Paventato rinvio gara d’appalto Ragusa-Catania, Campo e Dipasquale: “Musumeci ha voluto i poteri di commissario, adesso agisca”

Palermo – “Restiamo sbigottiti dal pressappochismo di Nello Musumeci e siamo fortemente sconcertati per quello che sarebbe a tutti gli effetti l’ennesimo rinvio dell’iter che dovrà portare al raddoppio della Ragusa-Catania che, come sembra, non andrà in gara nella giornata di domani”. Lo dicono i deputati regionali Stefania Campo e Nello Dipasquale a proposito dei 217 milioni di euro che la Regione aveva annunciato di mettere a disposizione e che invece, avrebbero preso un’altra destinazione. “Si paventa un dietro front grave e pericoloso da parte di Musumeci – spiegano i due parlamentari regionali – di cui Musumeci stesso deve assumersi le responsabilità, spiegandone le ragioni ai cittadini.

Stefania Campo

Diversamente, non si capirebbe come mai la gara d’appalto non sia stata ancora fissata. Vogliamo credere che tutto sia da ricondurre a un mero problema tecnico. Ad agosto scorso infatti la Regione avrebbe trasformato questi 217 milioni di euro di fondi Poc in fondi di altra natura e questo sembra aver causato una mancata certificazione delle risorse stesse all’Anas nei tempi prestabiliti. In ogni caso, forti dei fondi che Musumeci rivendica come realmente disponibili perché di sua competenza, si potrebbe già andare in appalto con tre lotti su quattro. Musumeci, che ricordiamo è anche commissario straordinario della Ragusa-Catania (poteri che ha voluto e cercato ma che una volta assunti non sembra voler esercitare), per evitare perdite di tempo, poteva andare avanti, proprio perché ha i poteri per farlo, senza aspettare le procedure ordinarie, lanciando la gara, consapevole di poter contare su fondi che lui dice essere certi. Ma visto che non lo fa, è probabile che questi fondi regionali non siano così sicuri e immediatamente disponibili. Insomma, Musumeci è chiamato a dare delle risposte celeri e soprattutto è chiamato a dare ai cittadini la data in cui sarà celebrata la gara d’appalto. Magari già nelle prossime ore”.

Nello Dipasquale