| Castelsardo (Sassari) – Dall’Alba dei Cuncordu con Sos Cantores de Cuglieri alla filosofia di Nicola Donti, passando per Myriam Costeri & Su Cunzertu Antigu, Tálas Áron Trio e Maciej Obara Quartet, fino al finale con DJ Marina A Castelsardo la musica comincia prima del sorgere del sole e prosegue fino a notte fonda. Venerdì 28 agosto la XXVI edizione di Musica sulle Bocche propone una nuova giornata diffusa nel borgo, costruendo un percorso che attraversa memoria, pensiero, tradizione, jazz europeo e contaminazioni contemporanee.Si parte alle 6 del mattino, dal Duomo, con uno degli appuntamenti più suggestivi e amati del festival: l’Alba dei Cuncordu. Le voci di Sos Cantores de Cuglieri accompagneranno il pubblico in un percorso itinerante tra i vicoli del centro storico, dal buio alle prime luci del giorno. Un’edizione particolarmente significativa, dedicata alla memoria di Giovanni Pinna, cantore di Castelsardo e figura fondamentale nella valorizzazione del canto a cuncordu.Alle 11, nella Sala XI, musica e pensiero si incontrano con il filosofo Nicola Donti e il suo Fuori tono – Elogio filosofico della stonatura e del silenzio, mentre alle 19 Myriam Costeri & Su Cunzertu Antigu riportano la musica nelle strade, tra Piazza Pianedda e il Centro Storico, con una rilettura femminile e contemporanea della tradizione sarda.La sera sarà invece nel segno del grande jazz europeo. Piazza Santa Maria ospiterà alle 20:30 il Tálas Áron Trio, espressione della vivace scena ungherese, e alle 22 il Maciej Obara Quartet, formazione polacco-norvegese tra le più apprezzate del jazz contemporaneo internazionale.Infine, alle 23, Musica sulle Bocche raggiungerà le Scalette per cambiare ancora una volta ritmo: con DJ Marina la giornata si chiuderà tra cumbia elettronica, sonorità latine, suggestioni tropicali e club culture. |
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| Sos Cantores de Cuglieri sono tra i più autorevoli custodi della tradizione polifonica sacra della Sardegna. Il coro, composto esclusivamente da voci maschili, rappresenta una delle espressioni più affascinanti del canto religioso dell’isola, tramandato per secoli attraverso la memoria orale e la pratica comunitaria. La loro arte affonda le radici nella lunga storia spirituale di Cuglieri, importante centro religioso del Montiferru, dove la tradizione del canto a cuncordu ha conservato forme musicali arcaiche che richiamano il canto gregoriano e le antiche polifonie mediterranee, le esecuzioni si sviluppano attraverso quattro registri vocali che si intrecciano in un equilibrio sonoro di straordinaria intensità, creando armonie profonde e solenni, sospese nel tempo. Una delle caratteristiche più suggestive di questa tradizione è la pratica del canto in movimento: durante le processioni della Settimana Santa, i cantori percorrono lentamente le strette vie del centro storico intonando gli antichi canti della Passione,il suono si diffonde tra le case in pietra, rimbalza tra vicoli e piazze e accompagna il cammino dei fedeli, trasformando l’intero paese in uno spazio sonoro sacro. È una forma di polifonia unica, nella quale il canto non è legato a un luogo fisso ma vive nel movimento della processione, amplificando il senso di spiritualità e partecipazione collettiva. Da sette anni la tradizione del canto a cuncordu è protagonista di uno degli appuntamenti più amati di Musica sulle Bocche: l’Alba dei Cuncordu, la prima delle tre albe che si susseguono a Castelsardo. Dopo questa esperienza nel cuore del borgo medievale, il festival prosegue con l’Alba del Porto, con il paese e il suo promontorio affacciato sul mare a fare da scenario, e con l’Alba alla Roccia dell’Elefante, uno dei luoghi simbolo del territorio. L’Alba dei Cuncordu è un evento itinerante che accompagna il pubblico dal buio della notte alle prime luci del giorno. Attraversando vicoli, piazzette e scorci del centro storico, gli spettatori seguono i cori lungo un percorso musicale immersivo, dove pietra, mare, silenzio e memoria si fondono in un’unica esperienza di ascolto, un esperienza molto simile a quella delle processioni dei cantori di Cuglieri. L’edizione di quest’anno sarà particolarmente intensa ed emozionante, poiché dedicata alla memoria di Giovanni Pinna, cantore di Castelsardo, figura fondamentale per la valorizzazione e la diffusione del canto a cuncordu in Sardegna. Con la sua passione, la sua voce e il suo instancabile impegno, Giovanni Pinna ha contribuito a far conoscere questo patrimonio ben oltre i confini dell’isola, trasmettendone il valore culturale, umano e spirituale alle nuove generazioni. La presenza di Sos Cantores de Cuglieri in questa alba speciale rappresenta quindi non soltanto un concerto, ma un atto di memoria collettiva e di continuità culturale: un omaggio a una tradizione millenaria che continua a vivere attraverso le voci degli uomini, il cammino delle comunità e il sorgere del sole sulle pietre antiche di Castelsardo. Punto di ritrovo: Piazza Duomo – fronte Concattedrale di Sant’Antonio Abate Evento gratuito |
