Palermo – “La relazione della Commissione regionale Antimafia fotografa con lucidità l’evoluzione del fenomeno mafioso e indica con chiarezza le sfide che la politica e le istituzioni sono chiamate ad affrontare. La mafia non è un fenomeno relegato al passato. Ha cambiato volto, ha affinato i propri strumenti, investe nell’economia legale, tenta di infiltrarsi negli appalti pubblici, nella pubblica amministrazione e nel tessuto produttivo, utilizzando sempre più spesso la corruzione piuttosto che la violenza. È proprio questa capacità di adattamento che impone una risposta altrettanto moderna, fondata sulla prevenzione, sulla trasparenza amministrativa e sulla collaborazione tra tutte le istituzioni. Accanto a queste forme di criminalità organizzata, però, emerge con sempre maggiore forza un’altra emergenza che non possiamo sottovalutare: la diffusione dello spaccio e il crescente consumo di sostanze stupefacenti, soprattutto tra i più giovani. Contrastare il traffico di droga significa colpire direttamente uno dei principali motori economici della mafia. Come rappresentanti delle istituzioni abbiamo inoltre il dovere di rafforzare la trasparenza amministrativa, accelerare gli investimenti pubblici senza abbassare la guardia sui controlli, sostenere gli imprenditori che denunciano il racket e l’usura e garantire che ogni euro destinato allo sviluppo della Sicilia sia protetto da qualsiasi tentativo di infiltrazione mafiosa. Oggi le mafie hanno compreso che corrompere può essere più conveniente che intimidire. Per questo la prevenzione deve diventare un pilastro dell’azione amministrativa. Fondamentale resta il ruolo della cultura della legalità. Essa non si costruisce soltanto nelle aule giudiziarie, ma nelle scuole, nelle famiglie, nelle associazioni, nelle parrocchie e in tutti quei luoghi dove si formano le coscienze dei cittadini”. Lo afferma Salvo Geraci, capogruppo della Lega all’Assemblea regionale siciliana.


