Firenze – Drama Four Acts: Paolo Canevari, Marino Marini, Per Barclay, Friedrich Andreoni.A cura di Sergio Risaliti.Forte Belvedere, Firenze.Dal 24 giugno al 16 ottobre 2026. Tornano le grandi mostre al forte Belvedere. Si inizia con “God Year” di Paolo Canevari.
Il Forte di Belvedere, tra i luoghi più straordinari e simbolici della città di Firenze, riapre le sue porte, tornando ad animarsi come da tradizione al piano di valorizzazione, promosso dalla Fondazione MUS.E, che ne cura la gestione. Tornano le grandi mostre al Forte Belvedere, che dal 1972 è stato centro d’arte all’aperto, a partire dalla grande mostra di Henry Moore fino alle recenti esposizioni di Penone, Gormley, Mattiacci e Vascellari. Quest’estate lo spazio all’aperto, le terrazze e le sale interne della Palazzina si arricchiscono di una proposta multidisciplinare capace di coniugare arte contemporanea, storia, paesaggio, musica, conferenze e mediazione culturale. Anche nel 2026 verranno proposti infatti gli appuntamenti di “Forte in Musica”, la rassegna che accompagnerà le serate estive con concerti e performance dal vivo, e “L’attualità del bello”, il ciclo di incontri dedicato ai temi dell’attualità e del pensiero contemporaneo. Un programma multidisciplinare che punta a fare del Forte di Belvedere uno dei principali luoghi della cultura dell’estate fiorentina, dove arte, musica e riflessione dialogano con uno dei panorami più sublimi della città.
«Con questo progetto il Forte Belvedere conferma la propria vocazione a essere uno spazio in cui la cultura contemporanea incontra la storia, il paesaggio e l’identità di Firenze. ‘Drama: Four Acts’ propone un percorso di grande qualità artistica che mette al centro temi universali e profondamente attuali, offrendo occasioni di riflessione e confronto attraverso il linguaggio dell’arte. La scelta di riportare al Forte una programmazione espositiva di alto livello si inserisce in una visione più ampia di valorizzazione di uno dei luoghi più significativi della città, rendendolo sempre più un punto di riferimento per cittadini e visitatori. Firenze continua così a investire sulla cultura come strumento di crescita, partecipazione e dialogo con il presente». Giovanni Bettarini, assessore alla cultura del Comune di Firenze.
«Forte Belvedere apre nuovamente le sue porte all’arte contemporanea. – ha detto Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento – È dal lontano 1972, anno della sublime esposizione di opere di Henry Moore, che la fortezza fiorentina di San Giorgio è conosciuta e riconosciuta nel mondo come uno dei più straordinari musei a cielo aperto. Negli ultimi anni, dopo le grandi mostre di conclamato valore dedicate ad artisti comeAntony Gormley, Giuseppe Penone, Jan Fabre e Eliseo Mattiacci, abbiamo concentrato l’attenzione su artisti appartenenti alle nuove generazioni (nati dopo gli anni Sessanta), come Ra Di Martino e Nico Vascellari. Continuiamo, sempre più convinti, lungo questo percorso presentando quest’anno un progetto espositivo che si articolerà in quattro tempi, come una sorta di mostra in progress che si arricchirà di contenuti ed emozioni di volta in volta. Le sale della Palazzina, ma anche gli spazi esterni del Forte, saranno costellati di opere d’arte di varia natura, a dimostrazione del carattere interdisciplinare dei linguaggi contemporanei: sculture, installazioni, video, fotografie e suoni. Il titolo “Drama: Four Acts” allude a questa messa in scena. Si inizia con Paolo Canevari e il suo intervento intitolato “God Year”, un progetto che unisce a una grande qualità scultorea e installativa leggerezza e ironia per affrontare temi di attualità politica e drammatiche vicende contemporanee. L’artista critica e decostruisce le retoriche con cui può essere falsificata la realtà e mutato il significato delle ragioni che portano a conflitti, disparità di genere, crisi ecologiche e umanitarie, scontri di civiltà che, il più delle volte, sono guidati e alimentati da credenze religiose e dallo sfruttamento delle risorse, nel nome delle magnifiche sorti e progressive.

Lo stesso giorno, il 24 giugno, si potrà ascoltare l’installazione sonora La morte di Orfeo di Friedrich Andreoni, una sorta di bricolage di suoni che evocano la fine dell’armonia naturale e la morte della poesia in un’epoca di conflitti distruttivi e fratricidi. La composizione si ispira al celebre mito di Orfeo e all’opera rappresentata nel 1602 a Palazzo Pitti, con musica di Giulio Caccini e testo di Ottavio Rinuccini. “Drama: Four Acts” si completerà con l’allestimento di opere del grandissimo scultore Marino Marini, in dialogo con quelle di Paolo Canevari, a partire dal 16 luglio, e a settembre con l’allestimento di Per Barclay, arricchito da una serie di celebri opere dell’artista norvegese che, a loro volta, si confronteranno con quelle di Marino Marini».
