Napoli – A diciannove anni Luigi Zeno sta costruendo il proprio percorso nel panorama della recitazione italiana, tra Netflix e Rai 1, formazione, set e nuovi personaggi. Un momento professionale che porta il giovane interprete a confrontarsi con produzioni e pubblici differenti, mantenendo al centro lo studio del mestiere dell’attore.

Tra i passaggi più importanti c’è Leonardo in Minerva – La Scuola, produzione destinata a Netflix. Per Luigi Zeno, Leonardo rappresenta soprattutto un lavoro sulla costruzione del personaggio, sulla disciplina, sulle contraddizioni dell’adolescenza e sulla capacità di raccontare una generazione senza ridurla a uno stereotipo.
«Quando interpreto un personaggio cerco prima di tutto di comprenderne le ragioni. Un attore non deve giudicarlo o difenderlo: deve capire quale necessità lo muove e riuscire a renderla credibile davanti alla macchina da presa».
Luigi Zeno tra Netflix e Rai 1
Il percorso di Luigi Zeno attore prosegue parallelamente sul set di una nuova produzione per Rai 1. Il passaggio da Netflix alla Rai significa confrontarsi con progetti, registi, scritture e personaggi differenti.
«Netflix e Rai 1 raggiungono pubblici molto grandi, ma quando comincia una scena bisogna dimenticarlo. Davanti alla macchina da presa esistono il personaggio, gli altri attori e ciò che sta accadendo in quel momento».
È proprio questa attenzione al lavoro, più che alla semplice esposizione mediatica, a caratterizzare il momento professionale del diciannovenne. La visibilità può arrivare velocemente; la preparazione di un attore richiede invece tempo, esperienza, errori, studio e confronto continuo con registi e colleghi.
“Miglior giovane attore italiano”: il riconoscimento e il mestiere
Nel percorso di Luigi Zeno è entrata anche la definizione di “miglior giovane attore italiano”, espressione che il giovane interprete accoglie come un riconoscimento, senza considerarla un punto di arrivo.
«Essere indicato come miglior giovane attore italiano è una definizione importante e sono riconoscente a chi me l’ha attribuita, ma un titolo non può sostituire il lavoro. Il giorno dopo devi comunque arrivare sul set preparato, conoscere il testo, ascoltare il regista e riuscire a fare bene la scena».
Per Luigi Zeno, infatti, premi e riconoscimenti appartengono a momenti precisi, mentre il mestiere dell’attore ricomincia ogni giorno.
Leonardo, Minerva – La Scuola e Netflix
Con il personaggio di Leonardo, Luigi Zeno entra nell’universo di Minerva – La Scuola, serie che affronta il mondo dei giovani attraverso disciplina, aspettative, rapporti e responsabilità.
La costruzione di Leonardo ha richiesto un lavoro particolare soprattutto su ciò che il personaggio non esprime apertamente. Gesti, silenzi, tempi di risposta e sguardi diventano così parte integrante della recitazione.
«Non volevo spiegare Leonardo allo spettatore. Alcune cose devono emergere progressivamente. Sto imparando che non tutto quello che un attore conosce del proprio personaggio deve necessariamente essere mostrato».
Un approccio che racconta anche l’evoluzione professionale di Luigi Zeno, sempre più interessato alla sottrazione e all’ascolto davanti alla macchina da presa.
Un giovane attore italiano che guarda al lungo periodo
A diciannove anni, mentre cresce l’attenzione intorno al suo nome, Luigi Zeno preferisce parlare di percorso anziché di arrivo.
L’obiettivo è costruire una carriera capace di attraversare personaggi, generi e linguaggi differenti, senza trasformare la riconoscibilità in una gabbia artistica.
«Tra dieci anni vorrei essere difficile da definire. Mi piacerebbe che guardando due miei personaggi fosse difficile trovare Luigi in mezzo. Se qualcuno vedendomi in un ruolo dicesse “non pensavo fossi tu”, per me sarebbe un bellissimo complimento».
Da Leonardo in Minerva – La Scuola su Netflix al lavoro sul set per Rai 1, il percorso di Luigi Zeno entra quindi in una fase importante. Ma per il giovane interprete il punto centrale resta lo stesso: continuare a studiare, confrontarsi con nuovi personaggi e imparare il mestiere.

