Modica (Rg) -. Accogliamo con favore che il finanziamento destinato al potenziamento del Centro per l’Impiego di Modica sia andato a buon fine. Ogni investimento che migliora i servizi ai cittadini è una buona notizia. Quello che invece stupisce è la disinvoltura con cui alcuni esponenti locali del centrodestra modicano riescano a raccontare solo una parte della storia, dimenticando quella più importante.
Nelle dichiarazioni di Ignazio Abbate e in quelle dell’amministrazione comunale di Maria Monisteri (che cita Nino Minardo come fosse stato il vero disbriga-pratiche della vicenda) viene rivendicato enfaticamente il lavoro svolto sul territorio. Manca però un elemento essenziale: questi interventi sono stati finanziati con risorse del PNRR e rientrano nel Piano nazionale di potenziamento dei Centri per l’Impiego, un progetto avviato dal Governo Conte già nel 2019, ben prima che qualcuno oggi provasse ad attribuirsene la paternità politica.
È vero che la Regione Siciliana gestisce il Piano regionale di potenziamento dei Centri per l’Impiego, ma è altrettanto vero che la principale fonte delle risorse è costituita dai finanziamenti nazionali del PNRR, inseriti in un percorso iniziato con la scelta del Governo Conte di investire nelle politiche attive del lavoro e di rafforzare i Centri per l’Impiego in tutta Italia, per poi passare di mano al subentrante governo Draghi.
Per questo parlare genericamente di “finanziamenti regionali”, senza spiegare da dove provengano realmente le risorse e quale Governo abbia ideato questa strategia, significa raccontare una verità solo parziale. E una verità parziale, soprattutto quando serve a raccogliere consenso politico, diventa esclusivamente propaganda elettorale.
Noi siamo contenti che questi investimenti arrivino a Modica, così come a Ragusa e Vittoria. Ma siamo altrettanto convinti che la correttezza istituzionale imponga di riconoscere i meriti di tutti. L’onestà intellettuale dovrebbe essere il minimo indispensabile quando si informano i cittadini. I risultati non hanno un solo padre e, soprattutto, i soldi dei contribuenti meritano di essere “raccontati” con trasparenza, senza cancellare il ruolo decisivo delle scelte compiute dal Governo Conte nel lontano 2019.

