L’esortazione di Don Giuseppe Vagnarelli ai giovani ad agire per la vita

Monreale (PA) – Don Giuseppe Vagnarelli nel nuovo volume di Mannino: la legalità diventa coscienza, incontro e vita vissuta

Una nuova e autorevole testimonianza arricchisce il libro “Non basta dire basta. Tienici stretti a guardare le stelle”. Il sacerdote palermitano invita a superare le dichiarazioni di principio per costruire concretamente il bene comune.

Giuseppe Vagnarelli

Non limitarsi a dire “basta”, ma avere il coraggio di cominciare. Non fermarsi alla denuncia del male, ma scegliere di costruire il bene. Non pronunciare la parola legalità come una formula, bensì trasformarla in uno stile quotidiano di responsabilità e servizio.

È il cuore del contributo scritto da don Giuseppe Vagnarelli per Non basta dire basta. Tienici stretti a guardare le stelle, il nuovo libro curato da Nicolò Mannino insieme ai giovani del Parlamento Internazionale della Legalità e ora in fase di stampa.

Don Vagnarelli, direttore dell’Ufficio pastorale dell’Arcidiocesi di Palermo e vicario episcopale del Terzo Vicariato, conosce da tempo il percorso educativo e culturale promosso dal Parlamento Internazionale della Legalità. Una vicinanza cresciuta attraverso molteplici occasioni di dialogo, durante le quali il sacerdote ha incontrato i giovani del movimento, ne ha ascoltato le esperienze e si è confrontato con loro sui temi della responsabilità, della fede e dell’impegno per il bene comune.

Tra i tanti momenti condivisi vi è anche un evento del Parlamento svoltosi nella Sala Gialla “Piersanti Mattarella” di Palazzo dei Normanni. In quella sede prestigiosa, don Vagnarelli ha potuto conoscere e incontrare più da vicino i giovani del movimento, entrando in dialogo con il loro entusiasmo e con il desiderio di rendere la legalità una scelta concreta di vita.

Nel suo contributo al volume, don Vagnarelli propone una distinzione particolarmente efficace: «Ci sono libri che si leggono e libri che, invece, invitano a prendere posizione». Il nuovo lavoro di Mannino, secondo il sacerdote, non appartiene alla categoria delle opere destinate a una lettura passiva. Le sue pagine sollecitano una risposta personale e collettiva, perché «non si limitano a denunciare il male o a descrivere le sfide del nostro tempo», ma indicano «un cammino concreto di responsabilità, legalità e speranza».

Il libro restituisce in particolare centralità ai giovani, presentandoli come costruttori del presente e non soltanto come eredi del futuro. Il cambiamento, ricorda don Vagnarelli, nasce dalla corrispondenza tra ciò che si afferma e ciò che si pratica, tra gli ideali professati e le decisioni assunte nella vita di ogni giorno.

Il richiamo evangelico scelto dal sacerdote rende ancora più esplicito questo messaggio: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio». La fede, l’impegno civile e l’amore per la giustizia non possono quindi esaurirsi nelle dichiarazioni di principio. Devono tradursi in comportamenti, relazioni e gesti capaci di contrastare concretamente l’indifferenza, la violenza e ogni forma di illegalità.

Per don Vagnarelli, infatti, la legalità è molto più di una semplice osservanza esteriore delle regole: «È uno stile di vita che nasce dalla coscienza, dalla cultura dell’incontro e dalla capacità di guardare “le stelle”, senza perdere la speranza anche nei momenti più difficili».

Il suo intervento si affianca alle numerose voci autorevoli chiamate a impreziosire il nuovo volume. Tra esse vi è anche quella di don Giuseppe Sciavilla, coordinatore della Segreteria operativa della Pontificia Accademia di Teologia, a conferma del dialogo fecondo che il progetto editoriale ha saputo generare tra esperienza ecclesiale, riflessione culturale e impegno civile.

«Questo libro nasce dalla convinzione che i giovani non abbiano bisogno di discorsi confezionati, ma di testimoni credibili e di compagni di strada», dichiara Nicolò Mannino. «Don Giuseppe Vagnarelli ci consegna una riflessione che va al cuore del nostro impegno: dire basta è necessario, ma non sufficiente. Bisogna avere il coraggio di scegliere da quale parte stare e iniziare a costruire».

Non basta dire basta. Tienici stretti a guardare le stelle si presenta così come un’opera plurale, animata da esperienze e sensibilità differenti ma unite da una medesima prospettiva: educare a una legalità che non sia fredda obbedienza, bensì coscienza viva, cultura dell’incontro e responsabilità condivisa.

Un libro, per usare ancora le parole di don Vagnarelli, «che merita di essere letto, meditato e condiviso», perché invita ciascuno a compiere il passaggio più difficile e necessario: trasformare le parole in scelte e gli ideali in vita vissuta.

Leonardo Lamberto Scaglione

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