Siracusa – Act Tank Sicilia 2026: IREM ospita a Palazzo Borgia del Casale il tavolo territoriale TEHA-Ambrosetti sullo sviluppo industriale ed energetico della Sicilia
Giovanni Musso apre i lavori con il discorso introduttivo. Presente anche il Presidente e Co-fondatore di IREM, il Cavaliere Sebastiano “Nello” Messina
Palazzo Borgia del Casale, gioiello barocco affacciato su Piazza Duomo nel cuore di Ortigia e di proprietà del Gruppo IREM, ha ospitato il Tavolo territoriale di discussione con le imprese “Act Tank Sicilia 2026”, promosso da The European House – Ambrosetti e TEHA Group.
L’appuntamento, moderato da Maurizio Andronico, Area Leader Sicilia di TEHA Group, ha riunito i principali rappresentanti del tessuto imprenditoriale siciliano per un confronto sull’estratto preliminare del Rapporto “Act Tank Sicilia 2026” e per raccogliere il contributo diretto delle imprese alla costruzione di una visione strategica per la regione.
La scelta della sede non è stata casuale. Palazzo Borgia del Casale, edificato su preesistenze aragonesi del 1396 e radicalmente ristrutturato nel 1760 per volontà del barone Giuseppe Maria Borgia, è uno degli edifici storici più rappresentativi della città. Il Piano Nobile, con le sue sale affrescate, le volte decorate e gli stucchi originali settecenteschi — dalla Stanza dello Stemma al Salone di Amore e Psiche — ha fatto da cornice a un dibattito sul futuro industriale ed energetico dell’Isola.
L’immobile è entrato nella disponibilità del Gruppo IREM nel 2004 e, dopo un lungo restauro conservativo degli affreschi, è stato restituito alla comunità come luogo di cultura, incontri e rappresentanza. All’incontro era presente anche il Cavaliere Sebastiano “Nello” Messina, Presidente e Co-fondatore, insieme con l’ingegnere Mario Saraceno, di IREM S.p.A., a testimonianza dell’attenzione con cui il Gruppo segue e alimenta il dibattito sullo sviluppo del territorio di appartenenza.
All’appuntamento odierno era presente anche il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale e l’avvocato Gioacchino Amato, in rappresentanza della Baps
Ad aprire i lavori, con il discorso introduttivo, è stato l’Amministratore Delegato di IREM S.p.A., Giovanni Musso, che ha accolto i partecipanti sottolineando il valore simbolico e sostanziale della sede scelta.
“La Sicilia è da tempo terra di luce e vento, ma oggi quelle risorse naturali stanno assumendo un valore strategico, non solo simbolico, ma concreto — ha esordito Musso —. L’isola ha le carte in regola per diventare un hub strategico nel Mediterraneo per la transizione energetica, posizionandosi come fulcro tra Europa e Nord Africa.”
Nel suo intervento, Musso ha tracciato con precisione il percorso compiuto da IREM negli ultimi anni, portando al tavolo l’esperienza diretta di un’azienda che la transizione energetica la sta costruendo cantiere per cantiere. “IREM partecipa attivamente alla transizione energetica che sta avvenendo in tutta Europa, spostandosi dalla costruzione di impianti tradizionali per la produzione di energia elettrica a impianti green — ha spiegato —. In Svezia, a Boden, lavoriamo con H2 Green Steel per la costruzione di un’acciaieria verde con l’obiettivo di decarbonizzare le industrie hard-to-abate, riducendo le emissioni di CO2 fino al 95% rispetto all’acciaio tradizionale. Abbiamo inoltre recentemente acquisito una commessa da oltre 100 milioni in Svezia per un impianto di recupero di CO2 da biomassa vicino Stoccolma, e siamo impegnati in Germania nella costruzione di un’altra acciaieria alimentata a idrogeno verde.”
L’Ad di Irem ha poi portato l’attenzione sul progetto H2-SR, la hydrogen valley che IREM sta sviluppando attraverso la controllata Res Integra nella zona industriale di Priolo Gargallo. “Una volta ricevute le autorizzazioni dagli enti competenti, avvieremo la costruzione di un impianto per la produzione di circa 170 tonnellate annue di idrogeno rinnovabile, alimentato da un impianto fotovoltaico dedicato da 5 MW — ha illustrato —. Il cuore dell’impianto è l’elettrolizzatore, che riceve in input energia elettrica e acqua e restituisce idrogeno e ossigeno. Il progetto è interamente finanziato con fondi PNRR e rappresenta un modello replicabile su scala più ampia in tutta la Sicilia.”
Nel tracciare il quadro strategico dell’Isola, Musso ha anche richiamato il SouthH2 Corridor, l’intesa siglata il 21 gennaio 2025 tra Italia, Tunisia, Germania, Austria e Algeria per il nuovo Corridoio Meridionale dell’Idrogeno: un’infrastruttura progettata per trasportare idrogeno rinnovabile per oltre 3.300 chilometri dal Nord Africa all’Europa attraverso la Sicilia, che ne consoliderebbe il ruolo di snodo energetico continentale.Musso ha concluso il suo intervento con una riflessione sul valore inedito del dialogo in atto tra imprese e istituzioni. “Per la prima volta esiste un confronto strutturato e continuo tra imprese e politica — ha dichiarato —. Dal dialogo tra questi due mondi, la Sicilia può compiere un salto di qualità in termini di produzione, occupazione e transizione energetica. Possiamo affermare con certezza – ha concluso – che è già in atto un nuovo modello di sviluppo, caratterizzato da risorse naturali, volontà politica e imprese in movimento. Puntando con continuità sulla formazione e sulla valorizzazione del capitale umano, la Sicilia può definitivamente conquistare un ruolo di primo piano nel contesto economico nazionale e internazionale.”

