 13 settembre 2026 al Museo di Roma a Palazzo Braschi.
“Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. Nel decennale della scomparsa, una mostra dedicata al percorso umano e artistico di un maestro del cinema italiano.
Commento di Giuseppe Tornatore
«Nell’ultima parte della sua vita, ogni qualvolta gli si andava a chiedere di scrivere un’autobiografia, o di autorizzare una biografia, Ettore Scola era solito rispondere: “Non ne sento il bisogno”. E non c’è ombra di dubbio che produrre un memoriale non rappresentasse per lui un’urgenza, dal momento che non fu mai tentato, che io sappia, di trasgredire il senso della sua indifferenza a concepire un resoconto della propria parabola esistenziale e professionale. Non era una posa né una forma di civetteria intellettuale. Era, piuttosto, una dichiarazione limpida e coerente con il suo modo di stare al mondo. Raccontarsi non rientrava tra le sue priorità. Non lo era mai stato. E non c’è motivo di pensare che, se la stessa richiesta gli fosse stata avanzata in altri momenti della sua vita, la risposta sarebbe stata diversa.

Ettore ha sempre diffidato di tutto ciò che potesse somigliare all’autocelebrazione. Non per falsa modestia ma per una convinzione profonda: un autore si racconta già interamente attraverso le sue opere. Nei suoi film, nei suoi disegni, nelle sue sceneggiature, nelle sue prese di posizione civili e politiche c’era tutto ciò che riteneva essenziale dire. Il resto, per lui, era superfluo. Per questo oggi, chiunque si accinga a costruire una mostra, una retrospettiva, un volume o un documentario su Scola deve essere consapevole di muoversi su un terreno delicato. Di compiere, cioè, un atto di insubordinazione: narrare un autore che non desiderava essere narrato. E tuttavia è una disobbedienza necessaria. Perché se è vero che Scola non ha mai sentito il bisogno di raccontarsi, è altrettanto vero che noi sentiamo il bisogno di continuare ad ascoltarlo. Perché è stato uno dei più grandi autori del nostro Paese, capace come pochi di trasformare la memoria collettiva in racconto cinematografico, inseguendo l’epica minima delle vite quotidiane, dei fallimenti, delle illusioni perdute, delle amicizie tradite, delle speranze consumate dal tempo.
Film come C’eravamo tanto amati o Una giornata particolare non sono soltanto capolavori del
cinema, sono dispositivi di memoria, strumenti attraverso cui gli italiani hanno imparato a guardarsi allo specchio.
Scola ha avuto un talento raro, quello di raccontare i difetti di un Paese senza mai smettere di amarlo. La sua ironia poteva sfociare nel cinismo, ma era sempre attraversata da una forma di tenerezza. Anche quando metteva in scena le nostre debolezze, lo faceva con uno sguardo che non giudicava, ma comprendeva. Eppure, nonostante questa centralità nella cultura italiana, Scola ha sempre mantenuto una distanza da se stesso. Non ha mai cercato di costruire un’immagine pubblica né di alimentare un mito personale. In questo è stato un puro uomo del Novecento, uno di quelli per cui il lavoro contava più della sua narrazione.
Il paradosso, allora, è evidente. Per conoscere davvero Scola, bisogna in qualche modo contraddirlo. Bisogna studiarlo, analizzarlo, continuare a interrogare la sua opera e, inevitabilmente, anche la sua figura. È un conflitto che ha qualcosa di profondamente cinematografico, uno di quegli snodi drammaturgici che lui stesso avrebbe saputo scrivere con eleganza e leggerezza.
Forse, in fondo, non gli sarebbe dispiaciuto. Forse avrebbe sorriso di fronte a questa ostinazione nel volerlo raccontare. E forse avrebbe ribadito, con la sua consueta semplicità, che non ce n’era bisogno. Ma noi quel bisogno continuiamo a sentirlo. Perché il cinema italiano, e più in generale la nostra cultura, senza Ettore Scola, sarebbe semplicemente meno consapevole di sé.
E allora continuiamo a disubbidirgli» (Giuseppe Tornatore)
Museo di Roma – Sale primo piano. Piazza San Pantaleo, 10 – Piazza Navona, 2, Roma
Info:
Mostra: “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. 2 maggio (apertura al pubblico) – 13 settembre 2026.
Orari: Dal martedì alla domenica ore 10:00-19:00. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Chiuso il lunedì.
Biglietteria:
Biglietto “solo Mostra”
€ 11,00 biglietto “solo Mostra” intero;
€ 9,00 biglietto “solo Mostra” ridotto;
€ 4,00 biglietto “solo Mostra” speciale scuola ad alunno (ingresso gratuito ad un docente accompagnatore ogni 10 alunni);
€ 22,00 biglietto “solo Mostra” speciale Famiglie (2 adulti più figli al di sotto dei 18 anni);
€ 11,00 biglietto “solo Mostra” speciale Famiglie (1 adulto più figli al di sotto dei 18 anni);
Biglietto “cumulativo” Museo di Roma + Mostra
€ 19,00 biglietto “cumulativo” intero per i non residenti a Roma;
€ 13,00 biglietto “cumulativo” ridotto per i non residenti a Roma;
Ingresso con biglietto gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
Web: www.museodiroma.it
Mostra: “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”. Dal 2 maggio al Museo di Roma a Palazzo Braschi: https://www.gdmed.it/2026/05/01/mostra-ettore-scola-non-ci-siamo-mai-lasciati-dal-2-maggio-al-museo-di-roma-a-palazzo-braschi/
Foto: Photo Credit Marino Festuccia.
Giuseppe Longo