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| Elogio filosofico della stonatura e del silenzioLa diversità non è un coro che canta all’unisono. La musica, come il pensiero, si nutre di silenzi e dissonanze.Siamo abituati a pensare all’armonia come all’assenza di conflitto: voci che si fondono, timbri che si confondono fino a diventare un unico suono, uniforme, levigato e rassicurante. È un’immagine confortante, ma, musicalmente parlando, quasi sempre falsa.Ogni autentica tradizione polifonica ci racconta infatti qualcosa di diverso. Le voci convivono proprio perché restano riconoscibili, ciascuna con il proprio timbro, la propria posizione e persino la propria “stonatura” rispetto alle altre. Ed è da questo disaccordo organizzato che nasce qualcosa che nessuna voce, da sola, sarebbe in grado di produrre. Non un’unità costruita nonostante le differenze, dunque, ma un’unità resa possibile proprio dalle differenze.Da questo principio musicale prende avvio una riflessione più ampia sul nostro modo di intendere la diversità. La domanda è se la retorica contemporanea, pur celebrandola, non finisca talvolta per cercare di accordare tutti sulla stessa nota: quella considerata giusta, condivisa, approvata, quella che non disturba e non “stona”. Forse, invece, la sfida più autentica consiste nell’imparare a tenere insieme voci che rimangono differenti e che possono continuare, legittimamente, anche a non comprendersi fino in fondo.Ma la polifonia suggerisce anche un’altra prospettiva. Siamo portati a valutare un coro attraverso i suoni che produce: chi canta, con quale intensità, con quale timbro. Eppure, ascoltandolo davvero, si scopre che la qualità di un insieme di voci dipende anche – e forse soprattutto – dal momento in cui ciascuna di esse sa fermarsi.Il silenzio, allora, non è semplicemente assenza di voce. È lo spazio che una voce lascia perché un’altra possa esistere ed essere ascoltata. Ed è proprio qui che la metafora musicale incontra più profondamente il tema della diversità. Non basta mettere insieme voci differenti: senza ascolto e senza spazio reciproco, la pluralità rischia di trasformarsi soltanto in una sovrapposizione di rumori. La differenza acquista valore quando ciascuno è capace anche di arretrare, di tacere al momento giusto, di lasciare spazio affinché la voce dell’altro possa emergere.Un intervento per chi è venuto a sentir cantare e si ritrova, quasi senza preavviso, a pensare. Nicola Donti è professore di Filosofia della Scienza e Filosofia del Linguaggio presso l’Università di Perugia. Nel corso degli anni ha costruito un percorso capace di unire il rigore accademico a una comunicazione contemporanea, accessibile e profondamente umana. La sua attività si concentra sui temi della comunicazione, delle relazioni, della leadership e dei cambiamenti sociali e culturali che attraversano la società contemporanea. Attraverso conferenze, incontri pubblici e progetti editoriali affronta argomenti legati alla consapevolezza personale, alla gestione delle emozioni, ai conflitti, all’etica e al rapporto tra individuo e collettività. Negli ultimi anni è diventato uno dei volti più riconoscibili della divulgazione filosofica italiana, grazie alla capacità di tradurre concetti complessi in riflessioni concrete e attuali. La sua cifra stilistica è un linguaggio diretto, mai accademico in senso sterile, ma capace di mantenere profondità e autorevolezza. Parallelamente all’attività universitaria collabora con aziende, organizzazioni e realtà formative su temi legati al benessere organizzativo, al pensiero critico e alla comunicazione efficace. Particolare attenzione è dedicata anche all’impatto dell’intelligenza artificiale, ai bias cognitivi e alle trasformazioni culturali generate dalla tecnologia. Accanto alla divulgazione digitale e agli eventi dal