Sicilia Report “Whistle Monitor

Roma – Libera presenta il report “Whistle Monitor”, la prima mappatura su accessibilità, fruibilità e trasparenza degli enti locali, per chi vuole segnalare corruzione e irregolarità, per proteggere il bene comune e l’interesse pubblico.

Analizzate 434 amministrazioni strategiche tra sanità, università ed enti locali. Nessuna raggiunge la piena conformità al 100%.

Più di 1 ente su 10 è privo di una pagina dedicata al whistleblowing, 1 ente su 3 non garantisce le informazioni minime per tutelare chi segnala un illecito.

In Sicilia sono stati monitorati 34 enti con un punteggio medio di 23,59 tra i più bassi a livello regionale con ben 20 enti sotto la sufficienza pari al 58,8% del totale.

Segnalare un caso di corruzione o un illecito all’interno dell’ente di lavoro è un percorso difficile, ricco di ostacoli e di vuoto informativo. Libera ha monitorato 434 amministrazioni strategiche tra sanità, università ed enti locali e, per ognuno di questi enti, la piena e completa informazione sul funzionamento dell’istituto, dei tempi e delle tutele; la massima accessibilità ai canali, inclusa quella di 190 enti per persone con disabilità; la completa fruibilità e trasparenza sul modo in cui l’iter si sviluppa. Il punteggio finale è frutto di un confronto e di una validazione da parte di ANAC, anche alla luce delle Linee Guida dedicate.

Libera presenta “Whistle Monitor”, il primo report di monitoraggio civico nazionale sul livello di adeguatezza informativa e tecnica dei canali di segnalazione interni della Pubblica Amministrazione, che è stato presentato il 23 giugno a Roma, presso ExtraLibera, in occasione del World Whistleblower day. La fotografia rivela infatti un quadro caratterizzato da profonde luci e ombre, forti polarizzazioni territoriali e barriere ancora troppo elevate per i potenziali segnalanti: il dato più rilevante emerso dalla ricerca è che “nessun ente monitorato raggiunge la piena conformità (il 100% del punteggio)”; la maggioranza delle amministrazioni (56,9%) si colloca nella cosiddetta fascia “tiepida”, ovvero di parziale o sostanziale adeguatezza. I presidi eccellenti (fascia “Ottimo”) si fermano ad appena il 14,1%, meno della metà di quelli che invece versano nell’area della criticità (28,9%). Significa che oggi, in Italia, 1 ente su 3 non garantisce nemmeno le informazioni minime necessarie per orientare e proteggere chi vuole segnalare.

All’interno di questa zona d’ombra si registra un preoccupante 6,7% (pari a 29 enti pubblici)caratterizzato dall’assenza totale di canali o pagine informative, un vuoto che di fatto azzera il diritto alla segnalazione nonostante i precisi obblighi normativi.

Il monitoraggio ha analizzato approfonditamente 434 amministrazioni pubbliche strategiche per il Paese, suddivise in tre comparti essenziali: quelle che garantiscono il diritto alla salute (aziende sanitarie, ospedaliere e di ricerca), i 99 enti che erogano il diritto allo studio (università statali, scuole superiori, atenei privati e telematici) e i 145 enti locali e territoriali che applicano il diritto a una buona amministrazione (Regioni, Comuni capoluogo di provincia, Città metropolitane e Province autonome). A far parte del gruppo di monitoraggio sul campo 44 attiviste e attivisti volontari appartenenti a Libera, al Segretariato Italiano Studenti in Medicina (SISM) e a LINK – Coordinamento Universitario.

A livello territoriale, l’Emilia-Romagna esprime il profilo più solido del Paese, registrando un punteggio medio di 50,6 su 70,5, con zero enti critici e il 70% posizionato nelle fasce alte.

In Sicilia sono stati monitorati 34 enti con un punteggio medio di 23,59tra i più bassi a livello regionale con ben 20 punti sotto la sufficienza, pari al 58,8% del totale, che non offrono a unə potenziale segnalante le condizioni informative minime per orientarsi e decidere con cognizione di causa, registrando quindi una situazione di assenza totale, di grave carenza o di insufficienza (fascia 3).

Sono sette quelli rientranti nella fascia alta e che offrono un’adeguata informazione a potenziali segnalanti: è la regione con le maggiori criticità complessive.

Complessivamente, in Sicilia, le performance elevate sono concentrate in pochi enti e non sembrano diffondersi al sistema regionale. Le università pubbliche sono il comparto relativamente migliore, ma con livelli comunque modesti.

“A partire da questi dati, riteniamo necessario assumerci la responsabilità di promuovere un confronto con le realtà, istituzionali e non, che operano nell’ambito della formazione, dell’accompagnamento e del supporto alle pubbliche amministrazioni locali, per verificare la possibilità di sviluppare strumenti e percorsi specifici su questo tema. L’obiettivo – commenta Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera – è contribuire a mettere a disposizione degli enti territoriali, e in particolare dei Comuni, forme adeguate di sostegno che favoriscano un percorso non più rinviabile di formazione, semplificazione tecnica e assunzione di responsabilità. Serve uno sforzo corale per andare a colmare il gap che, sul tema dell’accessibilità al whistleblowing, esiste ed è reale: ricordiamoci che solo offrendo canali protetti e informazioni trasparenti possiamo dire di stare davvero tutelando chi sceglie di difendere l’interesse collettivo.

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