Sarà un progetto della Fondazione MUS.E, con il coordinamento scientifico del Museo Novecento, “Drama: Four Acts”, a inaugurare l’estate 2026 di Belvedere Firenze, confermando il ruolo del complesso mediceo come luogo privilegiato di incontro tra ricerca artistica contemporanea, patrimonio storico e paesaggio. Tre mostre e un’istallazione sonora, ideate e curate da Sergio Risaliti, che si articoleranno come in un dramma teatrale in tre atti, svolto in tre periodi diversi a coprire l’intera stagione estiva. Si inizierà il 24 giugno con “God Year”, la mostra personale di Paolo Canevari realizzata al primo piano della Palazzina. Il 16 luglio sarà invece protagonista Marino Marini, uno dei grandi artisti del Novecento, di cui verranno esposte una serie di sculture in bronzo raccolte con il titolo “No Heroes”. A partire da quel giorno le opere diMarino dialogheranno con quelle di Canevari, in un allestimento di forte connotazione drammatica, mentre a settembre prenderà vita il terzo atto. Si tratterà di un intervento site specific dell’artista norvegese Per Barclay, “Oscuro Abbagliante”. Anche in questo caso le opere di Marino saranno relazionate a quelle di Barclay in un dialogo decisamente emozionante. Secondo la direzione artistica di Sergio Risaliti, il progetto nel suo insieme è fortemente ispirato ai tempi che attraversiamo, “quando ancora una volta il perenne conflitto tra bene e male, guerra e pace, armonia e violenza suscita amore, dolore, compassione e disorientamento ed è causa di profonde ispirazioni artistiche. Un’epoca, la nostra, che impone di non esimersi dal prendere posizione, anziché rifugiarsi nell’incoscienza dell’indifferenza. È in questa “immersione” nel dramma e nel tragico della nostra storia che la bella armonia dell’opera classica si trasforma nel “j’accuse dell’opera d’arte contemporanea”. Il progetto espositivo nasce quindi dall’idea di costruire un confronto tra linguaggi, sensibilità e materiali differenti, in un percorso che affronta i temi della testimonianza e del conflitto, della trasformazione della materia, del rapporto tra passato e presente, del senso e non senso della storia. Al primo piano della Palazzina le opere di Marino Marini, caratterizzate da una ricerca intensa sulla figura umana e sui suoi archetipi, entreranno in relazione con il linguaggio contemporaneo di Canevari, artista che, attraverso l’impiego di materiali industriali e immagini fortemente evocative, segnate da una presa di posizione etica e politica, affronta le tensioni storiche, sociali e culturali del nostro tempo. Qui saranno esposti, in momenti diversi ma continui, alcuni dei lavori più rappresentativi dei due artisti: come i celebri Cavalieri per Marini, fino a lavori di Canevari come Bouncing Skull, Constellation (Monumenti della memoria), Disco Bomb, Landscape e Madonna. Un confronto che trova nel Forte di Belvedere una cornice ideale: non semplice contenitore espositivo, ma parte integrante dell’esperienza di visita, dove le opere si misurano con gli spazi della fortezza, con l’orizzonte della città e con la storia del luogo. Da settembre, il progetto si arricchirà ulteriormente con l’intervento di Per Barclay: negli ambienti sotterranei della Palazzina prenderà forma un’installazione site-specific che utilizzerà l’olio combusto, elemento distintivo della ricerca dell’artista, per trasformare lo spazio in un ambiente immersivo e contemplativo, giocato sui contrasti tra profondità e superficie, luce e oscurità, quiete contemplativa e drammatici contrapposti, tra lento respiro e roboante suono di tamburi. Anche in questo caso le opere di Marino Marini saranno integrate nell’allestimento ideato da Per Barclay.La superficie riflettente di Barclay trasformerà lo spazio in una dimensione\ esperienza instabile e immersiva, in cui le sculture di Marino Marini saranno riflesse, frammentate e reinterpretate, emergendo a “pelo d’acqua” sulla superficie oleosa e specchiante della doppia “piscina” In questo confronto emerge con forza il rapporto tra passato e presente: da un lato la solidità e la memoria della tradizione scultorea di Marino, dall’altro la dimensione contemporanea, fluida dell’installazione di Barclay che ne rielabora la presenza con la luce e il riflesso.
A completare il percorso sarà inoltre un’installazione sonora di Friedrich Andreoni, collocata sul bastione affacciato su Firenze, pensata per accompagnare il visitatore lungo il percorso espositivo. L’intervento site specific intitolato “La morte di Orfeo” vuole essere una chiara evocazione all’antico mito che fu fonte d’ispirazione del melodramma Euridice, musicato da Giulio Caccini su libretto di Ottavio Rinuccini, rappresentato per la prima volta a Palazzo Pitti nel 1602. Ringraziamo per la collaborazione la Galleria Christian Stein, Petri Corse Automobili Rolls-Royce Sales & Service Specialist Firenze, Glauk Sound e Alberto Tofani.
Museo Novecento Firenze. Piazza Santa Maria Novella 10, Firenze
Forte di Belvedere, Via San Leonardo, Firenze
Ph copertina
Bouncing Skull, 2006-2007. Yugoslav Army HQ building (bombardato dalla NATO nel 1999), Belgrado, 10’30’’, still da video.