vivo, Nicola Donti ha intrapreso anche un percorso teatrale. Il teatro rappresenta per lui un’estensione naturale della propria ricerca comunicativa: uno spazio in cui filosofia, racconto ed esperienza emotiva si incontrano dal vivo, senza filtri. I suoi spettacoli portano sul palco riflessioni contemporanee, alternando ironia, profondità e momenti di forte coinvolgimento emotivo. Un format che unisce pensiero e intrattenimento, mantenendo sempre centrale il dialogo con il pubblico. Oggi Nicola Donti continua a sviluppare progetti tra università, teatro, formazione e comunicazione, con l’obiettivo di rendere la filosofia uno strumento concreto per leggere meglio il presente. Biglietti sul Circuito Ciaotickets.com |
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| Su Cunzertu Antigu è il primo ensemble strumentale sardo interamente al femminile, ideato da Myriam Costeri con l’obiettivo di offrire una rilettura contemporanea e femminile della musica tradizionale dell’isola. Attivo dal 2012, il progetto nasce dalle sonorità della tradizione barbaricina e del Cunzertu Antigu Gavoesu — basato su tamburo, triangolo e pipiolu — e le intreccia con altri strumenti identitari della Sardegna, tra cui organetto, fisarmonica, chitarra, trunfa, launeddas e canna isperriada. Ne emerge un linguaggio musicale che valorizza le diverse provenienze e sensibilità artistiche delle musiciste coinvolte. L’ensemble si configura come un collettivo musicale femminile che unisce ricerca, tradizione e sperimentazione. Accanto ai balli tradizionali sardi, il repertorio include arrangiamenti originali e contaminazioni contemporanee, capaci di dialogare con linguaggi musicali diversi pur mantenendo un forte legame con il patrimonio culturale dell’isola. Su Cunzertu Antigu si esibisce in abiti tradizionali sardi reinterpretati con sensibilità contemporanea: i capelli sciolti diventano simbolo di libertà, forza e identità femminile. Ogni performance si trasforma così in un racconto sonoro e visivo che crea un ponte tra passato e presente, restituendo un’immagine di Sardegna viva, dinamica e universale. Nel corso degli anni, il gruppo si è esibito in numerosi festival ed eventi culturali in Italia e all’estero, tra cui l’Accordion Festival di Zug (Svizzera), il Festival de la Cultura Internacional di Madrid, Escale à Sète – Festival des Traditions Maritimes et Méditerranéennes (Francia), rappresentanze culturali della Sardegna in Belgio e la rassegna “Sardegna Natura Cultura e Talenti” presso l’Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam. Tra le partecipazioni più recenti figurano l’apertura del festival letterario Marina Cafè Noir, l’International Folk Fest e il Festival delle Launeddas. In Sardegna, l’ensemble ha partecipato a festival internazionali del folklore e delle tradizioni popolari, eventi dedicati alla musica di ricerca e alla cultura identitaria isolana, collaborando con numerose realtà artistiche e istituzionali del territorio. L’ensemble si distingue per un approccio performativo che unisce tradizione, ricerca sonora e forte presenza scenica, valorizzando il patrimonio musicale sardo attraverso una prospettiva femminile e contemporanea. Formazione – Su Cunzertu Antigu: Organetto / Fisarmonica Chitarra Launeddas Trunfa / percussioni tradizionali Tamburo / percussioni Triangolo Pipiolu / strumenti a fiato tradizionali Evento gratuito |
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| Il pianista, batterista e compositore Áron Tálas, vincitore dei premi Junior Prima, Gramophone e Artisjus, è stato più volte premiato dalle riviste specializzate jazzma.hu e jazz.hu. La sua versatilità è ampiamente riconosciuta: ha suonato la batteria al fianco di Lionel Loueke e Kurt Rosenwinkel, il pianoforte con Jorge Rossy e Ben Monder, ed è stato membro stabile o collaboratore di numerose formazioni, tra cui il Borbély Workshop, il Kristóf Bacsó Triad e molti altri progetti della scena jazz contemporanea. Con il suo ensemble, il Tálas Áron Trio, ha sviluppato un linguaggio musicale originale e immediatamente riconoscibile, nel quale confluiscono influenze provenienti dalla musica popolare, dalla tradizione classica e dalle complesse strutture ritmiche e armoniche del jazz. Il primo album del trio, Floating Island, è stato pubblicato in Giappone, mentre il secondo, Little Beggar, pubblicato dall’etichetta BMC, è stato eletto Disco Jazz dell’Anno dalla rivista Gramophone. Formazione: Áron Tálas – pianoforte e tastiere István Tóth Jr. – contrabbasso László Csízi – batteria Evento gratuito |
