Venticinque anni di cultura della legalità: Monreale celebra la storia del Parlamento della Legalità Internazionale

Monreale (PA) – Ci sono anniversari che celebrano una data. Altri, invece, raccontano una storia. Quello vissuto a Monreale per il venticinquesimo anniversario del Parlamento della Legalità Internazionale appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Nella sede di via Venero 30 si è concluso il lungo percorso celebrativo che, nei mesi scorsi, aveva fatto tappa nelle più prestigiose istituzioni italiane: Palazzo dei Normanni, il Campidoglio e il Teatro Politeama. Ma era giusto che il viaggio terminasse lì dove tutto continua a prendere forma ogni giorno: nella casa del Parlamento della Legalità Internazionale.

Un luogo che esiste grazie alla lungimiranza e alla generosità di Benedetto Guadì, ricordato con profonda commozione durante la manifestazione. La sua scelta di donare gratuitamente l’immobile che ospita la sede nazionale rappresenta oggi uno dei gesti più significativi nella storia dell’associazione, trasformando una casa in un presidio permanente di educazione civica.

Venticinque anni sono trascorsi da quando il giudice Antonino Caponnetto, nel 2001, decise di sostenere il progetto accettando l’incarico di presidente onorario. Da allora quella intuizione nata a San Cipirello ha superato ogni confine, raggiungendo scuole, università, istituzioni e comunità in tutta Italia e in numerosi Paesi del mondo.

La serata conclusiva è stata guidata con autorevolezza e passione dal presidente Nicolò Mannino, anima e punto di riferimento del movimento culturale. La sua capacità di mettere in dialogo mondi diversi – istituzioni, giovani, forze dell’ordine, scuola, Chiesa e società civile – rappresenta uno degli elementi che hanno consentito al Parlamento della Legalità Internazionale di diventare una delle esperienze educative più riconosciute nel panorama nazionale.

«Parlare ai giovani significa costruire il domani. Educarli al rispetto delle regole e delle istituzioni non è soltanto un dovere civile, ma un atto d’amore verso il futuro del nostro Paese. La legalità è il linguaggio della libertà e della dignità della persona», ha dichiarato Nicolò Mannino.

Il successo dell’evento porta anche la firma di chi, con competenza e discrezione, ha curato l’intera organizzazione. Il vicepresidente Salvatore Sardisco ed Helga Guadì hanno coordinato una macchina organizzativa efficiente, rendendo possibile una manifestazione partecipata e ricca di significato.

A testimoniare il prestigio raggiunto dal Parlamento della Legalità Internazionale sono state le numerose presenze istituzionali: il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il prefetto Renato Cortese, presidente onorario del sodalizio, monsignor Michele Pennisi, guida spirituale del Parlamento della Legalità Internazionale, il colonnello Giancarlo Mignone dello Stato Maggiore della Difesa, il professor Claudio Ricci, già sindaco di Assisi, Ottavio De Luca, segretario generale nazionale della FILCA CISL, Luca Tartaglia della SKP di Milano, Bartolo Belmonte per il Comune di Monreale, insieme a rappresentanti del mondo accademico, associativo e delle professioni.

Particolarmente apprezzato anche il dono del Centro Studi “Don Riccardo Zingaro” di Molfetta, rappresentato da Gianna Binetti, che ha consegnato alla città un defibrillatore come segno concreto di attenzione verso la comunità.

Nei giorni delle celebrazioni sono arrivati centinaia di messaggi di auguri e di vicinanza, tra cui quelli della famiglia Caponnetto e del cardinale Francesco Coccopalmerio, confermando il riconoscimento nazionale e internazionale conquistato in un quarto di secolo.

Il Parlamento della Legalità Internazionale continua così il suo cammino con lo stesso entusiasmo degli inizi: costruire una cultura della responsabilità, della partecipazione e della pace. Perché la lotta alle mafie non si esaurisce nelle aule dei tribunali, ma nasce soprattutto nelle coscienze. E ogni coscienza educata alla legalità rappresenta una vittoria per l’intera società.

Da Monreale, ancora una volta, è partito un messaggio semplice e potente: la bellezza della legalità continua a essere il più efficace antidoto contro ogni forma di violenza, sopraffazione e indifferenza.

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