Terza dose di vaccino, Anteas Ragusa a supporto dell’Asp

Per invitare gli anziani associati e i soggetti fragili

A espletare gli adempimenti legati all’inoculazione

Ragusa – La terza dose di vaccino contro il Covid-19 è ormai realtà. Anzi, anche in provincia di Ragusa la sua inoculazione è diventata prevalente, come prevedibile. Anziani, immunocompromessi e personale sanitario sono state tra le prime categorie ad averla ricevuta. Anche se l’efficacia globale nell’evitare ricoveri e decessi rimane estremamente elevata con un ciclo classico di due dosi, la terza dose serve a proteggere ulteriormente quelle categorie maggiormente esposte o dove si registra un calo di protezione maggiore. “Ecco perché, come Anteas Ragusa – sottolinea il presidente Rocco Schininà – ci stiamo spendendo per invitare i nostri associati, e sono in numero consistente coloro che ancora non l’hanno fatta, a recarsi all’hub più vicino, in particolare, per quanto riguarda la nostra città, quello dell’ospedale Civile, per espletare gli adempimenti legati all’inoculazione della dose “booster”. Ricordo che, andando ad analizzare in maniera approfondita la quantità di anticorpi circolanti e l’efficacia a seconda delle diverse età, emerge che negli anziani si registra un maggior calo della copertura. Ed è per questa ragione che già da settimane è stata approvata la terza dose sia per gli over-60 e i fragili sia per il personale sanitario. L’obiettivo della terza dose è il potenziamento della risposta immunitaria che può anche superare il livello di difesa raggiunto con le due dosi iniziali. E’ il messaggio che stiamo cercando di fare passare, attraverso i nostri canali, nei confronti della popolazione anziana. Alcuni, ci risulta, non sono stati neppure raggiunti dal messaggio in questione e quindi non hanno ancora ben presente la necessità di potenziare la loro risposta anticorpale. E’ un momento molto delicato e anche noi cerchiamo di fare, nel nostro piccolo, la nostra parte per cercare di espletare nella maniera migliore possibile la campagna vaccinale, a difesa non solo dei più deboli ma dell’intera popolazione”.