Scorta a Ferrandelli: Cna Palermo “le minacce a un amministratore sono un attacco al futuro della nostra citta’”

Palermo – CNA Palermo esprime piena solidarietà all’assessore comunale Fabrizio Ferrandelli, al quale è stata assegnata la scorta in seguito alla decisione assunta dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dalla Prefettura di Palermo, dopo una valutazione del livello di rischio derivante dalle gravi intimidazioni subite negli ultimi mesi.

Il provvedimento arriva al termine di una lunga serie di episodi che hanno destato forte preoccupazione. Tra questi, il grave attentato avvenuto nell’ottobre del 2025, quando un ordigno esplosivo venne fatto detonare nei pressi dell’abitazione dell’assessore, e le successive minacce e intimidazioni ricevute anche durante lo svolgimento della propria attività istituzionale.

Ferrandelli è impegnato in prima linea nella gestione delle politiche abitative del Comune di Palermo, con particolare attenzione al contrasto delle occupazioni abusive degli immobili di edilizia residenziale pubblica, al recupero degli alloggi sottratti alla disponibilità dell’amministrazione e alla loro riassegnazione alle famiglie che ne hanno diritto. Un’attività delicata, svolta nel rispetto della legalità e dell’interesse pubblico, che ha inevitabilmente inciso su consolidati fenomeni di illegalità e sopraffazione.

«Esprimiamo la nostra più sincera vicinanza all’assessore Fabrizio Ferrandelli, destinatario di un provvedimento di tutela che testimonia la gravità del clima intimidatorio maturato attorno alla sua attività amministrativa. Le minacce e gli atti intimidatori nei confronti di un rappresentante delle istituzioni non colpiscono soltanto la persona, ma rappresentano un’offesa alla città, alle istituzioni democratiche e a tutti quei cittadini che credono nel rispetto delle regole.

La legalità non è un principio astratto: è la condizione indispensabile perché imprese, artigiani e cittadini possano vivere, investire e costruire sviluppo. Ogni tentativo di piegare l’azione amministrativa attraverso la paura va respinto con fermezza e con una risposta unitaria delle istituzioni, delle forze sociali, del mondo produttivo e della società civile.

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