
Modica (Rg) – «La piscina che torna a disposizione della città è una buona notizia. Ma dopo una chiusura così lunga, prima di appuntarsi medaglie, l’amministrazione Monisteri dovrebbe spiegare ai cittadini perché abbiano dovuto aspettare tanto». È quanto dichiarano Piero Bellaera e il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle di Modica, intervenendo sulle vicende della piscina comunale e del Palascherma.
«L’assessore rivendica di avere risolto in due mesi i problemi della piscina. Proprio questa affermazione rende inevitabile una domanda: che cosa ha impedito all’amministrazione di trovare prima un accordo con il precedente gestore? Quali ostacoli sono stati superati e perché non è stato possibile affrontarli tempestivamente? Il cambio di un assessore non azzera le responsabilità di chi governa la città. La rapidità oggi rivendicata, paradossalmente, rende ancora più necessaria una spiegazione sulla lunga attesa imposta a famiglie, atleti e società sportive».
«Dall’altra parte c’è il Palascherma. Il 12 febbraio 2024 venivano consegnati i lavori di riqualificazione e ampliamento, finanziati con 3,2 milioni di euro del PNRR. L’amministrazione annunciava la conclusione in poco più di 400 giorni: un orizzonte che portava alla primavera del 2025. Siamo ormai alle porte del 2027 e la città aspetta ancora la restituzione dell’impianto. Che cosa è successo nel frattempo? Qual è l’effettivo avanzamento dei lavori? Sono intervenute sospensioni, proroghe o varianti? E soprattutto: quando potranno tornarci gli sportivi? Chiediamo che siano resi pubblici il cronoprogramma aggiornato e gli atti che spiegano lo scostamento dai tempi annunciati».
«Da Maria Monisteri, già presidente della Scherma Modica e del Coni provinciale, e già assessora allo Sport prima di diventare sindaca, ci si sarebbe aspettati una particolare attenzione proprio a queste strutture. Conosceva il settore, le esigenze delle associazioni e il valore degli impianti per la città. È quindi ancora più difficile comprendere questa distanza tra gli impegni pubblici e i tempi vissuti dai cittadini».
«Una piscina chiusa e un impianto atteso per anni significano allenamenti e attività trasferite, disagi e opportunità perdute. Restituire un servizio pubblico è un dovere amministrativo. Farlo dopo una lunga attesa non cancella il tempo perso e non esonera dal renderne conto. Modica merita impianti funzionanti, date attendibili e risposte verificabili. Le celebrazioni possono aspettare: gli sportivi hanno già aspettato abbastanza».

