Palermo – Un festival di arti performative nato sulla Costa sud di Palermo e da qui irradiato, dal centro alle periferie, dalla ribalta internazionale alle comunità locali: Prima Onda intreccia teatro, danza e musica come linguaggi del presente, in un arcipelago di visioni. Per il secondo anno consecutivo racchiude tre diverse anime unite in un progetto comune: Metamorphosis, Derive e Approdi esplorano natura, territori, comunità, nuove generazioni e voci radicali della scena siciliana e internazionale, in relazione viva con la città. La VII edizione mostra la volontà di traghettare il festival verso un’identità diversa di quella della sua creazione. Le collaborazioni, una vera rete diffusa tra pubblico e privato, hanno potenziato l’aspetto istituzionale della manifestazione.

“L’Università rinnova con convinzione il proprio sostegno a Prima Onda Fest confermando una collaborazione che, per il secondo anno consecutivo, si arricchisce grazie al progetto Metamorphosis, Derive e Approdi – dice il rettore Massimo Midiri – Un percorso di grande valore, capace di mettere in relazione ricerca, arti performative, patrimonio e partecipazione, riflettendo sui grandi temi della contemporaneità. La nostra Università considera la cultura uno strumento fondamentale di crescita collettiva e di dialogo con il territorio. Il coinvolgimento di UniPa Heritage e dell’Orto Botanico conferma l’impegno dell’Ateneo nella promozione di una fruizione sempre più dinamica e partecipata, un’importante opportunità per valorizzare il patrimonio materiale e immateriale dell’Ateneo”.
Prima Onda Fest sarà articolato in tre sezioni, Derivedal 26 – 30 agosto a Cinisi; Metamorphosisdal 3 al 13 settembre; e Approdi dal 17 ottobre al 2 novembre con una coda il 5 e 6 al Carcere Pagliarelli; e potrà contare su una direzione artistica condivisa, a dieci mani: Manuela Lo Sicco (teatro), Giovanna Velardi (danza), Luca Giannetto (musica), Angelo Sicurella (musica elettronica), Emilia Guarino (public program). Nato dall’esperienza del collettivo Genìa, Prima Onda si fonda su un modello pubblico-privato innovativo, costruito insieme a UniPa Heritage dell’Università di Palermo e CoopCulture, con la collaborazione del DAMS UniPa e da quest’anno della Fondazione Sant’Elia.

“L’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Palermo non è soltanto un luogo dedicato alla conservazione della biodiversità e alla ricerca scientifica, ma uno spazio in cui natura, cultura e conoscenza dialogano continuamente – interviene Michelangelo Gruttadauria, presidente di UniPa Heritage – Ospitare il festival Prima Onda e Metamorphosis significa valorizzare questa vocazione, trasformando il patrimonio botanico in un luogo di incontro tra discipline diverse, dove le arti performative offrono nuove chiavi di lettura del paesaggio e della relazione tra l’uomo e l’ambiente”. Il festival com’è sua abitudine camminerà tra spazi diversi, dal centro alle periferie, ai comuni dell’intera isola, fino al Carcere Pagliarelli.
“L’Orto Botanico è un luogo di ricerca, conservazione e divulgazione della biodiversità, ma anche uno spazio aperto al dialogo con i linguaggi della contemporaneità – dice Rosario Schicchi, direttore dell’Orto Botanico –. Iniziative come questo festival contribuiscono a costruire uno sguardo più sensibile e partecipato sul patrimonio vegetale, trasformando l’Orto in un laboratorio di conoscenza, relazione e immaginazione condivisa”.
“L’esperienza di Metamorphosis – Prima Onda è l’esempio emblematico di come possa funzionare perfettamente la sinergia tra pubblico e privato – spiega Massimiliano Lombardo, regional manager di CoopCulture – una co-progettazione condivisa che nasce con l’unico obiettivo di far vivere i luoghi della cultura. Non luoghi statici ma spazi dinamici di incontro, riflessione e produzione”.

Le tre isole-sezioni
Derive (dal 26 al 30 agosto a Cinisi – PA) è l’isola delle comunità e dei nuovi linguaggi. È qui che arriva la favola metropolitana della performer “terrona” Angela Dionisia Severino e dell’antropologa e attrice Lauraluna Fanina: “Alice nelle fogne delle Meraviglie” non cade nella tana del Bianconiglio ma in un sottosuolo di reietti della periferia napoletana. La compagnia francese Communauté inavouable porterà “Sicilia tarantella” di Clyde Chabot spettacolo sulle migrazioni che in Francia ha avuto più di 200 repliche. Ritornano anche Circ’Opificio con il nuovo lavoro “Naviganti”. Infine “Io Me la canto e me la suono” monologo comico e musicato in cui la figlia e nipote d’arte dei Parrinello, Noa Flandina alterna stand-up, racconti personali e musica dal vivo in un viaggio ironico tra ansie, relazioni, aspettative e piccoli grandi disastri quotidiani.
