Una grande attrice con un’anima da fanciulla
Nasce il Premio Serena Barone, per chi il teatro deve ancora inventarselo

Palermo – Serena Barone il teatro lo aveva addosso. Quarant’anni di palcoscenico, certo, e non sono pochi, ma soprattutto la voglia di non essere addomesticata: curiosa, inquieta, pronta a stupirsi e a giocare, a cercare ancora, con una curiosità che non si accontentava, con la voglia di cercare ancora, di mettersi alla prova, di attraversare linguaggi e mondi anche complicati, senza accomodarsi mai in ciò che aveva già imparato. Era nata con Michele Perriera, aveva incontrato Lindsay Kemp e Ludwik Flaszen, e lavorato nei territori difficili di Franco Scaldati e di Emma Dante: inesauribile, era riuscita ovunque a lasciare traccia. Ma raccontarla mettendo in fila nomi e spettacoli sarebbe probabilmente il modo meno giusto per ricordarla: Serena era corpo, voce, ironia, inquietudine, mestiere. E leggerezza, tanta leggerezza, di corpo e di mente come testimoniano le tante testimonianze presenti sul sito: www.premioserenabarone.it.
Per ricordarla si è scelto di non voltarsi indietro. Di cercare invece chi il teatro deve ancora inventarselo. Nasce da un gruppo di amici e colleghi stretti dell’attrice palermitana (scomparsa il 5 maggio 2025) l’idea del Premio Serena Barone, rivolto ad attrici e attori under 35. Il bando nazionale è già aperto, le candidature dovranno arrivare entro il 20 settembre; dopo una prima selezione, il percorso passerà dal Teatro Studio del Museo Sociale Danisinni e approderà, tra novembre e dicembre, al Teatro Biondo di Palermo.
Non si cercano spettacoli già pronti, attori rodati, ma idee, intuizioni, linguaggi personali, progetti che abbiano ancora bisogno di tempo, lavoro, tentativi, magari persino errori. Proprio quella ricerca che ha attraversato tutta la vita artistica di Serena Barone.
Il bando è pensato da Museo Sociale Danisinni, Compagnia Franco Scaldati e M’Arte-Movimenti d’Arte, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Palermo e la collaborazione del Teatro Biondo di Palermo. Il coordinamento artistico è di Guido Valdini. l coordinamento artistico, presieduto da Guido Valdini, è altresì composto da: Gigi Borruso, Valentina Console, Giovanna Cossu, Miriam Cossu Sparagano Ferraye, Ester e Maria Cucinotti, Melino Imparato, Sabrina Petyx.
Possono partecipare singoli artisti italiani, comunitari ed extracomunitari residenti in Italia, che non abbiano superato i 35 anni, presentando un progetto inedito e mai rappresentato, neppure in forma di studio. Nessun recinto di generi e linguaggi: saranno l’originalità, l’identità espressiva e l’autonomia della ricerca a guidare la selezione.
Si parte da poco, come spesso accade in teatro: un’idea di performance raccontata in un massimo di due cartelle e un video di non oltre tre minuti. Da tutte le candidature saranno scelti fino a dieci semifinalisti che nell’ultima settimana di ottobre porteranno al Teatro Studio del Museo Sociale Danisinni uno studio scenico tra i 10 e i 15 minuti, davanti al pubblico.
Cinque di loro continueranno il viaggio. Avranno ancora qualche settimana per lavorare, cambiare, aggiungere, sottrarre, far crescere quella prima intuizione fino a una performance di venti minuti. La presenteranno tra fine novembre e dicembre sul palcoscenico del Teatro Biondo di Palermo, dove sarà scelto il vincitore.
Il premio è di 2.500 euro, destinati alla ricerca artistica o alla produzione del progetto teatrale. Per i cinque finalisti provenienti da fuori Palermo è previsto anche un rimborso delle spese di viaggio e ospitalità nei limiti stabiliti dal bando.
A scegliere il vincitore sarà la giuria tecnica presieduta da Guido Valdini e composta da Gigi Borruso, Maria Cucinotti, Giovanna Cossu, Roberto Giambrone, Melino Imparato e Sabrina Petyx. Potranno essere attribuite anche menzioni speciali e, durante la finale, potrebbe essere affidata a una giuria popolare la scelta di un riconoscimento autonomo.
Dietro il Premio c’è un gruppo di amici, colleghi, artisti, persone che con Serena hanno condiviso il teatro e la vita. E forse proprio da loro arriva il senso più profondo di questa prima edizione: non chiudere Serena dentro un ricordo, ma lasciare aperta una porta. Perché da quella curiosità, dalla sua voglia di cercare sempre qualcosa che ancora non c’era, oggi possa partire il lavoro di qualcun altro.
Le candidature dovranno essere presentate entro le 12 del 20 settembre 2026. Bando, regolamento e modalità di partecipazione suwww.premioserenabarone.it

