Lavoratori in somministrazione e atipici, Ronzoni e Borrelli (Uil e UilTemp): “In Sicilia sono 31mila, il 3,4% del totale nazionale. Serve un piano di stabilizzazione”.

Oggi istituito, a Palermo, il nuovo coordinamento regionale della Uil Sicilia – Uil Temp. Alla guida ci sarà Danilo Borrelli
Palermo. E’ una realtà preoccupante quella che emerge dai dati sul mercato del lavoro in Sicilia, dove risultano attivi 31mila lavoratori in somministrazione, pari al 3,4% del totale nazionale. Un peso rilevante che conferma come il ricorso alla somministrazione sia diventato una componente stabile dell’occupazione siciliana, e non più un semplice strumento di flessibilità congiunturale. E’ su questa emergenza che si concentra il nuovo coordinamento regionale Uil Sicilia – UilTemp, guidato da Danilo Borrelli, l’organismo che nell’Isola rappresenta e tutela le lavoratrici e i lavoratori della somministrazione, del lavoro temporaneo e delle forme atipiche di impiego. All’insediamento presente anche il commissario della Uil Sicilia, Emanuele Ronzoni. L’emergenza sociale e lavorativa riguarda decine di migliaia di persone spesso impiegate con contratti brevi, discontinui e caratterizzati da precarietà strutturale. La presenza dei somministrati è elevata soprattutto nei comparti merceologici dell’agricoltura, della grande distribuzione, dei servizi di facility, dell’edilizia, del turismo e degli enti locali. Si tratta di settori in cui la domanda di lavoro è spesso stagionale, legata a picchi produttivi, appalti, eventi o necessità organizzative delle imprese e degli enti pubblici. Una condizione che espone i lavoratori a alternanza tra impiego e disoccupazione, a retribuzioni incerte e a difficoltà nell’accesso a tutele, formazione, welfare e percorsi di stabilizzazione. In Sicilia le assunzioni tramite contratti di somministrazione si concentrano in particolare nei comparti dell’industria, del commercio, dei trasporti, delle costruzioni e delle telecomunicazioni. E riguardano i territori di Catania, Palermo, Siracusa, Messina e Gela. Secondo i dati dell’Inps, nel 2024 si sono registrare oltre 20mila assunzioni in somministrazione, pari al 2,1% delle assunzioni nazionali. Nei primi nove mesi del 2025, invece, più di 15mila, pari al 2,2%. Tra le imprese e gli enti che fanno maggiore ricorso alla somministrazione emergono Sifi, Irritex, Dm Barone, Irem, Ergon, Coemi, Tecnimpianti, Repin, Contea, Netiht, Care, Logistics Service e Sirtal. Presenti anche realtà del trasporto e dei servizi come MD, Omer, Sais Trasporti, Accenture outsourcing e Ristogest. Sul fronte pubblico, il ricorso alla somministrazione riguarda diversi comuni siciliani: Castelbuono, Nicosia, Valle d’Olmo, Polizzi Generosa, Collesano e Petralia Soprana. Un dato che solleva interrogativi sul ricorso a lavoratori flessibili per coprire esigenze ordinarie di funzionamento degli enti locali, invece che su piani di stabilizzazione e assunzioni a tempo indeterminato. Il coordinatore Borrelli guarderà inoltre alla più ampia galassia del lavoro atipico, con particolare attenzione ai collaboratori coordinati e continuativi. Si tratta di lavoratrici e lavoratori che, pur svolgendo spesso attività continuative e personalmente coordinate dai committenti, restano fuori dal pieno perimetro della subordinazione e vedono ridotte le proprie tutele previdenziali, assicurative e di reddito. “Dietro questi numeri – spiega Borrelli – ci sono persone che vivono l’incertezza del domani con redditi fragili e tutele incomplete. La nostra Isola non può continuare a basare una parte crescente del proprio mercato del lavoro sulla precarietà. Serve una svolta verso occupazione stabile, diritti pieni e tutele effettive”. E il commissario Ronzoni, precisa: “La somministrazione e il lavoro atipico non sono più fenomeni marginali ma una vera emergenza sociale. Parliamo di migliaia di persone impiegate con contratti fragili senza prospettive di continuità e con tutele insufficienti”. Uil e UilTemp Sicilia chiedono risposte immediate anche ai lavoratori dello sport, troppo spesso coinvolti in rapporti precari, occasionali o privi di adeguata tutela. “Serve una svolta – affermano Ronzoni e Borrelli -. Più stabilizzazione, più diritti, più sicurezza e un impegno concreto di imprese, enti pubblici e istituzioni per costruire occupazione stabile in Sicilia”. Il coordinamento regionale chiederà un censimento trasparente e aggiornato dei lavoratori in somministrazione e dei collaboratori atipici; il contrasto all’uso improprio della somministrazione e delle collaborazioni; maggiori tutele in materia di continuità del reddito, sicurezza sul lavoro, formazione e stabilizzazione; la regolarizzazione delle collaborazioni che presentano i requisiti della subordinazione; attenzione specifica al lavoro sportivo con tutele contrattuali, assicurative e previdenziali adeguate per atleti, tecnici, operatori e lavoratori del settore e soprattutto un confronto urgente con Regione, enti locali, imprese e agenzie per il lavoro su piani di stabilizzazione e di occupazione stabile.