Metamorphosis (dal 3 al 13 settembre), due lunghi fine settimana all’Orto Botanico, per riannodare il filo sviluppato nelle passate edizioni, ovvero il rapporto tra natura, spazio, accoglienza, trasformazione. Qui il teatro incontra la biodiversità e la visione poetica dell’altro, producendo spettacoli site specific. A partire da Euripide, Le Fenicie di Balletto Civile che rilegge un mito di potente attualità, intrecciando teatro fisico, danza e parola in una riflessione sui temi dell’esilio, della guerra e dell’umanità.; FLLNGLS, regia e coreografia di Michael Incarbone; e una performance di Erica Bravini, premio Danza e Danza2025 come miglior interprete emergente. Dal fragile confine tra realtà e magia di “Abbracadabra” di Babilonia Teatri alla paradossale convivenza tra carnivoro e vegetariana in “Carne“ di Frosini Timpano alla “Ciclomorfosi” produzione Carnezzeria di Maria Giulia Colace, Sabino Civilleri, Manuela Lo Sicco e Vincenzo Pirrotta; a “Felici per sempre”, spettacolo di Teatro C’art in cui gli attori giocano tra la realtà e l’assurdo, mantenendo un linguaggio in sottofondo tra clownerie, teatro fisico e acrobatica. Due concerti molto attesi, quelli della vincitrice di X-Factor14, Casadilego, sulla scia del suo primo album, “Silenzio”; e di Lidia Schillaci che ha aggiunto i suoi live con “Anima”. E tra dervisci a inni sacri, danze popolari e preghiere intime si muove il concerto-spettacolo “La musica di Gurdjieff–de Hartmann Tra Oriente e Occidente”, musiche di Angela Pardo al piano, voce di. Giovanni Calcagno. Produce La Casa dei Santi. E ancora, Martina Cirri cantautrice emergente, presenta “Suonando Le Viole”, dove ogni brano è una tappa per ritrovare la bellezza; Dario Mangiaracina de La Rappresentante di Lista presenta il suo progetto da solista, “Capovolto”, canto alla sua Palermo dimenticata. Spettacoli anche fuori porta, a Partinico, Alcamo, Custonaci e Salemi.
Approdi (dal 17 ottobre al 2 novembre), tra Palermo e la sua periferia, è il luogo dove convergono le voci più radicali della scena contemporanea, in diversi spazi dei Cantieri della Zisa. Il programma accoglie coreografie internazionali come “Ad Libitum” di Simone Le Borgne sul gesto come pratica di libertà e ascolto: un lavoro di Sofia Nappi, intensa, dinamica e fortemente evocativa; una produzione, We are who we are, nuovo progetto performativo di Michael Incarbone (IT) e Max Gomard (FR); Trickster, Opera Bianco, ricerca raffinata sul confine tra presenza, identità e rappresentazione, o il ritorno di Suttascupa di Giuseppe Massa a vent’anni dal debutto. Sul filo del nuovo format Disertare al Loggiato San Bartolomeo con Fondazione Sant’Elia, anche appuntamenti di musica elettronica all’interno delle quali arrivano la sound artist napoletana Sara Persico e la collega parigina Mika Oki, con la performance A/V Sphaîra. Per il teatro, il paradosso delle false vittime de “La diva del Bataclan“di Gabriele Paolocà con Claudia Marsicano. Fino ad arrivare a ”La rivolta della gioia“ di Cristian Ceresoli con Silvia Gallerano. Dalla scena internazionale arrivano spettacoli di due registi, l’algerino Haroun El Kilani Guerbous e il tunisino Hafedh Khalifa che fondano la propria creatività sulle tradizioni dei popoli sahariani. Una prima nazionale dalla Gran Bretagna: Emma Frankland, artista transgender presenta No Apologies, creazione in bilico tra il divertente e lo straziante, sull’importanza delle illusioni. Per ogni concerto, chiama musicisti del Paese in cui arriva, componendo una band transgender ad ogni tappa. Dal territorio ecco Giuseppe Massa e Giuseppe Provinzano con “Suttascupa” a 20 anni dal debutto, e Domenico Ciaramitaro con la prima di “ConfusedWaiting”.
