Al Teatro Verde, la Fondazione Giorgio Cini ospita due grandi spettacoli della Biennale Teatro 2026

Venezia – Al Teatro Verde, la Fondazione Giorgio Cini ospita due grandi spettacoli della Biennale Teatro 2026. Appuntamento il 9 e il 10 giugno con il grande teatro internazionale nell’anfiteatro dell’Isola di San Giorgio Maggiore.

Il 9 e il 10 giugno il Teatro Verde ospita il concerto-spettacolo di Christos Stergioglou e Alexandros Drakos Ktistakis – Cries, in programma per la Biennale Teatro 2026, diretta da Willem Dafoe.

Il Teatro Verde, voluto da Vittorio Cini e capace di ospitare fino a 1.500 persone, è una grandiosa architettura di paesaggio sull’Isola di San Giorgio Maggiore. I lavori di restauro, avviati grazie al sostegno della Maison Cartier, restituiscono una magnifica scena per il teatro.

Il Teatro Verde ha una lunga e prestigiosa storia di spettacoli dal vivo. Nel 1954 è stato inaugurato con la messa in scena di un sacro testo, Resurrezione e vita, su musiche veneziane rinascimentali, cui sono seguiti Arianna di Benedetto Marcello e due concerti sinfonici diretti da Dimitri Mitropoulos, le Baruffe Chiozzotte di Goldoni e una serie di «Nô» giapponesi. Nel corso degli anni, il Teatro Verde ha ospitato – tra gli altri – il Teatro di Atene, il Théàtre populaire de France, la Compagnia di Annie Ducaux e quella dell’Oxford Playhous. Particolarmente importante anche la programmazione musicale: l’ultima rassegna, tra il 2013 e il 2014, ha visto esibirsi, tra gli altri, Patti Smith, Kings Of Convenience e Ludovico Einaudi con Paolo Fresu.

La partnership con la Biennale di Venezia è di lunga data.

Risale al 1999 l’acclamata creazione Parabola di Carolyn Carlson. In quell’occasione, la celebre coreografa e danzatrice statunitense ha dichiarato di essersi sentita «ispirata fin da subito. Quando sono arrivata in questo teatro c’era una grande vibrazione: il giardino, l’acqua, il bosco tutt’attorno». San Giorgio era diventata l’isola della danza.

Nel 2022 il Teatro Verde è rientrato nei programmi di visite guidate e in quello stesso anno la Fondazione Giorgio Cini ha prodotto un video d’arte digitale, La Maschera del Tempo, opera di Mattia Casalegno (assieme a Martux_m) che ha utilizzato la grande quantità di dati ottenuti dalla completa digitalizzazione 3D del Teatro e dei materiali d’archivio. La Maschera del Tempo è stata, negli ultimi anni, presentata in diversi musei di tutto il mondo.

Renata Codello, Segretario Generale della Fondazione Giorgio Cini: «Il lavoro paziente e complesso, parte di un più grande progetto di recupero, sta riportando nuova luce su questo splendido esempio di architettura che continua ad affascinare i visitatori e gli studiosi di teatro. Il suo restauro valorizza la qualità dei materiali, la struttura vegetale che innerva tutta l’arena, le spazialità e gli straordinari scorci paesaggistici. Con uno straordinario spettacolo, come quello in programma il 9 e il 10 giugno, si concretizza la collaborazione con la Biennale di Venezia, con il Teatro Verde al centro della scena culturale internazionale e con nuove generazioni di spettatori».

I lavori di restauro

Per la delicatezza degli interventi e l’imponenza della struttura, i lavori di restauro sono avanzati in questi anni e proseguiranno in più fasi.

La tranche più recente ha interessato il palco del teatro, realizzato in trachite e pietra d’Istria a disegni geometrici esagonali. I lavori hanno visto la complessa operazione di rimozione, pulizia e restauro di tutta la superficie, cui è seguita la rimozione e lo smaltimento del vecchio massetto, il ripristino dello stesso e della guaina.

Tra il 2021 e il 2022, gli interventi si erano concentrati invece sulle sedute dell’anfiteatro, con un lavoro accurato di pulitura, grazie al cantiere didattico avviato in collaborazione con la l’UIA – Università Internazionale dell’Arte. In quell’occasione sono inoltre state predisposte opere di consolidamento delle strutture del palco, la rimessa in sicurezza delle scale di accesso, la manutenzione e la sostituzione del ligustro con nuove piante, oltre all’allestimento dell’impianto di irrigazione automatica.

L’anfiteatro è da sempre esposto all’aggressività dell’ambiente lagunare e alle acque alte. La parte del Teatro che si trova sotto il palcoscenico infatti è collocata a una quota inferiore di 0,82 m rispetto al medio mare, quindi in più occasioni la fossa dell’orchestra e il seminterrato sono stati sommersi. Per questo motivo già dal 1975 le programmazioni non sono state continuative e frequenti gli interventi di cura e restauro.

Il Teatro

Il Teatro Verde deve il suo nome alle siepi di ligustro collocate sugli schienali delle sedute in pietra rosa di Verona. Si trova nella porzione meridionale del bosco dell’Isola di San Giorgio Maggiore, fondendosi con il paesaggio e incorporando la Laguna di Venezia come quinta teatrale.

È stato edificato a partire dal 1952 (l’inaugurazione è del luglio 1954) su progetto dell’architetto Luigi Vietti, ispirandosi ai teatri di verzura. Per l’epoca, il teatro rappresentava una grande sfida tecnologica: nasce infatti su un terreno di riporto, frutto dell’allargamento dell’Isola, e si sviluppa anche al di sotto del livello del mare.

Il palcoscenico copre un’area di 1.400 metri quadri sotto cui sono previsti dodici camerini singoli, otto locali, magazzini e ripostigli per attrezzature e, apparecchiature elettroniche in grado di alimentare contemporaneamente 105 proiettori e altri servizi.

Fondazione Giorgio Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia

Info:

Fondazione Giorgio Cini ETS

Qui per assistere agli spettacoli del 9-10 giugno 2026:

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Web: www.cini.it

Ph. Courtesy Fondazione Giorgio Cini

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