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| Il Maciej Obara Quartet è una delle formazioni più interessanti e riconoscibili del jazz europeo contemporaneo: un ensemble polacco-norvegese capace di costruire una musica stratificata, intensa e profondamente comunicativa, nella quale la forza delle singole personalità trova un equilibrio naturale nella dimensione collettiva. A guidarlo è Maciej Obara, sassofonista contralto, compositore e bandleader polacco, da anni protagonista della scena jazz internazionale. Il suo linguaggio, fortemente personale, si muove tra lirismo ed energia, scrittura e improvvisazione, alternando momenti di grande intensità espressiva ad aperture più rarefatte e contemplative. Una ricerca che lo ha portato, dal 2017, a entrare nel catalogo della prestigiosa ECM Records, per la quale ha pubblicato gli album Unloved, Three Crowns e Frozen Silence, lavori che ne hanno consolidato la posizione nel panorama europeo della musica improvvisata. Accanto a Obara, il quartetto riunisce tre musicisti di straordinario spessore. Dominik Wania, pianista di formazione classica e dalla tecnica raffinata, dialoga con il suono intenso del sax contralto creando un continuo gioco di equilibri, contrasti e risonanze. La sezione ritmica è affidata a due protagonisti della scena norvegese, Ole Morten Vågan al contrabbasso e Gard Nilssen alla batteria: insieme danno alla musica profondità, dinamismo e una notevole libertà ritmica. Ne nasce un organismo sonoro compatto ma mai prevedibile, nel quale ciascun interprete conserva uno spazio autonomo di espressione contribuendo, allo stesso tempo, alla costruzione di un’identità comune. Prima dell’esperienza con ECM, il quartetto aveva già pubblicato per l’etichetta For Tune gli album Komeda, Live at Manggha e Live in Mińsk Mazowiecki. Nel corso della sua carriera Obara ha inoltre collaborato con il leggendario Tomasz Stańko, figura fondamentale del jazz polacco ed europeo, e ha preso parte a numerosi progetti internazionali. Tra questi figurano le collaborazioni con la Supersonic Orchestra di Gard Nilssen, con Koma Saxo di Petter Eldh e con la AUKSO Chamber Orchestra, per la quale ha composto un concerto per sassofono, pianoforte e orchestra. Negli ultimi anni Obara ha affiancato all’attività con il quartetto nuove esperienze come sideman e compositore. Tra queste, il progetto QuartSky, insieme a Jonas Kullhammar, Ole Morten Vågan e Håkon Mjåset Johansen, registrato negli storici Atlantis Studio di Stoccolma e destinato a diventare un album nel 2027, e la collaborazione con la Nikola Kołodziejczyk Orchestra – Polish Radio Jazz Orchestra. Particolarmente significativo è anche “Bluish Landscapes”, progetto speciale ideato e diretto da Obara come omaggio a Tomasz Stańko. Una formazione ampia e intergenerazionale che riunisce, tra gli altri, Sissel Vera Pettersen, Even Sigurdsen Røstad, Ingebrigt Håker Flaten, Audun Kleive e Dominik Wania insieme a giovani talenti della scena polacca come Amalia Umeda, Anna Szmatola e Adam Jędrysik. Al centro del percorso di Maciej Obara rimane però quella concezione della musica che trova nel quartetto una delle sue espressioni più compiute: quattro forti individualità che non rinunciano alla propria voce, ma la mettono al servizio dell’ascolto reciproco e della creazione collettiva. Una musica in continuo movimento, capace di passare dalla delicatezza all’esuberanza e di trasformare l’improvvisazione in un dialogo aperto, imprevedibile e intensamente evocativo. Formazione: Maciej Obara: sax contralto Dominik Wania: pianoforte Ole Morten Vågan: contrabbasso Gard Nilssen: batteria Biglietti sul Circuito Ciaotickets.com |
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| Marina è un artista che arriva dalla Sardegna isola del Mediterraneo, non si definisce una dj ma una music selector, conosciuta per il suo stile che fonde cumbia elettronica, ritmi urbani e sonorità latine contemporanee, influenzata tanto dai classici della musica tropicale quanto dall’elettronica europea. Con il tempo, il suo sound si definisce: una miscela fresca e potente che unisce tradizione latina e innovazione elettronica, creando atmosfere ipnotiche e coinvolgenti. I suoi set sono un invito a ballare, ma anche un ponte tra mondi diversi, unendo radici e futuro in un unico ritmo. Evento gratuito |







