
Milano – Ci sono case che custodiscono i ricordi di intere generazioni e che, aprendosi ai viaggiatori, trovano una seconda vita. È quello che è successo ad Antonio, pediatra siciliano che, a soli diciott’anni, ha iniziato a ospitare nella casa dei nonni per mantenersi agli studi di Medicina. Oggi, dopo oltre dieci anni, è tra i cinque vincitori dei Maestri dell’Accoglienza 2026 di Airbnb, premiato nella categoria Ospitalità eccezionale.
Un riconoscimento che celebra l’eccellenza dell’ospitalità siciliana, in una regione dove cresce la community di host che si distinguono per la qualità dell’accoglienza: secondo i dati di Airbnb, nell’ultimo anno il numero di Superhost è aumentato del 14%1.
L’appartamento si trova a Cefalù, a pochi passi dalla Cattedrale arabo-normanna, patrimonio Unesco, all’interno di un palazzo settecentesco nel cuore del borgo. Acquistato dalla nonna negli anni Cinquanta, ha visto crescere più generazioni della famiglia e oggi accoglie viaggiatori da tutto il mondo. Quello che era nato come un modo per sostenere gli studi è diventato negli anni una passione, che Antonio porta avanti accanto al lavoro in ospedale.
Per lui l’accoglienza comincia ancora prima dell’arrivo, con consigli per scoprire la Cefalù più autentica, e continua con piccoli gesti di benvenuto: un’arancina, un gelato o un aperitivo sulla terrazza affacciata sul Duomo. Attenzioni e rapporti personali che fanno la differenza, tanto che alcuni ospiti tornano ogni anno e con altri sono nate vere amicizie. «L’ospitalità eccezionale è far sentire ogni ospite parte di una storia», racconta Antonio.
Il suo percorso dimostra come aprire le porte di casa possa tenere vivi i luoghi di famiglia, custodendone i ricordi e trasformandoli in occasioni di incontro.

