Da Palermo la richiesta di un aggiornamento normativo che adegui tutele, responsabilità e strumenti giuridici al ruolo sempre più centrale delle Forze Armate nella sicurezza del Paese
Il sistema normativo che disciplina la qualifica di pubblico ufficiale del personale militare deve evolvere per rispondere ai profondi cambiamenti che hanno interessato negli ultimi anni il ruolo delle Forze Armate

Palermo – È questo il principale messaggio emerso dal convegno “Militari e qualifica di pubblico ufficiale”, promosso da USMIA Esercito che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, magistrati, giuristi e professionisti del diritto per approfondire un tema destinato ad assumere un peso sempre maggiore nell’organizzazione della Difesa e nella tutela del personale militare.
“Garantire la presenza dello Stato sul territorio è fondamentale per la sicurezza e la libertà dei nostri cittadini e del tessuto economico. Se chiediamo ai militari di assumere responsabilità importanti nelle nostre città, dobbiamo anche interrogarci sull’adeguatezza del quadro normativo e delle tutele che accompagnano il loro lavoro. Sicurezza per i cittadini e tutela per chi indossa la divisa sono due facce della stessa Medaglia”– dichiara Daniele Vella, Vicesindaco della città di Baghera..
L’evoluzione dello scenario internazionale, il crescente impiego delle Forze Armate sul territorio nazionale e l’ampliamento delle funzioni affidate ai militari impongono oggi una riflessione sul rapporto tra responsabilità, poteri e garanzie giuridiche.
Sempre più frequentemente il personale è chiamato a operare a diretto contatto con i cittadini, concorrendo alle attività di sicurezza, alla vigilanza di infrastrutture strategiche e di obiettivi sensibili, al controllo del territorio e al supporto delle Forze di polizia in contesti ad elevata complessità.
“Considerato che il militare ha l’obbligo di intervento e assistenza anche quando è libero dal servizio, estendere la qualifica di pubblico ufficiale al personale militare operante fuori dal servizio costituirebbe la soluzione ottimale per garantire una maggiore tutela giuridica, in coerenza con i princìpi di equità e diritto.” – continua Roberto Perretta, Segretario Generale Regionale di Usmia Esercito.
Il riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale non rappresenta una rivendicazione formale né un’estensione di privilegi, ma uno strumento indispensabile per assicurare certezza del diritto nell’esercizio di funzioni pubbliche sempre più articolate.
La definizione puntuale dei poteri attribuiti al personale, delle responsabilità conseguenti e delle tutele previste dall’ordinamento costituisce infatti una garanzia non soltanto per i militari, ma anche per i cittadini.
Nel corso del confronto è emerso come l’attuale evoluzione delle missioni affidate alle Forze Armate renda sempre più necessario un aggiornamento della disciplina vigente, capace di accompagnare i cambiamenti intervenuti nell’impiego del personale militare sia sul territorio nazionale sia nei contesti operativi caratterizzati da elevata complessità.
“Oggi ho rappresentato l’Amministrazione comunale partecipando all’iniziativa promossa dal sindacato delle Forze Armate, un’importante occasione di confronto su temi centrali per la nostra democrazia – afferma l’Assessore Fabrizio Ferrandelli. Promuovere la cultura della sicurezza significa rafforzare, al tempo stesso, la cultura della legalità, della tutela dello Stato di diritto e del rispetto delle istituzioni del nostro Paese. Sono valori che devono essere alimentati attraverso il dialogo, la condivisione di esperienze e la collaborazione tra Istituzioni, Forze Armate, Forze dell’Ordine e società civile. Momenti come questo contribuiscono a consolidare un rapporto di fiducia reciproca e a valorizzare una stretta sinergia tra tutti i soggetti impegnati, ciascuno nel proprio ruolo, nella difesa della sicurezza dei cittadini e dei principi democratici. L’Amministrazione comunale continuerà a sostenere ogni iniziativa capace di favorire il confronto, la crescita di una cultura della sicurezza e la collaborazione istituzionale, nella consapevolezza che solo lavorando insieme è possibile affrontare con efficacia le sfide del presente e del futuro.”
La crescente integrazione tra comparto Difesa e sistema della sicurezza nazionale richiede strumenti giuridici adeguati, in grado di garantire certezza normativa e piena tutela nell’esercizio delle funzioni pubbliche attribuite al personale.
Un’esigenza che interessa anche il corretto rapporto tra amministrazione, magistratura e cittadini, contribuendo a ridurre le aree di incertezza interpretativa e ad assicurare una più efficace azione dello Stato.
Il tema assume particolare rilevanza anche alla luce della continua evoluzione dello scenario geopolitico internazionale, che vede le Forze Armate impegnate in un numero crescente di attività a supporto della sicurezza collettiva, della protezione delle infrastrutture critiche e della resilienza nazionale.
«Oggi ai militari vengono richieste professionalità sempre più elevate, capacità di intervento in contesti estremamente complessi e un livello di responsabilità che si è progressivamente ampliato negli ultimi anni. A questa evoluzione deve corrispondere un quadro normativo altrettanto moderno, capace di garantire certezza del diritto e adeguata tutela a chi opera quotidianamente al servizio dello Stato.
La qualifica di pubblico ufficiale non è un riconoscimento simbolico. È uno strumento che consente di definire con chiarezza responsabilità, prerogative e garanzie nell’esercizio di funzioni pubbliche che incidono direttamente sulla sicurezza dei cittadini. Rafforzare questo impianto significa rafforzare anche l’efficacia dell’azione dello Stato – afferma Leonardo Nitti Segretario Generale di USMIA ESERCITO.
Il confronto, ospitato presso il Palazzo dei Normanni, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle professioni giuridiche, confermando l’interesse verso un tema destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale nel dibattito sulla sicurezza nazionale. L’iniziativa ha posto le basi per un confronto destinato a proseguire, nella convinzione che l’evoluzione del ruolo delle Forze Armate debba essere accompagnata da un quadro normativo capace di garantire certezza giuridica, valorizzazione della funzione pubblica svolta dai militari e maggiore efficacia nell’interesse della sicurezza del Paese.