Accanto alla programmazione artistica, Prima Onda promuove anche pratiche partecipative, progetti di formazione con il DAMS UniPa, e un percorso trasversale dedicato alla sostenibilità, all’accessibilità e alla rigenerazione urbana e culturale. Nel public program, un laboratorio di cucina naturale, laboratori di movimento, studio dello spazio e tre giorni di “dialoghi con la Terra”.
La direzione artistica a dieci mani
Luca Giannetto (musica)
La proposta musicale di Prima Onda 2026 nasce dal desiderio di raccontare una Sicilia in movimento, capace di custodire le proprie radici e, allo stesso tempo, di aprirsi a nuovi linguaggi e contaminazioni. I quattro concerti attraversano la canzone d’autore, la tradizione, la sperimentazione e le sonorità del Mediterraneo, mettendo in dialogo identità diverse ma profondamente connesse. Un percorso che privilegia la ricerca artistica, l’autenticità e l’incontro tra culture, offrendo al pubblico un’esperienza di ascolto che guarda al presente senza perdere il legame con la memoria.
Giovanna Velardi (danza)
La sezione danza del festival si configura come un percorso di ricerca e visione, capace di mettere in dialogo alcuni tra gli autori e le compagnie più significative della scena contemporanea italiana ed internazionale. Abbiamo privilegiato lavori che interrogano il presente attraverso linguaggi coreografici differenti, accomunati da una forte qualità artistica e da una profonda riflessione sul corpo come spazio di relazione, memoria e trasformazione. Una programmazione che testimonia la volontà del festival di offrire al pubblico un panorama plurale della danza contemporanea, valorizzando artisti capaci di coniugare innovazione, profondità poetica e dialogo con le grandi questioni del nostro tempo.
Angelo Sicurella (musica elettronica – format Disertare /territori sonori e visivi)
Disertare è un gesto volontario, significa sottrarsi ai percorsi già tracciati, a territori resi familiari dall’abitudine, alle geografie dettate dalle mode e dai linguaggi dominanti. È la scelta di abbandonare coordinate rassicuranti per inoltrarsi in uno spazio di ricerca, dove l’esplorazione non è un esercizio estetico ma una necessità. Ogni artista è invitato ad abitare questo movimento, verso un territorio di ricerca propria in cui esiste e insiste un intento esplorativo che necessita di disertare per andare oltre i confini e ritrovarsi in nuovi territori. Disertare diventa un atto creativo: abbandonare volutamente qualcosa per aprirsi a nuovi territori dell’ immaginazione e dell’ascolto.
Manuela Lo Sicco (teatro)
Anche quest’anno le traiettorie della direzione artistica teatro di Prima Onda, attraversano le tre sezioni Derive, Metamorphosis e Approdi cercando di mettere a fuoco con declinazioni differenti i temi delle altre edizioni: marginalità, differenza, periferia, rete nazionale e internazionale, Mediterraneo, Palermo. Cardini su cui ruota il nostro sguardo, e su cui si centra la nostra attenzione. Con il tentativo di rendere il festival un luogo sempre più comunitario. La città, teatro da vivere e attraversare abbattendo differenze e barriere, per una visione in cui speranza, ascolto, magia, confronto, siano nutrimento per creare un’alternativa all’offerta artistica della città. Scegliendo artisti e autori che affrontano il tema della fragilità e delle contraddizioni che abitano il nostro presente.
Emilia Guarino (public program)
Esperienze sensoriali, manuali, fisiche per apprendere un modo di stare al mondo “ecosistemico” e interdipendente: non siamo monadi, ma le nostre esistenze sono tutte intrecciate e connesse. Il Public Program intreccia il Festival Prima Onda, da un punto di vista ecosistemico: in Metamorphosis, si indaga il nutrimento, come scelta consapevole ed etica del cibo (un laboratorio di cucina naturale con la naturopata Giulia Agnello); come nutrimento culturale (Noi a cura di Enya Idda); cura del benessere psicofisico (laboratori di movimento con Diaria). In Approdi si entra nella relazione tra corpo e spazio, attraverso il dialogo con le artiste (Dopo lo spettacolo) e nei Dialoghi per la Terra: tre giorni pensati con DAMS e Decoro Urbano – collettivo di danza nello spazio pubblico.
Per info, programma completo e aggiornamenti | www.primaondafest.com
www.coopculture.it
ortobotanico.palermo@coopculture.it 0917489995

